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    Accordo sindacale licenziamento: quando spetta la naspi?

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    Affrontare la fine di un rapporto di lavoro tramite un accordo può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo al diritto all'indennità di disoccupazione. Se ti trovi in questa situazione, è normale chiedersi se una risoluzione consensuale ti permetterà di accedere alla NASpI. In questo articolo troverai una guida chiara e completa per capire quando e a quali condizioni un accordo sindacale ti garantisce questo importante sostegno al reddito.

    Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori che potrebbero compromettere i tuoi diritti, potresti preferire farti guidare da un esperto. Se lo desideri, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi sindacali di licenziamento e nell'accesso alla NASpI.

    Quando un accordo sindacale per il licenziamento dà diritto alla NASpI?

    La risposta è sì, ma solo a condizioni ben precise. La NASpI spetta quando la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avviene in quella che viene definita una "sede protetta".

    Questa procedura è legalmente equiparata a un licenziamento involontario, a differenza delle dimissioni volontarie che non danno diritto all'indennità. L'elemento fondamentale è che l'accordo sia firmato davanti a un'autorità competente che possa garantire la genuinità della tua volontà, escludendo qualsiasi tipo di pressione da parte del datore di lavoro.

    Le sedi protette riconosciute dalla legge sono:

    • L'Ispettorato Territoriale del Lavoro.
    • Le sedi dei sindacati.
    • Le commissioni di certificazione.

    In quali casi la risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?

    Oltre alla firma in sede protetta, la risoluzione consensuale dà accesso alla NASpI in specifiche circostanze previste dalla normativa.

    È il caso, ad esempio, di un accordo aziendale o sindacale quadro che preveda un piano di uscita per i dipendenti, spesso accompagnato da un incentivo economico, il cosiddetto incentivo all'esodo.

    Un'altra situazione comune riguarda la procedura di conciliazione obbligatoria. Per le aziende con più di 15 dipendenti, questa procedura è un passaggio necessario in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'accordo raggiunto in questa sede dà pieno diritto alla NASpI.

    Infine, l'indennità spetta anche al lavoratore che rifiuta un trasferimento proposto dal datore di lavoro, qualora la nuova sede si trovi a più di 50 km dalla sua residenza o sia raggiungibile in più di 80 minuti con i mezzi pubblici.

    Per ottenere l'indennità, è essenziale allegare alla domanda di NASpI il verbale di conciliazione firmato in sede protetta.

    C'è differenza tra il licenziamento e la risoluzione consensuale?

    Sì, la differenza è sostanziale.

    Il licenziamento è un atto unilaterale con cui il datore di lavoro decide di interrompere il rapporto di lavoro.

    La risoluzione consensuale, invece, è un accordo tra le due parti - lavoratore e datore di lavoro - che decidono insieme di porre fine al contratto. Sebbene nasca da una volontà comune, ai fini della NASpI viene considerata "involontaria" solo se avviene tramite le procedure protette descritte.

    Come funziona la buonuscita nel licenziamento concordato?

    La buonuscita, o più correttamente "incentivo all'esodo", è una somma di denaro che l'azienda può offrire al lavoratore come parte dell'accordo di risoluzione consensuale.

    Non è un elemento obbligatorio, ma viene spesso utilizzato per incoraggiare il lavoratore ad accettare l'accordo e facilitare la chiusura del rapporto di lavoro in modo amichevole. L'importo e le modalità di erogazione sono oggetto di negoziazione tra le parti, solitamente con l'assistenza delle organizzazioni sindacali.

    Quale tipo di licenziamento non dà diritto alla NASpI?

    Non tutte le forme di cessazione del rapporto di lavoro garantiscono l'accesso all'indennità di disoccupazione.

    I casi principali di esclusione sono:

    • Le dimissioni volontarie, salvo quelle per giusta causa.
    • La risoluzione consensuale "semplice", ovvero quella firmata direttamente tra lavoratore e azienda senza passare da una sede protetta.

    È meglio dare le dimissioni o essere licenziati?

    Dal punto di vista dell'accesso alla NASpI, essere licenziati - o raggiungere una risoluzione consensuale in sede protetta - è la condizione che permette di richiedere l'indennità.

    Le dimissioni volontarie, al contrario, precludono questo diritto, tranne in casi specifici come le dimissioni per giusta causa, ad esempio a seguito di mancato pagamento dello stipendio o mobbing. La scelta dipende quindi interamente dalla situazione individuale e dagli obiettivi personali e professionali.

    Chi ha un contratto cococo ha diritto alla disoccupazione?

    I lavoratori con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa - cococo - non hanno diritto alla NASpI, che è destinata ai lavoratori dipendenti.

    Tuttavia, per loro è prevista una specifica indennità di disoccupazione chiamata DIS-COLL, che ha requisiti e modalità di calcolo differenti.

    Hai ancora dubbi sull'accordo sindacale e la NASpI?

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