Buonuscita e licenziamento concordato: come funziona e NASpI

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    La buonuscita in un licenziamento concordato non è un diritto fisso, è un incentivo all’esodo che si negozia con l’azienda. Per avere la NASpI in una risoluzione consensuale serve che l’accordo nasca in specifiche procedure tutelate, come la conciliazione davanti all’Ispettorato per un licenziamento economico o il rifiuto di un trasferimento oltre 50 km o 80 minuti. L’accordo si firma in sede protetta o con la procedura telematica, e la somma si tassa con tassazione separata, come il TFR.

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    Cos’è la buonuscita nel licenziamento concordato?

    È una somma aggiuntiva al TFR che il datore propone per chiudere il rapporto di comune accordo. La legge non impone un importo minimo o massimo, nasce dalla trattativa.

    Di solito serve a compensare la perdita del posto e a chiudere ogni possibile contenzioso. Perché le rinunce del lavoratore siano valide e non impugnabili è necessario che l’accordo sia firmato in una sede protetta, come commissioni di conciliazione, sedi sindacali o Ispettorato, come previsto per le rinunce e transazioni dei diritti del lavoratore in sede protetta.

    Come si formalizza l’accordo di risoluzione consensuale?

    L’accordo si può concludere online con la procedura telematica oppure in sede protetta. Le dimissioni e le risoluzioni consensuali effettuate dal lavoratore devono usare la procedura telematica del Ministero, salvo che siano effettuate in una delle sedi protette di cui sopra, come stabilito dalla procedura telematica obbligatoria.

    Nei casi di gravidanza e nei primi tre anni di vita del figlio, o nei primi tre anni di accoglienza in adozione o affidamento, la risoluzione è efficace solo se convalidata dall’Ispettorato, come prevede la convalida per genitori. Con la procedura telematica è possibile revocare entro 7 giorni dalla trasmissione, secondo le regole della stessa procedura.

    La buonuscita è tassata come il TFR?

    Sì. Gli incentivi all’esodo sono tassati con tassazione separata, la stessa logica del TFR, secondo le regole sulla tassazione separata dei redditi di fine rapporto.

    Questo vuol dire che l’aliquota si calcola separatamente rispetto al reddito dell’anno, in base a regole fiscali dedicate. Non si versano contributi previdenziali sulla buonuscita.

    In quali casi la NASpI spetta con un licenziamento concordato?

    La NASpI spetta solo se la perdita del lavoro è considerata involontaria. Nelle risoluzioni consensuali è riconosciuta quando l’accordo nasce in specifici contesti tutelati indicati dall’INPS, tra cui:

    • Accordo raggiunto nella procedura di conciliazione obbligatoria per licenziamento economico, davanti all’Ispettorato, prevista dalla conciliazione per licenziamento economico, come precisato dall’INPS nella disciplina NASpI.
    • Risoluzione per rifiuto di trasferimento oltre 50 chilometri dalla residenza o mediamente oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, secondo la stessa disciplina NASpI e i chiarimenti della circolare INPS sulla NASpI.
    • Adesione a un accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodo sottoscritto con organizzazioni sindacali, fattispecie ammessa dalla normativa sugli accordi collettivi di gestione degli esuberi e recepita nelle istruzioni INPS, consultabili nella disciplina NASpI.

    Negli altri casi di accordo privato, anche se firmato in sede protetta ma fuori da queste ipotesi, la NASpI non spetta. Restano comunque dovuti TFR e altre competenze di fine rapporto.

    NASpI e risoluzione consensuale: requisiti, domanda e scadenze

    Se rientri in uno dei casi sopra, per avere la NASpI servono anche i requisiti generali:

    • Stato di disoccupazione involontaria.
    • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione.
    • Presentazione della domanda entro 68 giorni dalla cessazione, con decorrenza secondo i tempi indicati dall’INPS, come spiegato nella pagina ufficiale sulla NASpI, requisiti e domanda.

    L’importo e la durata si calcolano secondo le regole illustrate dall’INPS, con massimali e criteri aggiornati nella pagina NASpI.

    La buonuscita riduce la NASpI?

    No. L’incentivo all’esodo non è retribuzione corrente e non è incompatibile con la NASpI. La NASpI può essere riconosciuta se la risoluzione rientra in uno dei casi ammessi e se ci sono i requisiti contributivi, come indicato dall’INPS nella disciplina NASpI.

