Quando un rapporto di lavoro si conclude, soprattutto in caso di licenziamento, è normale fare confusione tra le somme che spettano di diritto e quelle che invece possono essere oggetto di un accordo. Se stai affrontando questa situazione, in questo articolo troverai informazioni chiare per distinguere il Trattamento di Fine Rapporto - il TFR - dalla buonuscita vera e propria.
Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in accordi legati alla cessazione del rapporto di lavoro.
Che differenza c'è tra tfr e buonuscita?
La differenza principale è molto semplice: il TFR è un tuo diritto sempre garantito dalla legge, mentre la buonuscita è una somma extra che non è obbligatoria, ma viene concordata tra te e il datore di lavoro.
Quando vieni licenziato, hai sempre e comunque diritto a ricevere il pagamento del Trattamento di Fine Rapporto e delle altre competenze di fine rapporto, come le ferie e i permessi non goduti.
La buonuscita, invece, è un importo aggiuntivo che l'azienda potrebbe offrirti per chiudere il rapporto in modo consensuale ed evitare future contestazioni legali da parte tua.
Vediamo nel dettaglio i due elementi.
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Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR o Liquidazione È un diritto che spetta a tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dal motivo che ha portato alla fine del rapporto di lavoro. Il suo calcolo si basa sulla retribuzione e sugli anni di servizio: per ogni anno viene accantonata una quota pari a circa una mensilità lorda - il 6,91% della retribuzione annua - che viene poi rivalutata. Il datore di lavoro è tenuto a pagarlo con l'ultima busta paga o entro i termini stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento, solitamente entro 30 o 45 giorni.
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La Buonuscita - o Incentivo all'Esodo È una somma di denaro che l'azienda ti propone in cambio della tua rinuncia a impugnare il licenziamento. L'importo non è fisso ma varia in base all'accordo che viene raggiunto tra le parti.
Come funziona la buona uscita per licenziamento?
Il meccanismo della buonuscita si basa su un accordo transattivo, un vero e proprio contratto con cui tu e l'azienda mettete fine a ogni possibile futura discussione legata al licenziamento.
In cambio di una somma di denaro, accetti di non fare causa all'azienda.
Esistono però dei casi specifici da conoscere:
- Dirigenti: Per i ruoli dirigenziali, l'incentivo all'esodo è una pratica molto diffusa e le sue modalità sono spesso regolate direttamente dai CCNL di categoria.
- Dipendenti pubblici: Nel settore della Pubblica Amministrazione non si parla di buonuscita ma di Indennità di Buonuscita - IBU - o di Trattamento di Fine Servizio - TFS. In questo caso, il calcolo e le regole sono stabiliti in modo rigido dalla normativa e non sono frutto di una libera contrattazione.
Quante mensilità sono dovute in caso di licenziamento?
Questa è una domanda comune, ma è importante distinguere ancora una volta tra TFR e buonuscita.
Per quanto riguarda il TFR, come abbiamo visto, ti spetta una quota pari a circa una mensilità per ogni anno di servizio. Il calcolo è preciso e definito dalla legge.
Per la buonuscita, invece, non esiste un numero di mensilità predefinito. L'importo è una somma forfettaria che dipende esclusivamente dalla negoziazione tra te e l'azienda. Non c'è una regola fissa, ma tutto si basa sull'accordo che riuscite a trovare.
Chi si licenzia prende la buonuscita?
Di norma, no. La buonuscita ha lo scopo di prevenire che il lavoratore contesti un licenziamento subìto.
Se sei tu a decidere di lasciare il lavoro presentando le dimissioni, non c'è un licenziamento da impugnare e, di conseguenza, non sussiste il motivo per cui l'azienda dovrebbe offrirti un incentivo all'esodo.
Ciò che invece ti spetta sempre, anche in caso di dimissioni, è il pagamento del TFR e di tutte le altre competenze maturate fino a quel momento.
Cosa fare in caso di proposta di accordo?
Se hai ricevuto una proposta di licenziamento che include un accordo economico, il consiglio è di non firmare nulla nell'immediato.
Prenditi il tempo necessario per valutare con calma la situazione. Per una verifica dei conteggi del TFR e per un parere sulla congruità della somma offerta come buonuscita, puoi rivolgerti a un patronato o a un'organizzazione sindacale come CGIL, CISL o UIL.
Se invece ritieni che il tuo licenziamento sia illegittimo e hai bisogno di assistenza legale, puoi fare riferimento ai servizi di tutela offerti dal Consiglio Nazionale Forense.
Hai ancora dubbi sulla buonuscita per licenziamento?
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