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    Calcolo 180 giorni malattia: INPS e periodo di comporto

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    Capire come si calcolano i 180 giorni di malattia può generare confusione, perché la risposta cambia a seconda che si parli di indennità economica dell'INPS o di conservazione del posto di lavoro, il cosiddetto periodo di comporto. In questo articolo faremo chiarezza su entrambi gli aspetti, spiegando le differenze fondamentali e le conseguenze.

    Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e calcolo dei periodi di malattia.

    Come si contano i 180 giorni di malattia?

    Il punto centrale da comprendere è che non esiste un unico modo di contare i 180 giorni. Bisogna distinguere tra due contesti completamente diversi:

    • L'indennità economica pagata dall'INPS, che ha un limite annuale.
    • Il periodo di comporto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL, che determina per quanto tempo si conserva il posto di lavoro.

    Vediamo nel dettaglio come funzionano entrambi.

    Quando si azzerano i 180 giorni di malattia per l'INPS?

    L'INPS eroga un'indennità economica per coprire l'assenza dal lavoro per un massimo di 180 giorni all'interno dello stesso anno solare.

    Il conteggio segue regole precise:

    • Si considerano i giorni di calendario, inclusi quindi sabati, domeniche e festività.
    • Il calcolo si azzera ogni anno, ripartendo da zero il 1° gennaio.

    Questo significa che, ai soli fini del pagamento dell'indennità da parte dell'INPS, ogni nuovo anno si ha a disposizione un nuovo plafond di 180 giorni.

    Come si contano invece i giorni per il periodo di comporto?

    Il periodo di comporto è il limite massimo di giorni di malattia che un lavoratore può accumulare senza rischiare il licenziamento. La sua durata e le modalità di calcolo sono stabilite dal CCNL di riferimento e possono variare molto.

    Spesso la durata è fissata a 180 giorni, ma il conteggio è diverso da quello dell'INPS:

    • Non si azzera il 1° gennaio.
    • Si calcola "a ritroso" o in una "finestra mobile", sommando tutti i periodi di malattia certificati negli ultimi 12 o 36 mesi - a seconda di quanto previsto dal contratto - a partire dall'ultimo giorno di malattia.

    È un calcolo più complesso che richiede di verificare attentamente le disposizioni del proprio CCNL.

    Cosa succede se si superano i 180 giorni di malattia?

    Le conseguenze dipendono da quale limite è stato superato.

    • Superamento dei 180 giorni per l'INPS: Al 181° giorno di malattia nell'anno solare, l'INPS smette di erogare l'indennità economica. Il rapporto di lavoro continua, ma l'assenza potrebbe non essere più retribuita, a meno che il CCNL non preveda condizioni diverse.
    • Superamento del periodo di comporto: Se si supera il numero massimo di giorni di assenza stabilito dal proprio CCNL, il datore di lavoro acquisisce il diritto di procedere con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

    Come posso verificare quanti giorni di malattia ho accumulato?

    Per avere un quadro preciso delle proprie assenze e dei certificati medici trasmessi, è possibile utilizzare i servizi online dell'INPS.

    Accedendo al portale ufficiale con le proprie credenziali - SPID, CIE o CNS - si può consultare l'archivio personale tramite il servizio di "Consultazione attestati di malattia telematici". Questo strumento permette di visualizzare tutti i certificati inviati dal proprio medico curante all'istituto.

    Hai ancora dubbi sul calcolo dei 180 giorni di malattia?

    Qualora ti servisse supporto per interpretare la tua situazione contrattuale o per capire come si applica il periodo di comporto nel tuo caso specifico, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di periodo di comporto e indennità di malattia.

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