Affrontare un licenziamento collettivo può essere un momento di grande incertezza, soprattutto riguardo alle proprie spettanze economiche. Spesso si parla genericamente di "buonuscita", ma è importante sapere che questa si compone di diverse voci, non sempre automatiche. In questo articolo faremo chiarezza su cosa ti spetta di diritto e quali sono le componenti che determinano l'importo finale.
Per affrontare questa situazione con la giusta preparazione e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti collettivi.
Cosa spetta al lavoratore in caso di licenziamento collettivo?
In un licenziamento collettivo, la somma che il lavoratore riceve, comunemente chiamata buonuscita, non è un importo unico e predefinito. Si tratta piuttosto della combinazione di tre elementi principali:
- Trattamento di Fine Rapporto - TFR: una somma che spetta sempre e per legge a ogni lavoratore dipendente al termine del rapporto di lavoro.
- Incentivo all'esodo: una cifra aggiuntiva, non obbligatoria per legge, che viene concordata tra l'azienda e i sindacati per incoraggiare l'uscita volontaria dei lavoratori.
- Indennità supplementare: un risarcimento che spetta solo nel caso in cui la procedura di licenziamento presenti dei vizi o non rispetti i criteri di scelta previsti.
Oltre a queste voci, i lavoratori coinvolti hanno diritto agli ammortizzatori sociali, come l'indennità di disoccupazione NASpI, presentando apposita domanda all'INPS.
Quante mensilità si ricevono per il licenziamento collettivo?
L'ammontare totale non è un numero fisso di mensilità, ma la somma delle singole componenti, ognuna calcolata in modo diverso.
Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR - è pari a circa una mensilità per ogni anno lavorato. Il calcolo preciso corrisponde al 6,91% della retribuzione annua lorda accantonata ogni anno. Il datore di lavoro è obbligato a corrisponderlo secondo le tempistiche previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento.
L'incentivo all'esodo, invece, non ha un importo stabilito dalla legge. Il suo valore viene negoziato nell'accordo sindacale e può cambiare notevolmente in base a fattori come:
- Età e anzianità di servizio del lavoratore.
- Vicinanza all'età pensionabile, che può attivare meccanismi di accompagnamento alla pensione come l'isopensione.
Per conoscere l'importo esatto dell'incentivo previsto nel tuo caso, è fondamentale verificare quanto stabilito nell'accordo aziendale, consultando le rappresentanze sindacali - RSU o RLS.
Qual è il risarcimento se il licenziamento collettivo è illegittimo?
Se l'azienda non rispetta la procedura prevista dalla Legge 223/91 o viola i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare, il licenziamento può essere considerato illegittimo.
In questa situazione, il lavoratore ha diritto a un'indennità risarcitoria. Per i lavoratori assunti con contratto a tutele crescenti - dopo il 7 marzo 2015 - questa indennità è pari a due mensilità dell'ultima retribuzione utile per il calcolo del TFR per ogni anno di servizio.
La legge prevede comunque un importo minimo di quattro e un massimo di ventiquattro mensilità.
Come funziona la procedura di licenziamento collettivo?
Un licenziamento è definito "collettivo" quando un'azienda con più di 15 dipendenti intende licenziare almeno 5 persone nell'arco di 120 giorni a causa di una riduzione, trasformazione o cessazione di attività.
La procedura è rigorosamente regolata dalla legge e prevede una fase di comunicazione e confronto obbligatoria con le organizzazioni sindacali. È proprio durante questa fase che vengono discussi e definiti i criteri di scelta dei lavoratori e l'eventuale accordo per l'incentivo all'esodo.
Quali sono i criteri di scelta per il licenziamento collettivo?
La legge stabilisce che la scelta dei lavoratori da licenziare non può essere arbitraria. I criteri devono essere oggettivi e non discriminatori, e vengono solitamente concordati con i sindacati.
I principali criteri previsti sono:
- I carichi di famiglia.
- L'anzianità di servizio.
- Le esigenze tecnico-produttive e organizzative dell'azienda.
Il mancato rispetto di questi criteri può rendere il licenziamento illegittimo e dare diritto a un risarcimento.
Qual è il diritto di precedenza per i lavoratori licenziati?
I lavoratori licenziati nell'ambito di una procedura collettiva hanno un diritto di precedenza. Questo significa che, per un periodo di tempo stabilito dalla legge, se l'azienda decide di effettuare nuove assunzioni per mansioni identiche a quelle svolte dai lavoratori licenziati, deve prima offrire il posto a loro.
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