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    Aspettativa per depressione: come funziona e tutele

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    Affrontare la depressione mentre si lavora è una sfida complessa, che richiede di conoscere a fondo i propri diritti e le tutele previste dalla legge. Se stai attraversando un momento difficile e ti chiedi quali strumenti hai a disposizione per prenderti cura della tua salute senza perdere il lavoro, in questo articolo facciamo chiarezza su come funziona l'assenza per depressione e quali sono le protezioni garantite.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in tutele del lavoro legate a condizioni di salute.

    Si può stare a casa dal lavoro per depressione?

    Sì, è possibile assentarsi dal lavoro a causa della depressione.

    Tuttavia, è importante chiarire un punto fondamentale: in Italia non esiste un istituto specifico chiamato "aspettativa non retribuita per depressione". Lo strumento corretto previsto dalla legge è il congedo per malattia, che è retribuito e garantisce la conservazione del posto di lavoro per un determinato periodo di tempo.

    La depressione è infatti riconosciuta a tutti gli effetti come una patologia che può impedire temporaneamente lo svolgimento dell'attività lavorativa.

    Come farsi certificare la depressione per assentarsi dal lavoro?

    Per assentarsi legalmente dal lavoro e attivare le tutele previste, è necessario seguire una procedura precisa.

    Il primo passo è rivolgersi a un medico, che può essere:

    • il proprio medico di base;
    • uno specialista, come uno psichiatra.

    Il medico, dopo aver accertato la condizione di salute, emetterà un certificato di malattia telematico e lo invierà direttamente all'INPS. Sarà tua cura comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato.

    Se mi metto in malattia per depressione cosa succede?

    Una volta inviato il certificato, entri ufficialmente in stato di malattia. Questo comporta tre conseguenze principali:

    • Retribuzione: percepisci un'indennità di malattia, pagata in parte dall'INPS e in parte dal datore di lavoro, secondo quanto previsto dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL.
    • Conservazione del posto: il tuo posto di lavoro è garantito per un periodo massimo definito, chiamato periodo di comporto.
    • Visite fiscali: sei tenuto a renderti reperibile per eventuali visite mediche di controllo presso il tuo domicilio.

    Quanto tempo puoi stare in malattia per depressione?

    La durata massima dell'assenza per malattia mantenendo il diritto al posto di lavoro è definita "periodo di comporto".

    Questo periodo non è uguale per tutti, ma varia in base al CCNL applicato al tuo rapporto di lavoro. Solitamente, la sua durata è compresa tra 6 mesi e un anno, ma può essere calcolata in modi diversi - per singolo evento di malattia o sommando tutte le assenze in un determinato arco temporale.

    È fondamentale conoscere quanto previsto dal tuo contratto per non rischiare di superare questo limite.

    Chi soffre di depressione può essere licenziato?

    Un lavoratore non può essere licenziato a causa della sua depressione. Il licenziamento sarebbe discriminatorio e quindi nullo.

    Tuttavia, il datore di lavoro ha la facoltà di procedere al licenziamento qualora il lavoratore superi il periodo di comporto, ovvero il limite massimo di giorni di malattia consentiti dal suo CCNL. In questo caso, il motivo del licenziamento non è la malattia in sé, ma l'eccessiva morbilità che impedisce la normale prosecuzione del rapporto di lavoro.

    La malattia per depressione è soggetta a visita fiscale?

    Sì, anche la malattia causata da depressione è soggetta alle visite fiscali.

    Salvo specifici esoneri certificati dal medico per patologie gravi che richiedono terapie salvavita o per altre casistiche previste dalla legge, sei tenuto a rispettare le fasce di reperibilità.

    Le fasce orarie sono:

    • dalle 10:00 alle 12:00
    • dalle 17:00 alle 19:00

    Questo vale per tutti i giorni della settimana, inclusi sabati, domeniche e festivi.

    Come funziona l'aspettativa non retribuita per problemi personali?

    Esiste un'altra forma di aspettativa, quella non retribuita per gravi motivi familiari, disciplinata dalla Legge 53/2000.

    Questa può essere richiesta per un massimo di due anni nell'arco dell'intera vita lavorativa, ma la sua concessione è a discrezione del datore di lavoro. È importante notare che, secondo la normativa, è pensata per gravi situazioni che riguardano la propria famiglia o la propria situazione personale, ma esclude generalmente le patologie vere e proprie, per le quali lo strumento principale rimane il congedo di malattia.

    Quali altre tutele esistono per i casi più gravi?

    Nei casi in cui la depressione assume forme più gravi e croniche, si possono valutare altre strade per tutelare la propria salute e il proprio status lavorativo.

    • Invalidità civile e Legge 104: è possibile avviare un percorso per il riconoscimento dell'invalidità civile. Se viene accertata una percentuale superiore al 74%, si ha diritto a benefici economici e, in alcuni casi, a forme di pensionamento anticipato. La Legge 104, invece, offre permessi e altre agevolazioni.
    • Lavoro agile - Smart Working: in accordo con l'azienda, si può valutare di modificare temporaneamente le modalità di lavoro, passando allo smart working per alleggerire il carico psicofisico durante la fase di cura o in vista del rientro.

    Se mi licenzio per depressione, ho diritto alla disoccupazione?

    La risposta dipende dalla modalità con cui interrompi il rapporto di lavoro.

    Se presenti dimissioni volontarie, generalmente non hai diritto all'indennità di disoccupazione - la NASpI.

    Tuttavia, se le dimissioni avvengono per giusta causa - ad esempio, se dimostri che l'ambiente di lavoro ha contribuito in modo determinante all'insorgere o all'aggravarsi della tua condizione - allora potresti avere diritto alla NASpI.

    Hai ancora dubbi sull'aspettativa per depressione?

    Qualora desiderassi valutare la tua situazione specifica e capire quale sia il percorso più corretto da seguire per proteggere i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di malattia e tutele sul lavoro.

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