Se stai valutando una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, è naturale avere dubbi sull'importo della buonuscita e sull'accesso agli ammortizzatori sociali. In questo articolo troverai informazioni chiare su cosa significa un licenziamento concordato, come si determina l'importo che ti spetta e quali sono i tuoi diritti riguardo all'indennità di disoccupazione NASpI.
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Che cos'è il licenziamento concordato e cosa comporta?
Il licenziamento concordato, più correttamente definito "risoluzione consensuale del rapporto di lavoro", non è un vero e proprio licenziamento. Si tratta di un accordo attraverso il quale datore di lavoro e dipendente decidono, di comune intesa, di porre fine al contratto di lavoro.
A differenza di un licenziamento unilaterale, qui la volontà di interrompere il rapporto è di entrambe le parti.
L'elemento chiave di questo accordo è spesso l'erogazione di una somma di denaro da parte dell'azienda al lavoratore, nota come "buonuscita" o "incentivo all'esodo". Questa somma serve a incentivare il dipendente ad accettare la fine del rapporto, evitando potenziali controversie legali future.
Quanto posso chiedere di buonuscita e come si calcola?
Non esiste una regola fissa o una formula matematica per calcolare l'importo della buonuscita. La cifra è il risultato di una libera negoziazione tra le parti.
Tuttavia, l'ammontare dell'incentivo all'esodo viene solitamente determinato tenendo conto di diversi fattori. I principali elementi che influenzano la trattativa sono:
- L'anzianità di servizio del dipendente.
- La qualifica, il ruolo ricoperto e la retribuzione annua lorda.
- Le dimensioni e la solidità economica dell'azienda.
- Il "costo" che l'azienda dovrebbe sostenere per un licenziamento alternativo.
- Il rischio e la durata di un potenziale contenzioso legale per l'azienda.
Generalmente, si parte da una base di negoziazione che può corrispondere a un certo numero di mensilità, ma l'importo finale dipende esclusivamente dalla capacità di accordo tra lavoratore e datore di lavoro.
Quando la risoluzione consensuale dà diritto alla NASpI?
Questo è un punto cruciale. Di norma, la risoluzione consensuale non dà diritto alla NASpI, poiché l'indennità di disoccupazione è prevista per chi perde il lavoro involontariamente.
Esiste però un'eccezione fondamentale. Si ha diritto alla NASpI quando la risoluzione consensuale avviene all'interno di una specifica procedura di conciliazione, tutelata dalla legge.
Il caso più comune è quello della conciliazione che si svolge presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - secondo quanto previsto dall'articolo 7 della Legge n. 604 del 1966. Se l'accordo viene raggiunto in questa sede ufficiale, lo stato di disoccupazione è considerato involontario e, di conseguenza, si ha pieno diritto a presentare la domanda per l'indennità NASpI all'INPS.
Un accordo privato firmato direttamente in azienda, senza passare per la sede protetta, non garantisce l'accesso a questo ammortizzatore sociale.
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