Può capitare di non riuscire a presentarsi al lavoro e, in questi casi, è naturale domandarsi quali possano essere le conseguenze, specialmente se l'assenza dura un solo giorno. La legge e i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro prevedono regole precise per gestire queste situazioni. In questo articolo troverai una guida chiara su cosa aspettarti e come comportarti.
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Cosa succede se faccio un giorno di assenza ingiustificata?
Un solo giorno di assenza non comunicato o non giustificato comporta principalmente due conseguenze dirette.
La prima è la perdita della retribuzione per la giornata non lavorata. Il datore di lavoro, infatti, non è tenuto a pagare le ore in cui il dipendente non ha prestato la sua attività lavorativa senza un valido motivo.
La seconda conseguenza è l'avvio di un procedimento disciplinare. La mancata comunicazione dell'assenza costituisce un illecito disciplinare. A seconda del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato, le sanzioni possono variare. In genere, per un singolo episodio isolato, si tratta di sanzioni conservative, come:
- Un rimprovero o richiamo scritto.
- Una multa, che consiste in una trattenuta sulla busta paga di importo non superiore a quattro ore di retribuzione.
È fondamentale ricordare che l'obbligo di comunicare l'assenza è cruciale: ometterlo rende la propria posizione più grave.
Rischio il licenziamento per un solo giorno di assenza?
Solitamente no. Il licenziamento è una sanzione espulsiva, la più grave prevista, e viene considerata sproporzionata per un'unica assenza ingiustificata di un giorno. Questo tipo di provvedimento scatta di norma solo in caso di assenze reiterate, prolungate o abusive, che dimostrano un grave inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del lavoratore.
Tuttavia, esistono casi eccezionali in cui anche un solo giorno di assenza può portare al licenziamento per giusta causa. Ciò accade quando la condotta del lavoratore è talmente grave da compromettere irrimediabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. Alcuni esempi includono:
- L'assenza è accompagnata da inganni o menzogne.
- Il lavoratore presenta un falso certificato medico.
- L'assenza causa un danno significativo all'organizzazione aziendale.
- Il lavoratore, durante l'assenza, svolge un'altra attività lavorativa in concorrenza con quella del proprio datore di lavoro.
Cosa devo fare se l'assenza è per malattia?
Se l'assenza è dovuta a motivi di salute, la procedura è diversa e ben definita. È obbligatorio avvisare tempestivamente il datore di lavoro e farsi rilasciare dal proprio medico curante il certificato medico telematico, che verrà inviato direttamente all'INPS e reso disponibile all'azienda.
Anche se ci si ammala improvvisamente e non si riesce a contattare il medico lo stesso giorno, è possibile coprire l'assenza. È necessario recarsi dal medico o dalla guardia medica il prima possibile per ottenere un certificato, che può in certi casi essere retroattivo di un giorno, giustificando così l'assenza ed evitando che venga considerata ingiustificata.
Un giorno di malattia viene pagato?
Sì, a condizione che l'assenza sia correttamente giustificata dall'invio del certificato medico telematico. A differenza dell'assenza ingiustificata, che comporta la perdita della retribuzione, la giornata di malattia è coperta economicamente dall'INPS e, a seconda del CCNL, da un'integrazione a carico del datore di lavoro, secondo le regole previste per i giorni di carenza.
Quanti giorni di assenza ingiustificata sono tollerati prima del licenziamento?
Non esiste un numero fisso di giorni valido per tutti, poiché la soglia è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di riferimento. Molti CCNL prevedono che il licenziamento per giusta causa possa scattare dopo un certo numero di giorni di assenza ingiustificata consecutivi - spesso tre o più - o dopo un numero di assenze reiterate in un determinato arco temporale, ad esempio nell'anno solare.
Per conoscere il limite preciso, è indispensabile consultare il proprio CCNL.
Cosa succede se non mi presento il primo giorno di lavoro?
La mancata presentazione il primo giorno di lavoro, senza alcuna comunicazione o giustificazione, è una situazione molto delicata. Questo comportamento viene spesso interpretato dal datore di lavoro come una rinuncia tacita al posto di lavoro. Di conseguenza, l'azienda potrebbe considerare il rapporto di lavoro come mai iniziato o risolverlo immediatamente.
Quali sono le assenze considerate giustificate?
Oltre alla malattia certificata, esistono altre ragioni valide per assentarsi dal lavoro. Le assenze sono considerate giustificate quando sono autorizzate dal datore di lavoro o previste dalla legge o dal CCNL. Alcuni esempi comuni sono:
- Ferie e permessi retribuiti - ROL - già approvati.
- Permessi previsti dalla Legge 104/92 per l'assistenza a familiari con disabilità.
- Congedo di maternità o paternità.
- Congedo matrimoniale.
- Permessi per lutto o per gravi motivi familiari.
Cos'è il licenziamento silenzioso?
Il licenziamento silenzioso, o quiet firing, è un concetto diverso dall'assenza ingiustificata. Si riferisce a una serie di comportamenti messi in atto dal datore di lavoro per indurre un dipendente a dare le dimissioni volontarie.
Queste azioni possono includere il demansionamento, l'isolamento del lavoratore, la mancata assegnazione di compiti o aumenti, o la creazione di un ambiente di lavoro ostile. Sebbene non sia un licenziamento formale, è una pratica che può avere conseguenze negative sul lavoratore.
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