Se ti trovi a dover gestire la fine di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, che tu sia un lavoratore o un datore di lavoro, è fondamentale comprendere le regole che lo disciplinano. In questo articolo troverai una guida chiara sull'articolo 2118 del Codice Civile, la norma che stabilisce i principi fondamentali del recesso con preavviso. Per affrontare questa fase con la giusta preparazione e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di recesso dal contratto di lavoro.
Cosa dice l'articolo 2118 del codice civile?
L'articolo 2118 del Codice Civile disciplina il recesso dal contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Il suo principio cardine è che ciascuna delle due parti - datore di lavoro o lavoratore - può porre fine al rapporto di lavoro in qualsiasi momento, a condizione di dare un preavviso all'altra parte.
I termini e le modalità di questo preavviso non sono definiti direttamente dall'articolo, ma sono stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro - CCNL - di riferimento, oppure, in assenza di questi, dagli usi.
Come funziona in pratica il recesso?
Il funzionamento del recesso previsto dall'art. 2118 cc si basa su due pilastri: la libertà di recedere e l'obbligo del preavviso.
Se la parte che intende chiudere il rapporto di lavoro non rispetta, in tutto o in parte, il periodo di preavviso previsto, è tenuta a versare all'altra una "indennità sostitutiva del preavviso".
Questa indennità ha un valore economico pari alla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore durante il periodo di preavviso non lavorato.
È importante sottolineare che l'applicazione di questa norma cambia a seconda di chi esercita il recesso:
- Per il lavoratore: l'art. 2118 cc è la base legale per le dimissioni volontarie. Il dipendente può decidere di lasciare il lavoro liberamente, ma deve rispettare i giorni di preavviso indicati nel suo CCNL.
- Per il datore di lavoro: il principio della libera recedibilità è stato fortemente limitato nel tempo da leggi successive, come lo Statuto dei Lavoratori e il Jobs Act. Per licenziare un dipendente, oggi il datore di lavoro deve quasi sempre fornire una giusta causa o un giustificato motivo.
Cosa significa "recesso ad nutum" secondo l'art. 2118?
L'espressione latina "ad nutum" significa letteralmente "secondo la volontà".
Nel contesto lavorativo, il recesso ad nutum indica la possibilità per una delle parti di chiudere il contratto di lavoro a tempo indeterminato in modo discrezionale, senza l'obbligo di fornire una motivazione specifica.
Questo principio, originariamente previsto dall'art. 2118 cc, oggi si applica quasi esclusivamente alle dimissioni del lavoratore. Per il datore di lavoro, come visto, questa libertà è stata quasi del tutto eliminata.
Quando è possibile il licenziamento ad nutum?
Il licenziamento ad nutum da parte del datore di lavoro è diventato un'eccezione e non più la regola.
È consentito solo in casi molto specifici e limitati, tra cui rientrano, ad esempio:
- Il licenziamento di lavoratori domestici.
- Il licenziamento di dirigenti, salvo diverse previsioni del contratto collettivo.
- Il recesso durante il periodo di prova.
- Il licenziamento di lavoratori che hanno raggiunto l'età per la pensione di vecchiaia.
Al di fuori di queste casistiche, il datore di lavoro deve sempre motivare il licenziamento con una giusta causa o un giustificato motivo.
Che differenza c'è tra l'art. 2118 e l'art. 2119 del codice civile?
La differenza fondamentale sta nell'assenza o presenza di una "giusta causa".
L'articolo 2118, come abbiamo visto, regola il recesso con preavviso, che avviene quando non c'è una colpa grave che impedisca la prosecuzione del rapporto.
L'articolo 2119, invece, disciplina il recesso per giusta causa. In questo caso, una delle parti commette una violazione talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto.
Il recesso per giusta causa permette di interrompere il contratto immediatamente, senza alcun obbligo di preavviso.
I motivi di recesso per giusta causa possono includere:
- Assenze ingiustificate e prolungate.
- Furto in azienda.
- Grave insubordinazione.
- Violazione del patto di non concorrenza.
Quando dai le dimissioni volontarie, cosa ti spetta?
Se decidi di dimetterti rispettando il preavviso previsto dall'art. 2118 cc, alla fine del rapporto di lavoro hai diritto a ricevere:
- L'ultima retribuzione per il periodo lavorato.
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - maturato.
- La liquidazione delle ferie e dei permessi non goduti.
- I ratei di tredicesima e, se prevista, di quattordicesima mensilità.
Se, invece, ti dimetti senza dare il preavviso, il datore di lavoro potrà trattenere dalle tue spettanze finali un importo pari all'indennità di mancato preavviso.
Quanto costa a un datore di lavoro licenziare un dipendente a tempo indeterminato?
I costi di un licenziamento per un'azienda possono variare molto a seconda della situazione.
Oltre alle spettanze finali del lavoratore - come TFR, ferie non godute, eccetera - il datore di lavoro deve considerare altri oneri.
Se non viene rispettato il periodo di preavviso, dovrà versare l'indennità sostitutiva.
Inoltre, per la maggior parte dei licenziamenti, è previsto il versamento all'INPS di un contributo specifico, conosciuto come "ticket di licenziamento", il cui importo varia in base all'anzianità di servizio del dipendente.
Che differenza c'è tra recesso e disdetta?
Anche se nel linguaggio comune vengono spesso usati come sinonimi, recesso e disdetta hanno significati giuridici diversi.
Il recesso è l'atto con cui una parte decide di porre fine a un contratto in corso di validità, come nel caso di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
La disdetta, invece, è la comunicazione con cui si impedisce il rinnovo automatico di un contratto che sta per scadere, come un contratto di affitto o un abbonamento. Nel diritto del lavoro, il termine corretto per indicare la fine del rapporto è quasi sempre recesso.
Hai ancora dubbi sull'applicazione dell'art. 2118 cc?
Se desideri approfondire la tua situazione personale, che riguardi dimissioni o un licenziamento, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di recesso dal rapporto di lavoro.



