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    Art. 18 comma 5: la tutela risarcitoria e come funziona

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    Subire un licenziamento illegittimo può essere un'esperienza complessa e stressante, specialmente quando non si conoscono a fondo le tutele previste dalla legge. Se ti trovi in questa situazione, o semplicemente desideri informarti, in questo articolo troverai una spiegazione chiara e diretta sulla tutela risarcitoria prevista dall'articolo 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori. Per affrontare la situazione con sicurezza ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti illegittimi.

    Cosa prevede l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori?

    L'articolo 18 della Legge 300/1970, nota come Statuto dei Lavoratori, rappresenta la norma fondamentale a tutela dei lavoratori contro i licenziamenti illegittimi.

    Nel corso degli anni ha subito importanti modifiche, in particolare con la Legge Fornero - la numero 92 del 2012 - che ha introdotto un sistema di tutele differenziate a seconda della gravità del vizio del licenziamento.

    Il suo scopo principale è offrire al lavoratore una forma di protezione nel caso in cui il giudice dichiari che il licenziamento subito non era fondato su una giusta causa o su un giustificato motivo.

    Quali tutele sono previste dalla legge 92/2012?

    La riforma Fornero ha delineato diversi regimi di tutela. Le due principali conseguenze di un licenziamento illegittimo accertato dal giudice sono:

    • La tutela reale, che prevede l'obbligo per il datore di lavoro di reintegrare il lavoratore nel suo posto di lavoro, oltre al risarcimento del danno.
    • La tutela risarcitoria, che non prevede la reintegrazione ma riconosce al lavoratore il diritto a un'indennità economica.

    La tutela risarcitoria forte, disciplinata proprio dal comma 5 dell'articolo 18, si applica in scenari specifici di illegittimità.

    Come funziona la tutela risarcitoria del comma 5?

    Il comma 5 dell'articolo 18 si applica quando il giudice accerta che un licenziamento per giustificato motivo soggettivo o oggettivo è illegittimo, ma non riscontra gli estremi più gravi che giustificherebbero la reintegrazione nel posto di lavoro.

    In questa ipotesi, il rapporto di lavoro si considera estinto sin dalla data del licenziamento, ma il lavoratore ha diritto a una protezione economica.

    Le conseguenze pratiche sono le seguenti:

    • Il rapporto di lavoro cessa definitivamente.
    • Il datore di lavoro è condannato a pagare un'indennità risarcitoria onnicomprensiva.
    • L'importo di tale indennità è stabilito dal giudice in una misura che va da un minimo di 12 a un massimo di 24 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.

    Chi rientra nell'ambito di applicazione dell'articolo 18?

    Le tutele previste dall'articolo 18, inclusa quella del comma 5, non si applicano a tutti i lavoratori indistintamente.

    Il fattore decisivo è il cosiddetto requisito dimensionale dell'azienda. Queste protezioni si applicano infatti ai datori di lavoro che superano determinate soglie occupazionali:

    • Più di 15 dipendenti nell'unità produttiva in cui il lavoratore è impiegato, o nello stesso comune.
    • Più di 60 dipendenti in totale a livello nazionale.
    • Più di 5 dipendenti per le imprese agricole.

    Come si calcola il requisito dimensionale?

    Il calcolo del numero di dipendenti non è sempre immediato. Generalmente, si fa riferimento alla media dei lavoratori a tempo pieno impiegati nei sei mesi precedenti la data del licenziamento.

    I lavoratori part-time vengono conteggiati in proporzione all'orario di lavoro svolto, mentre altre categorie, come gli apprendisti, possono essere escluse dal computo a seconda delle specifiche normative.

    Cosa comporta un licenziamento illegittimo per motivi disciplinari?

    Un licenziamento per motivi disciplinari, o per giustificato motivo soggettivo, si verifica quando il lavoratore commette un'inadempienza contrattuale.

    Se il giudice ritiene questo licenziamento illegittimo, le conseguenze possono variare. Se il fatto contestato al lavoratore risulta del tutto inesistente, si applica la tutela reintegratoria.

    Se invece il fatto sussiste ma non è così grave da giustificare la risoluzione del rapporto, il giudice applica la tutela risarcitoria del comma 5, condannando l'azienda al solo pagamento dell'indennità tra le 12 e le 24 mensilità.

    L'articolo 18 è stato tolto?

    No, l'articolo 18 non è stato tolto o abrogato, ma il suo campo di applicazione è stato fortemente modificato e ridotto nel tempo.

    La Legge Fornero del 2012 ne ha riscritto le tutele. Successivamente, il Jobs Act - Decreto Legislativo 23/2015 - ha introdotto il contratto a tutele crescenti, prevedendo un regime diverso per i lavoratori assunti a partire dal 7 marzo 2015, basato principalmente su indennizzi economici crescenti con l'anzianità di servizio.

    Cosa si intende con l'espressione ex art 18?

    L'espressione latina "ex art. 18" è un termine tecnico-giuridico che significa semplicemente "secondo quanto previsto dall'articolo 18" o "in base all'articolo 18".

    Quando si parla di una tutela "ex art. 18", ci si riferisce a una delle forme di protezione contro i licenziamenti illegittimi disciplinate da quella specifica norma.

    Esiste un legame con l'articolo 18 del d.lgs 81/2008?

    No, non esiste alcun legame. Si tratta di una comune fonte di confusione.

    L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori riguarda esclusivamente la disciplina dei licenziamenti.

    L'articolo 18 del Decreto Legislativo 81/2008, invece, fa parte del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro e definisce gli obblighi del datore di lavoro e dei dirigenti per garantire la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono due normative completamente distinte.

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