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    Licenziamento dopo 180 giorni di malattia: quando rischi

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    Trovarsi in malattia per un lungo periodo può generare ansia e incertezza riguardo al proprio futuro lavorativo. Una delle preoccupazioni più comuni è legata al superamento della soglia dei 180 giorni di assenza. In questo articolo, faremo chiarezza su cosa succede realmente allo scadere dei sei mesi, spiegando le regole sul licenziamento e le tutele previste dalla legge.

    Per affrontare la situazione con le giuste informazioni e avere subito un parere, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti dovuti a malattia prolungata.

    Cosa succede esattamente dopo 180 giorni di malattia?

    Raggiungere i 180 giorni di malattia non comporta un licenziamento automatico. È fondamentale distinguere due concetti chiave: l'indennità economica dell'INPS e il periodo di comporto.

    La soglia dei 180 giorni in un anno solare rappresenta il limite massimo per cui l'INPS eroga l'indennità di malattia al lavoratore. Superato questo termine, l'istituto smette di versare il sostegno economico.

    Tuttavia, il diritto alla conservazione del posto di lavoro dipende da un altro fattore: il periodo di comporto.

    Quanti giorni di malattia sono necessari per essere licenziati?

    Non esiste un numero di giorni di malattia uguale per tutti che porti al licenziamento. Il licenziamento diventa una possibilità per il datore di lavoro solo quando il dipendente supera il "periodo di comporto".

    Questo è il lasso di tempo massimo di assenza per malattia consentito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato al tuo rapporto. Durante il comporto, il tuo posto è tutelato. La durata di questo periodo varia notevolmente in base al contratto di riferimento.

    Le casistiche più comuni sono:

    • 180 giorni nell'arco dell'anno solare, che spesso coincide con il limite dell'indennità INPS.
    • Un periodo più lungo, come 270 giorni o anche più di un anno, previsto da CCNL più protettivi.
    • Un calcolo "per sommatoria", in cui si cumulano tutti i giorni di assenza effettuati negli ultimi 365 giorni.

    Un'eccezione importante riguarda la malattia causata da un infortunio sul lavoro o da una malattia professionale: in questi casi, le regole per il calcolo del comporto sono diverse e più favorevoli al lavoratore.

    Per conoscere i limiti esatti previsti per la tua categoria, è essenziale consultare il tuo CCNL, reperibile ad esempio sul portale del CNEL.

    Chi paga lo stipendio se supero i sei mesi di malattia?

    Una volta superati i 180 giorni di assenza nell'anno solare, l'INPS interrompe l'erogazione dell'indennità.

    Se il tuo CCNL prevede un periodo di comporto più lungo - ad esempio 12 mesi - il tuo posto di lavoro rimane protetto fino al raggiungimento di tale limite. Tuttavia, per tutti i giorni di assenza successivi al 180°, non riceverai né l'indennità INPS né, di norma, lo stipendio da parte del datore di lavoro. L'assenza, pur essendo giustificata, diventa non retribuita.

    Come può il datore di lavoro procedere con il licenziamento?

    Il licenziamento per superamento del periodo di comporto non è un atto automatico. È una scelta che il datore di lavoro può decidere di intraprendere.

    Una volta accertato che il limite di giorni di malattia previsto dal CCNL è stato superato, l'azienda può inviare una lettera di licenziamento formale. La comunicazione deve avvenire tempestivamente dopo il superamento del comporto.

    Se il licenziamento viene intimato anche un solo giorno prima della scadenza del comporto, è considerato nullo e può essere impugnato.

    La malattia sospende un licenziamento già comunicato?

    Sì, la legge tutela il lavoratore in malattia. Un datore di lavoro non può licenziare un dipendente durante il periodo di comporto. La malattia, di fatto, sospende la possibilità per l'azienda di recedere dal contratto fino a quando il limite di assenze non viene superato.

    Questo significa che, fino all'ultimo giorno di comporto, il tuo posto di lavoro è garantito.

    Chi viene licenziato per malattia ha diritto alla NASpI?

    Sì, il lavoratore licenziato per superamento del periodo di comporto ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Questa tipologia di licenziamento rientra a tutti gli effetti nei casi di perdita involontaria del lavoro, che è il requisito fondamentale per accedere al sussidio, a condizione di possedere anche i requisiti contributivi previsti dalla normativa.

    Hai altre domande sul licenziamento dopo 180 giorni di malattia?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di capire come muoverti, il primo passo è compilare il modulo che trovi qui sotto. Potrai parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamento per superamento del periodo di comporto.

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