Comprendere come funziona il calcolo delle aliquote INPS può sembrare un'impresa, ma è un passo fondamentale per interpretare correttamente la propria busta paga o il reddito netto da lavoro autonomo. Se stai cercando una guida chiara sulle percentuali e le tabelle contributive per il 2026, questo articolo ti fornirà le risposte che cerchi.
Per avere la certezza di interpretare i dati in modo corretto ed evitare errori di valutazione, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia previdenziale e contributiva.
Aliquota contributiva INPS cos'è?
L'aliquota contributiva INPS è la percentuale che viene applicata al reddito o alla retribuzione di un lavoratore per calcolare l'importo dei contributi previdenziali da versare.
Questi versamenti sono obbligatori e servono a finanziare le prestazioni gestite dall'INPS, come la pensione, l'indennità di disoccupazione NASpI, la maternità e la malattia.
L'aliquota varia in base alla gestione previdenziale di appartenenza e alla tipologia di lavoro svolto, sia esso dipendente, autonomo o parasubordinato.
Qual è la base di calcolo per i contributi previdenziali?
La base di calcolo per i contributi è l'imponibile previdenziale.
Per i lavoratori dipendenti, corrisponde alla retribuzione lorda, mentre per i lavoratori autonomi si fa riferimento al reddito prodotto.
L'aliquota si applica su questo valore fino a un tetto massimo annuo, che per il 2026 è fissato a 93.707 €. Oltre questa soglia di reddito, non sono dovuti ulteriori contributi.
In che percentuale si versano i contributi INPS?
Le percentuali contributive vengono stabilite annualmente dall'INPS e cambiano in modo significativo a seconda della categoria lavorativa. Vediamo le principali.
Lavoratori dipendenti del settore privato L'aliquota totale è di circa il 33% della retribuzione lorda. Questa percentuale viene suddivisa tra lavoratore e datore di lavoro:
- 9,19% è a carico del lavoratore e viene trattenuto direttamente dalla busta paga.
- 23%-24% circa è a carico dell'azienda, a cui si aggiungono eventuali quote minori per fondi come CIG e TFR.
Gestione Separata INPS Questa gestione si rivolge a liberi professionisti senza una cassa autonoma e a collaboratori. Le aliquote sono:
- 26,07% per i professionisti, risultato della somma tra l'aliquota IVS - Invalidità, Vecchiaia e Superstiti - del 25,00% e un'aliquota aggiuntiva del 1,07%.
- 35,03% per collaboratori e altre figure assimilate, somma del 33,00% IVS e del 2,03% di aliquota aggiuntiva.
- 24% per soggetti già pensionati o iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria.
Artigiani e Commercianti Per queste categorie, i contributi si calcolano applicando un'aliquota percentuale su fasce di reddito, con un minimale di 18.808 €. Gli scaglioni sono due:
- Fino a 56.224 € di reddito: l'aliquota è del 24,00% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti.
- Oltre 56.224 € di reddito: la percentuale sale rispettivamente al 25,00% per gli artigiani e al 25,48% per i commercianti.
Dove posso trovare le tabelle e calcolare i contributi INPS?
Per ottenere un calcolo preciso o consultare le tabelle ufficiali, l'INPS mette a disposizione diversi strumenti e documenti.
I principali riferimenti sono:
- Il servizio telematico Servizi Calcolo Aliquote Contributive sul portale INPS, riservato a datori di lavoro e intermediari.
- Le circolari annuali pubblicate dall'Istituto, che specificano le aliquote in vigore per la Gestione Separata e per la Gestione Artigiani e Commercianti.
Questi documenti ufficiali sono la fonte più affidabile per conoscere le percentuali aggiornate e le modalità di calcolo corrette.
Hai ancora dubbi sul calcolo delle aliquote INPS?
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