Giusto.

    Articolo 18 abolito? No, modificato dal 2015

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    Molti lavoratori credono che l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori sia stato completamente cancellato, ma la realtà legale è più complessa e articolata. Se hai dubbi sulla tua posizione lavorativa e vuoi capire quali tutele si applicano al tuo contratto, in questa guida troverai una spiegazione chiara e cronologica delle riforme che hanno cambiato il panorama dei licenziamenti in Italia.

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    L'articolo 18 è ancora in vigore?

    Sì, formalmente l'articolo 18 della Legge 300/1970, meglio nota come Statuto dei Lavoratori, non è mai stato abolito o cancellato dal nostro ordinamento.

    Tuttavia, il suo campo di applicazione e la sua efficacia sono stati drasticamente ridotti da due importanti riforme. Di fatto, la sua tutela principale - il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo - è oggi riservata a una minoranza di lavoratori assunti in passato.

    Chi ha modificato l'articolo 18 e quando?

    Il processo di modifica è avvenuto in due fasi principali, ad opera di due diversi governi.

    La prima modifica significativa è stata introdotta dalla Legge Fornero - Legge 92/2012 - durante il governo Monti.

    La riforma decisiva, che ha di fatto svuotato l'articolo della sua portata originaria per i nuovi assunti, è stata il Jobs Act - Decreto Legislativo 23/2015 - voluto dal governo Renzi. Questa normativa è entrata in vigore il 7 marzo 2015.

    L'articolo 18 fa parte della Costituzione Italiana?

    No, si tratta di un errore comune. L'articolo 18 non è una norma della Costituzione, ma è l'articolo più noto della Legge n. 300 del 20 maggio 1970, conosciuta come Statuto dei Lavoratori.

    La sua funzione era, e in parte rimane, quella di regolare le conseguenze di un licenziamento giudicato illegittimo per i lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti.

    Cosa ha cambiato il Jobs Act dal 2015?

    Il Jobs Act ha introdotto il cosiddetto "contratto a tutele crescenti", cambiando radicalmente il sistema di protezione in caso di licenziamento illegittimo per i nuovi assunti.

    La principale novità è stata la sostituzione della tutela reale - cioè il diritto del lavoratore a essere reintegrato nel suo posto di lavoro - con una tutela puramente economica.

    In caso di licenziamento illegittimo, al lavoratore spetta un indennizzo economico, il cui importo è calcolato in base alla sua anzianità di servizio.

    Il reintegro nel posto di lavoro è rimasto solo per pochissime e gravi eccezioni, come ad esempio:

    • Licenziamento discriminatorio, basato su sesso, razza, religione o opinioni politiche.
    • Licenziamento nullo, perché avvenuto ad esempio per causa di matrimonio o durante il periodo di tutela per la maternità.
    • Altri casi specifici espressamente previsti dalla legge.

    Le nuove regole si applicano a tutti i lavoratori?

    No, le regole non sono uguali per tutti. La data di assunzione è il fattore determinante per capire quale disciplina si applica.

    La situazione può essere così riassunta:

    • Lavoratori assunti PRIMA del 7 marzo 2015: per loro continua ad applicarsi la vecchia disciplina dell'articolo 18, seppur con le modifiche già introdotte nel 2012 dalla Legge Fornero.
    • Lavoratori assunti DAL 7 marzo 2015 in poi: a loro si applica il nuovo regime del Jobs Act, che prevede la tutela prevalentemente indennitaria in caso di licenziamento illegittimo.

    Hai ancora dubbi sulla modifica dell'articolo 18?

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