Giusto.

    Articolo 5 licenziamento: chi viene licenziato per primo?

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    Affrontare una procedura di licenziamento collettivo può generare ansia e incertezza, soprattutto riguardo ai criteri con cui vengono scelti i lavoratori da licenziare. Se ti trovi in questa situazione, in questo articolo troverai una spiegazione chiara di come funziona l'articolo 5 della Legge 223/1991 e di quali sono le regole che l'azienda deve seguire. Per affrontare la situazione con sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti collettivi.

    Quali sono i criteri di scelta per il licenziamento collettivo?

    La legge stabilisce un ordine preciso per individuare i lavoratori da includere in un licenziamento collettivo. La scelta non è mai a discrezione totale dell'azienda, ma deve seguire regole ben definite.

    La priorità assoluta viene data agli accordi sindacali. Se l'azienda ha stipulato un accordo collettivo con i sindacati, i criteri di scelta da applicare sono quelli definiti in tale accordo.

    In assenza di un accordo sindacale specifico, il datore di lavoro è obbligato a seguire i tre criteri legali previsti dall'articolo 5 della Legge 223/1991. Questi criteri devono essere valutati in concorso tra loro e non in ordine di importanza. I criteri sono:

    • Carichi di famiglia: si tiene conto della situazione familiare del lavoratore, come la presenza di figli o altri familiari a carico.
    • Anzianità di servizio: viene considerata la durata del rapporto di lavoro del dipendente con l'azienda.
    • Esigenze tecnico-produttive ed organizzative: si valutano le necessità dell'impresa, per esempio mantenendo in servizio i lavoratori con competenze ritenute più strategiche per la continuità aziendale.

    L'onere della prova, cioè la responsabilità di dimostrare di aver applicato correttamente e in modo trasparente questi criteri, spetta sempre al datore di lavoro.

    L'articolo 5 della legge 223/1991 è lo stesso dell'articolo 5 dello statuto dei lavoratori?

    No, è fondamentale non confondere le due normative perché disciplinano materie completamente diverse.

    L'articolo 5 della Legge 223/1991, di cui parliamo in questa pagina, riguarda esclusivamente i criteri di scelta nei licenziamenti collettivi.

    L'articolo 5 della Legge 300/1970, conosciuta come Statuto dei Lavoratori, tratta invece degli accertamenti sanitari e vieta al datore di lavoro di effettuare direttamente visite mediche per verificare l'idoneità fisica di un dipendente.

    Un lavoratore licenziato secondo questi criteri ha diritto alla NASpI?

    Sì, il licenziamento collettivo rientra tra i casi di perdita involontaria del lavoro e, di conseguenza, dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere i requisiti contributivi e lavorativi richiesti dalla legge.

    Il licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo, così come le dimissioni volontarie – salvo alcune eccezioni – non danno invece diritto alla NASpI.

    Come si può contestare un licenziamento collettivo illegittimo?

    Se ritieni che l'azienda non abbia rispettato i criteri di scelta previsti dall'accordo sindacale o, in sua assenza, dalla legge, hai il diritto di impugnare il licenziamento.

    È importante verificare se esista o meno un accordo aziendale valido e come sia stato applicato nel tuo caso specifico.

    La contestazione deve essere presentata entro termini precisi e richiede di dimostrare che la procedura seguita dal datore di lavoro è stata illegittima. In questi casi, il supporto di un legale può fare la differenza per tutelare i propri diritti.

    Hai ancora dubbi sull'articolo 5 e il licenziamento collettivo?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire se i criteri di scelta siano stati applicati correttamente nel tuo caso, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di licenziamento collettivo e nell'applicazione dei relativi criteri di scelta.

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