Giusto.

    Articolo 18 e Renzi: è ancora in vigore?

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    La riforma del lavoro nota come Jobs Act, varata dal Governo Renzi, ha generato negli anni molta confusione riguardo la sorte dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Se ti stai chiedendo quale sia la normativa attuale e come possa influire sulla tua posizione lavorativa, in questo articolo faremo chiarezza su cosa è cambiato e cosa resta valido oggi. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti e tutele del lavoratore.

    Cosa diceva in origine l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori?

    Prima delle modifiche, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori rappresentava la principale norma a tutela del lavoratore contro i licenziamenti illegittimi.

    La sua formulazione originaria prevedeva la cosiddetta "tutela reale". In caso di licenziamento giudicato illegittimo, il giudice ordinava al datore di lavoro la reintegrazione del dipendente nel suo posto di lavoro, oltre a un risarcimento del danno.

    Quale governo ha modificato l'articolo 18 e perché?

    È stato il Governo Renzi a modificare profondamente il campo di applicazione dell'articolo 18.

    La riforma, conosciuta come Jobs Act del 2015, ha introdotto per tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato stipulati a partire dal 7 marzo 2015 il cosiddetto "contratto a tutele crescenti", ridimensionando fortemente la tutela della reintegrazione sul posto di lavoro.

    Ma l'articolo 18 fa parte della costituzione?

    No, è importante chiarire un equivoco comune. L'articolo 18 non è un articolo della Costituzione Italiana, bensì dello Statuto dei Lavoratori - Legge n. 300 del 1970.

    La confusione nasce probabilmente dal fatto che il Governo Renzi promosse anche una riforma costituzionale, nota come riforma Renzi-Boschi, che però riguardava altri aspetti dell'ordinamento dello Stato e non il diritto del lavoro.

    Cosa è cambiato concretamente dopo la riforma del jobs act?

    Il Jobs Act ha stabilito tutele diverse a seconda della motivazione del licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015. I punti chiave sono:

    • Licenziamento economico: In caso di licenziamento per motivi oggettivi dichiarato illegittimo, la reintegra sul posto di lavoro è stata abolita. Al lavoratore spetta unicamente un indennizzo economico, il cui importo è calcolato in base alla sua anzianità di servizio.
    • Licenziamento disciplinare: La reintegra è prevista solo nelle ipotesi più gravi, cioè quando in giudizio viene dimostrata l'insussistenza del fatto materiale contestato al dipendente. Per le altre forme di licenziamento disciplinare illegittimo è previsto solo un indennizzo monetario.
    • Licenziamenti nulli e discriminatori: L'articolo 18 nella sua forma originale, che include il diritto alla reintegra e al pieno risarcimento, continua ad applicarsi senza modifiche in caso di licenziamento nullo perché discriminatorio - ad esempio per motivi di sesso, razza, religione o opinioni politiche.

    Quindi, l'articolo 18 è ancora in vigore oggi?

    La risposta è sì, ma con un'applicazione differenziata.

    Per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato prima del 7 marzo 2015, continua a valere la disciplina precedente al Jobs Act, con un più ampio diritto alla reintegrazione.

    Per i lavoratori assunti dopo quella data, l'articolo 18 nella sua forma più protettiva si applica solo ai casi di licenziamento nullo o discriminatorio e, in forma attenuata, a specifici casi di licenziamento disciplinare. Per i licenziamenti economici, la tutela è esclusivamente di tipo economico.

    Hai ancora dubbi sull'applicazione dell'articolo 18 al tuo caso?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle riforme del diritto del lavoro e nelle procedure di licenziamento.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo