Giusto.

    Assenza ingiustificata 5 giorni: cosa succede

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    Non presentarsi al lavoro per più giorni consecutivi senza una valida motivazione può avere conseguenze serie sul rapporto di lavoro, fino a comprometterlo in modo definitivo. Comprendere cosa prevede la legge e quali sono i passaggi corretti è fondamentale per tutelare i propri diritti.

    In questo articolo vedremo insieme cosa può accadere in caso di assenza ingiustificata e quali sono le procedure che il datore di lavoro è tenuto a seguire. Per affrontare la situazione con la giusta preparazione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina e parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in licenziamenti disciplinari per assenza ingiustificata.

    Cosa succede se non mi presento al lavoro per 5 giorni?

    L'assenza ingiustificata dal lavoro per 5 giorni consecutivi rappresenta un grave inadempimento degli obblighi contrattuali del dipendente.

    Questa condotta, nella maggior parte dei casi, può portare all'avvio di un procedimento disciplinare da parte del datore di lavoro, che può concludersi con il licenziamento. A seconda della gravità della situazione e di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento, il licenziamento potrà essere per:

    • Giusta causa: quando la violazione è talmente grave da non consentire la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro.
    • Giustificato motivo soggettivo: quando si verifica un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del lavoratore.

    In alternativa, un'assenza prolungata e non comunicata può essere interpretata come una manifestazione della volontà del lavoratore di terminare il rapporto, portando alle cosiddette dimissioni tacite.

    Quanti giorni di assenza ingiustificata servono per essere licenziati?

    Non esiste un numero di giorni valido per tutti i contratti di lavoro. La soglia oltre la quale l'assenza ingiustificata può portare al licenziamento è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro applicato al rapporto.

    Molti CCNL fissano questo limite tra i 3 e i 5 giorni, ma non è una regola universale. Alcuni contratti potrebbero prevedere un numero di giorni superiore.

    Per questo motivo, il primo passo è sempre verificare cosa dispone il proprio CCNL di categoria.

    Come avviene il licenziamento per assenza ingiustificata?

    Il datore di lavoro non può licenziare il dipendente in modo automatico. Deve obbligatoriamente seguire una specifica procedura disciplinare, come confermato anche da diverse sentenze della Corte di Cassazione. I passaggi sono i seguenti:

    • Contestazione disciplinare: il datore di lavoro deve inviare al dipendente una comunicazione scritta - di solito tramite raccomandata con ricevuta di ritorno - in cui descrive in modo dettagliato i fatti contestati, ovvero i giorni di assenza senza giustificazione.
    • Termine per la difesa: dalla ricezione della lettera, il lavoratore ha a disposizione un termine minimo di 5 giorni per presentare le proprie giustificazioni, in forma scritta o chiedendo di essere ascoltato di persona.
    • Decisione finale: solo dopo aver ricevuto le giustificazioni del dipendente, o una volta trascorso inutilmente il termine per la difesa, il datore di lavoro può procedere con l'eventuale sanzione, che può consistere nel licenziamento.

    Cosa succede dopo il licenziamento per assenza ingiustificata?

    Una volta che il licenziamento viene formalizzato, il rapporto di lavoro cessa definitivamente. Il lavoratore riceverà l'ultima busta paga con il saldo delle competenze di fine rapporto.

    Inoltre, avrà diritto a percepire il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - e, se ne ricorrono i presupposti, potrà presentare domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI.

    Chi viene licenziato per assenza ingiustificata ha diritto alla disoccupazione NASpI?

    Sì, il licenziamento per assenza ingiustificata, rientrando tra i licenziamenti disciplinari, non preclude il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.

    La NASpI è riconosciuta a chi perde il lavoro per cause involontarie. Anche se il licenziamento deriva da una condotta del lavoratore, è considerato un atto unilaterale del datore di lavoro e, quindi, una perdita involontaria dello stato di occupazione.

    Si ha diritto al TFR se si viene licenziati per assenza ingiustificata?

    Sì, il diritto al Trattamento di Fine Rapporto matura in ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, indipendentemente dalla causa che ha portato alla sua conclusione.

    Pertanto, anche in caso di licenziamento per assenza ingiustificata, il lavoratore ha pieno diritto a ricevere il TFR accumulato durante gli anni di servizio.

    Esistono alternative al licenziamento come le dimissioni tacite?

    Sì, la normativa recente ha introdotto un meccanismo per gestire le assenze prolungate che possono essere interpretate come una volontà del lavoratore di abbandonare il posto.

    Se l'assenza ingiustificata si protrae oltre un certo limite - spesso fissato in 15 giorni dal CCNL di riferimento - il rapporto di lavoro si considera risolto per dimissioni volontarie del lavoratore.

    Questo meccanismo è talvolta definito "licenziamento silenzioso", anche se tecnicamente si tratta di una risoluzione per volontà del dipendente.

    L'INPS trattiene dei soldi per l'assenza ingiustificata?

    L'INPS non effettua alcuna trattenuta diretta per i giorni di assenza ingiustificata.

    Tuttavia, è importante ricordare che per i giorni in cui il lavoratore è assente senza giustificazione non matura alcuna retribuzione. Di conseguenza, il datore di lavoro non verserà i relativi contributi previdenziali all'INPS per quel periodo.

    Questa mancanza di contribuzione inciderà negativamente sul montante contributivo del lavoratore ai fini pensionistici.

    Hai ancora dubbi sull'assenza ingiustificata e il licenziamento?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o capire meglio come procedere, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di assenze ingiustificate e relative procedure di licenziamento.

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