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    Buonuscita dopo 20 anni: come si calcola e a quanto ammonta

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    La buonuscita dopo 20 anni di lavoro nel settore privato corrisponde al Trattamento di Fine Rapporto, o TFR, e ammonta circa a uno stipendio e mezzo lordo per ogni dieci anni di servizio. L'importo esatto si ottiene sommando le quote di TFR maturate ogni anno e la loro rivalutazione.

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    Cos'è la buonuscita e come funziona?

    La buonuscita è una somma di denaro che spetta a ogni lavoratore dipendente quando termina il rapporto di lavoro. Nel settore privato, il termine “buonuscita” è il nome comune del Trattamento di Fine Rapporto, o TFR.

    Spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto: dimissioni, licenziamento, o pensionamento. L'importo accumulato viene pagato dal datore di lavoro alla fine del rapporto.

    Come si calcola la buonuscita nel settore privato?

    Il calcolo si basa su due elementi: la quota annuale accantonata e la rivalutazione dell'importo accumulato. Si calcolano separatamente e poi si sommano.

    La quota annuale è la parte di TFR che matura ogni anno. Per calcolarla, si divide la retribuzione annua lorda per un coefficiente fisso di 13,5. La rivalutazione serve ad adeguare il TFR accumulato al costo della vita. Ogni anno, al 31 dicembre, il TFR maturato fino all'anno precedente viene rivalutato con un tasso composto da una parte fissa dell'1,5% e una variabile, pari al 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT.

    Quali elementi della retribuzione rientrano nel calcolo?

    Nel calcolo del TFR rientrano tutte le somme pagate dal datore di lavoro in modo non occasionale. Sono esclusi solo i rimborsi spesa.

    La legge prevede che la base di calcolo comprenda tutti gli elementi continuativi della retribuzione, come:

    • paga base o minimo tabellare
    • indennità di contingenza
    • scatti di anzianità
    • superminimi individuali o aziendali
    • premi di produzione e indennità fisse e ricorrenti
    • tredicesima e quattordicesima mensilità
    • indennità per il mancato preavviso

    I contratti collettivi di settore possono prevedere regole diverse, escludendo alcune voci dal calcolo.

    Qual è la differenza con la buonuscita del settore pubblico?

    Nel settore pubblico la buonuscita è chiamata Indennità di Buonuscita, Indennità di Fine Servizio o TFS. Il calcolo e i tempi di pagamento sono diversi rispetto al TFR del settore privato.

    Il TFS si calcola in genere sull'ultima retribuzione percepita, a differenza del TFR privato che si basa sulle retribuzioni di tutta la carriera. Anche i tempi di erogazione sono più lunghi e variano a seconda del motivo per cui è terminato il rapporto di lavoro.

    Cosa succede in pratica

    Vediamo un esempio semplificato per un lavoratore del settore privato con una retribuzione annua lorda costante di 30.000 euro.

    Primo anno di lavoro

    • Retribuzione Annua Lorda: 30.000 €
    • Quota TFR accantonata: 30.000 € diviso 13,5 = 2.222 €
    • TFR totale accumulato: 2.222 €

    Secondo anno di lavoro

    • Retribuzione Annua Lorda: 30.000 €
    • Quota TFR accantonata per il secondo anno: 30.000 € diviso 13,5 = 2.222 €
    • Per la rivalutazione, ipotizziamo un'inflazione del 2%
      • Tasso di inflazione da applicare: il 75% del 2%, cioè l'1,5%
      • Tasso di rivalutazione totale: 1,5% fisso più 1,5% = 3%
    • Importo della rivalutazione sul TFR del primo anno: 2.222 € per 3% = 67 €
    • Calcolo del TFR totale a fine secondo anno:
      • TFR accumulato primo anno: 2.222 €
      • Rivalutazione: 67 €
      • Quota TFR secondo anno: 2.222 €
      • Totale: 4.511 €

    Dopo 20 anni Continuando questo calcolo per 20 anni, il TFR totale sarà la somma di tutte le quote annuali e di tutte le rivalutazioni maturate. L'importo finale sarà significativamente superiore alla semplice moltiplicazione della prima quota annuale per venti.

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