Giusto.

    3 lettere di richiamo e licenziamento: come funziona?

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    Molti lavoratori credono che il licenziamento disciplinare scatti in automatico dopo aver ricevuto tre lettere di richiamo. In realtà, nel diritto del lavoro italiano non esiste nessuna regola che stabilisca un automatismo di questo tipo. La validità di un licenziamento dipende da fattori più complessi, come la gravità dei comportamenti e quanto previsto dal Contratto Collettivo di riferimento.

    In questo articolo chiariamo come funziona davvero la procedura, quali sono i tuoi diritti e come puoi tutelarti. Se preferisci farti guidare da un esperto per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di sanzioni disciplinari e licenziamenti.

    Quante lettere di richiamo ci vogliono per licenziare una persona?

    Non esiste un numero minimo o massimo di lettere di richiamo necessario per procedere con un licenziamento.

    La legittimità di un licenziamento disciplinare non dipende dal numero di contestazioni ricevute, ma dalla gravità dei comportamenti del lavoratore, dalla loro eventuale ripetizione nel tempo - la cosiddetta recidiva - e dalle procedure indicate nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato.

    Cosa succede se ricevi tre lettere di richiamo?

    Ricevere tre lettere di richiamo non comporta un licenziamento automatico, ma può costituire la base per un licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

    In questo caso, gli episodi contestati, anche se singolarmente non gravissimi, sommati tra loro possono dimostrare una grave e reiterata violazione dei doveri del lavoratore, tale da compromettere il rapporto di fiducia con il datore di lavoro e giustificare il recesso dal contratto.

    Quando scatta il licenziamento disciplinare?

    Il licenziamento disciplinare scatta quando il comportamento del lavoratore è talmente grave da non consentire la prosecuzione, nemmeno provvisoria, del rapporto di lavoro.

    Le situazioni principali sono due:

    • Licenziamento per giusta causa: avviene in seguito a una condotta gravissima che lede irrimediabilmente il rapporto di fiducia. In questi casi, può bastare anche un solo episodio, come un furto in azienda, un'aggressione fisica o una grave insubordinazione, per giustificare il licenziamento immediato e senza preavviso.
    • Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: è la conseguenza di un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali. Può derivare da un singolo fatto di media gravità o da una serie di mancanze ripetute, come negligenza costante o scarso rendimento, che vengono formalizzate attraverso più lettere di richiamo.

    Qual è la sanzione disciplinare più grave?

    La sanzione disciplinare più grave che un datore di lavoro può applicare è il licenziamento. Le altre sanzioni, in ordine di gravità crescente, sono il richiamo verbale, il richiamo scritto - o lettera di richiamo - la multa e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione.

    Quanto tempo deve passare tra una lettera di richiamo e l'altra?

    La legge non stabilisce un intervallo di tempo fisso tra una contestazione disciplinare e l'altra. Tuttavia, il datore di lavoro ha l'obbligo di contestare la mancanza del dipendente in modo tempestivo, cioè poco dopo esserne venuto a conoscenza. Una contestazione tardiva potrebbe essere considerata illegittima.

    Chi viene licenziato per motivi disciplinari ha diritto alla NASpI?

    Sì, anche in caso di licenziamento disciplinare il lavoratore ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, a condizione che soddisfi i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge.

    Il diritto alla NASpI è legato allo stato di disoccupazione involontaria, e il licenziamento - anche se per motivi disciplinari - rientra in questa categoria.

    Come puoi difenderti se ritieni il licenziamento ingiusto?

    Se hai ricevuto una lettera di richiamo, hai sempre il diritto di difenderti. Il datore di lavoro deve seguire una procedura formale che ti consente di presentare le tue giustificazioni per iscritto o di richiedere un colloquio orale entro i termini previsti dal tuo CCNL, solitamente 5 giorni.

    Se ritieni che il licenziamento sia sproporzionato, ingiusto o immotivato, puoi impugnarlo entro 60 giorni dalla data in cui lo hai ricevuto. Per farlo, è fondamentale l'assistenza di un sindacato o di un avvocato con esperienza in diritto del lavoro.

    Una lettera di richiamo rimane sul curriculum?

    Assolutamente no. Una lettera di richiamo è un atto interno all'azienda, che viene conservato nel tuo fascicolo personale del dipendente e non ha alcuna visibilità all'esterno. Non può in alcun modo comparire sul tuo curriculum vitae né essere comunicata a futuri datori di lavoro.

    Hai ancora dubbi sulla procedura di licenziamento dopo le lettere di richiamo?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica per capire quali passi compiere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in impugnazioni di licenziamenti disciplinari.

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