La gestione dei controlli a distanza sul posto di lavoro è un tema delicato, reso ancora più complesso dalle modifiche introdotte dal Jobs Act all'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. Se ti stai chiedendo quali sono i limiti imposti dalla legge, quando il datore di lavoro può installare impianti di videosorveglianza e quali sono le sanzioni previste, in questo articolo troverai le risposte che cerchi.
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Cosa prevede l'articolo 4 dello statuto dei lavoratori sui controlli a distanza?
L'articolo 4, nella sua versione aggiornata, stabilisce che gli impianti audiovisivi e altri dispositivi che possono portare a un controllo a distanza dell'attività dei lavoratori sono ammessi, ma solo a determinate condizioni e per scopi precisi.
Questi strumenti possono essere installati esclusivamente per le seguenti finalità:
- Esigenze organizzative e produttive.
- Sicurezza sul lavoro.
- Tutela del patrimonio aziendale.
Per procedere con l'installazione, è indispensabile che sia rispettata una di queste due condizioni:
- La stipula di un accordo collettivo con la rappresentanza sindacale unitaria - RSU - o con le rappresentanze sindacali aziendali - RSA.
- In assenza di rappresentanze sindacali in azienda, l'ottenimento di un'autorizzazione da parte dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.
Quali strumenti non richiedono l'accordo sindacale o l'autorizzazione?
Le condizioni appena descritte non si applicano agli strumenti che il lavoratore utilizza per svolgere la sua mansione, come computer, smartphone e tablet aziendali.
Lo stesso vale per gli strumenti usati per registrare gli accessi e le presenze, ad esempio i badge marcatempo.
Tuttavia, le informazioni raccolte tramite questi dispositivi possono essere utilizzate per ogni fine connesso al rapporto di lavoro - inclusi i procedimenti disciplinari - solo se il lavoratore ha ricevuto un'adeguata e chiara informativa sulle modalità d'uso degli strumenti e sui tipi di controllo effettuati. Questo deve avvenire sempre nel pieno rispetto della normativa sulla privacy, in particolare del GDPR e del Codice in materia di protezione dei dati personali.
Quali sono le sanzioni per la violazione dell'articolo 4?
La violazione delle regole sui controlli a distanza comporta conseguenze di natura penale per il datore di lavoro.
L'articolo 38 dello Statuto dei Lavoratori, infatti, punisce l'inosservanza dell'articolo 4 con sanzioni precise. Queste possono consistere in un'ammenda da 154 a 1.549 euro oppure, in alternativa o in aggiunta, nell'arresto da 15 giorni a un anno.
Hai dubbi sull'applicazione dell'art. 4 legge 300/70?
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