    Attenzione invece a pagamenti successivi dell’azienda qualificati come retribuzioni o collaborazioni, che possono incidere sul diritto o sulla misura della prestazione. Prima di firmare, verifica sempre come verranno qualificati gli importi nell’accordo.

    Quali contenuti controllare nell’accordo di licenziamento concordato?

    Per evitare sorprese controlla che l’accordo indichi in modo chiaro:

    • Data di cessazione del rapporto e ultimo giorno di lavoro.
    • Importi lordi, tempi e modalità di pagamento della buonuscita.
    • Pagamento di TFR, tredicesima e quattordicesima maturate, ferie e permessi residui.
    • Eventuali clausole di rinuncia a pretese, indicando che la firma avviene in sede protetta ai sensi delle sedi protette per rinunce.
    • Eventuali clausole di non concorrenza o riservatezza e il relativo corrispettivo.
    • Richiamo, se serve la NASpI, alla procedura corretta tra quelle che permettono l’accesso, come la conciliazione per licenziamento economico o le fattispecie indicate dalla disciplina NASpI.

    Nelle risoluzioni consensuali il preavviso non si applica in automatico come trattenuta, la data di uscita si concorda tra le parti nell’accordo.

    Quanto chiedere di buonuscita?

    Non esiste una formula legale unica. In pratica si ragiona in mensilità lorde della retribuzione, valutando:

    • Anzianità di servizio e livello.
    • Rischi e costi di una causa che potresti intraprendere.
    • Eventuali crediti maturati e non pagati.
    • Clausole aggiuntive come non concorrenza e durata.
    • Tempo necessario per trovare un nuovo lavoro.

    Un riferimento utile per valutare la forza della tua posizione è quanto potresti ottenere in giudizio se il licenziamento fosse illegittimo nei sistemi a tutele crescenti, dove l’indennità è compresa tra 6 e 36 mensilità e la sua misura è determinata dal giudice entro questi limiti, senza l’automatismo legato alla sola anzianità dopo l’intervento della Corte costituzionale, secondo le tutele economiche in caso di licenziamento illegittimo. Questo non fissa la tua buonuscita, ma aiuta a capire la base della trattativa.

    Quale tipo di interruzione non dà diritto alla NASpI?

    • Dimissioni volontarie ordinarie, fuori dalle eccezioni tutelate, non danno diritto alla NASpI, come indicato nella disciplina NASpI.
    • Risoluzione consensuale privata, fuori dalle procedure e dai casi che la rendono assimilata a perdita involontaria, non dà diritto alla NASpI, secondo la stessa disciplina NASpI.

    Restano invece coperte le ipotesi di licenziamento, anche per giusta causa, perché la perdita del lavoro è involontaria.

    NASpI e risoluzione consensuale a confronto, quando spetta?

    SituazioneNASpI spettaRiferimento
    Conciliazione per licenziamento economico davanti all’IspettoratoSìconciliazione per licenziamento economico e disciplina NASpI
    Rifiuto di trasferimento oltre 50 km o 80 minutiSìdisciplina NASpI e circolare INPS sulla NASpI
    Adesione a accordo collettivo aziendale di incentivo all’esodoSìdisciplina NASpI
    Accordo privato in sede protetta, fuori dai casi sopraNodisciplina NASpI
    Dimissioni volontarie ordinarieNodisciplina NASpI

    Cosa succede in pratica

    Immagina un lavoratore a tempo indeterminato con 8 anni di anzianità e retribuzione lorda mensile di 2.000 euro. L’azienda propone una risoluzione consensuale in sede protetta presso l’Ispettorato, nell’ambito della conciliazione per un licenziamento economico. Si concordano:

    • Buonuscita di 10.000 euro lordi, tassata con tassazione separata.
    • Pagamento del TFR maturato, più ferie e permessi residui.
    • Ultimo giorno di lavoro tra 30 giorni, senza trattenute di preavviso.

    Poiché l’accordo nasce nella procedura di conciliazione per licenziamento economico, il lavoratore ha diritto alla NASpI se possiede i requisiti contributivi e presenta domanda entro i termini, come spiegato nella pagina NASpI, requisiti e domanda. La domanda va inviata entro 68 giorni dalla cessazione e la decorrenza segue le regole INPS indicate nella stessa pagina.

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    Fonti: Codice civile · D.lgs. 151/2015 · D.lgs. 151/2001 · Legge 604/1966 · D.lgs. 23/2015

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