======================================================
Se ti trovi a dover chiudere un rapporto di lavoro o a risolvere una controversia con il tuo datore di lavoro, è probabile che tu abbia sentito parlare di accordo transattivo, bonus transattivo o conciliazione. In questo articolo faremo chiarezza su questi due istituti, spiegando cosa sono e quali sono le loro differenze fondamentali. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi di transazione e procedure di conciliazione lavorativa.
Che cos’è un bonus transattivo?
Il "bonus transattivo" non è un vero e proprio bonus come la quattordicesima o un premio di produzione, ma è il termine comunemente usato per indicare la somma di denaro che un datore di lavoro si impegna a versare a un lavoratore all'interno di un accordo transattivo.
Questa somma viene corrisposta al lavoratore come contropartita per la sua rinuncia a far valere in giudizio determinate pretese o a proseguire una causa già avviata. In sostanza, è l'elemento economico principale di un contratto con cui le parti decidono di porre fine a una lite, o di prevenirla, facendosi delle concessioni reciproche.
Quali sono le differenze tra un accordo transattivo e una conciliazione?
Sebbene nel linguaggio comune vengano spesso confusi, transazione e conciliazione sono due istituti molto diversi dal punto di vista legale. La differenza principale risiede nella loro natura.
- La transazione: è un vero e proprio contratto, regolato dall'articolo 1965 del codice civile. Con questo accordo, le due parti - lavoratore e datore di lavoro - decidono di risolvere una controversia facendosi delle concessioni a vicenda. Ad esempio, il lavoratore rinuncia a un'impugnazione di licenziamento e il datore di lavoro gli corrisponde una somma di denaro, il bonus transattivo appunto.
- La conciliazione: non è un contratto, ma una modalità, un procedimento per risolvere una lite. Può avvenire in sede giudiziale, davanti a un giudice, o stragiudiziale, ad esempio presso l'Ispettorato del Lavoro o una sede sindacale. L'obiettivo della conciliazione è trovare un punto d'incontro tra le parti, che molto spesso si concretizza proprio nella stipula di un accordo transattivo.
In parole semplici, la conciliazione è il percorso, mentre la transazione è una delle possibili destinazioni.
Come funziona un accordo transattivo?
Un accordo transattivo è il punto di arrivo di una negoziazione tra le parti, che di solito segue questi passaggi:
- Esistenza di una lite: tutto nasce da una controversia, che può essere già in corso o solo potenziale, come un licenziamento ritenuto illegittimo o il mancato pagamento di straordinari.
- Negoziazione: le parti, solitamente assistite dai rispettivi avvocati, avviano una trattativa per trovare una soluzione che eviti o ponga fine a una causa in tribunale.
- Concessioni reciproche: il cuore dell'accordo è lo scambio di rinunce. Il lavoratore rinuncia a determinate pretese legali e il datore di lavoro si impegna a versare una somma di denaro o a concedere altri benefici.
- Formalizzazione: l'accordo viene messo per iscritto e firmato. Per avere piena validità e diventare inoppugnabile, è fondamentale che venga siglato in una cosiddetta "sede protetta", come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, un'associazione sindacale o davanti a un giudice.
Qual è il valore di un accordo transattivo?
Non esiste una cifra fissa o una regola matematica per calcolare il valore di un bonus transattivo. L'importo è il risultato della libera negoziazione tra le parti e dipende da numerosi fattori, tra cui:
- La solidità delle pretese del lavoratore.
- Il rischio per l'azienda di affrontare una causa e una possibile condanna.
- L'anzianità di servizio e la retribuzione del dipendente.
- L'oggetto della controversia, per esempio un licenziamento, differenze retributive, demansionamento.
- L'intenzione delle parti di chiudere la questione in tempi rapidi.
L'importo finale mira a trovare un equilibrio che sia accettabile per entrambe le parti, considerando i costi e i rischi di un lungo contenzioso legale.
Hai ancora dubbi su bonus transattivo e conciliazione?
Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di transazioni e conciliazioni nel diritto del lavoro.



