Affrontare un licenziamento, soprattutto quando si ricopre un ruolo dirigenziale nel settore industria, richiede una comprensione chiara delle tutele economiche previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. In questa guida analizzeremo le due voci fondamentali che compongono l'indennità: quella sostitutiva del preavviso e quella supplementare.
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Come si calcola l'indennità sostitutiva del preavviso?
Questa indennità spetta al dirigente nel caso in cui il datore di lavoro decida di interrompere il rapporto senza rispettare i termini di preavviso stabiliti dal CCNL Dirigenti Industria.
L'importo è calcolato sulla base dell'ultima retribuzione globale di fatto, che include non solo lo stipendio base ma anche elementi come premi, superminimi, ratei di tredicesima e quattordicesima, e il controvalore di benefit come l'auto aziendale.
La durata del preavviso, e di conseguenza l'ammontare dell'indennità sostitutiva, varia in base all'anzianità di servizio maturata in azienda:
- Fino a 5 anni di anzianità: 4 mesi di preavviso
- Da 5 a 10 anni di anzianità: 6 mesi di preavviso
- Oltre 10 anni di anzianità: da 8 a 12 mesi di preavviso, a seconda di quanto definito dalla contrattazione specifica
Cos'è la giustificatezza e quando un licenziamento è ingiustificato?
La nozione di "giustificatezza" è centrale per i dirigenti. A differenza di altre categorie di lavoratori, per cui si parla di "giusta causa" o "giustificato motivo", il licenziamento di un dirigente deve essere supportato da una motivazione valida e oggettiva, che non sia arbitraria o pretestuosa.
Se il licenziamento è privo di tale giustificatezza, viene considerato illegittimo e dà diritto a una tutela economica aggiuntiva: l'indennità supplementare.
Come si calcola l'indennità supplementare?
L'indennità supplementare è una forma di risarcimento che spetta al dirigente in caso di licenziamento privo di giustificatezza. Il suo valore è stabilito dall'articolo 19 del CCNL e aumenta progressivamente con l'anzianità di servizio del dirigente.
Le soglie minime e massime sono le seguenti:
- Fino a 2 anni di anzianità: 4 mensilità
- Da 2 a 6 anni di anzianità: da 4 a 8 mensilità
- Da 6 a 10 anni di anzianità: da 8 a 12 mensilità
- Da 10 a 15 anni di anzianità: da 12 a 18 mensilità
- Oltre 15 anni di anzianità: da 18 a 24 mensilità
Quali altri fattori influenzano il calcolo dell'indennità totale?
Oltre alle due indennità principali, altri elementi concorrono a definire l'importo finale che spetta al dirigente.
Un fattore importante è l'età. L'indennità supplementare può infatti subire degli aumenti, in percentuale o tramite mensilità aggiuntive, se il dirigente si trova in determinate fasce d'età vicine all'età pensionabile, solitamente tra i 50 e i 62 anni.
Inoltre, al dirigente spetta sempre e comunque il Trattamento di Fine Rapporto, o TFR. Questo si calcola accantonando per ogni anno di servizio una quota pari a circa 1/13,5 della retribuzione annua lorda.
Come funziona la tassazione sulle indennità?
Dal punto di vista fiscale, l'indennità supplementare è soggetta a tassazione separata IRPEF. Questo significa che non si cumula con gli altri redditi dell'anno, beneficiando di un'aliquota potenzialmente più favorevole.
È importante notare che su questa indennità non sono dovuti i contributi previdenziali, a differenza della retribuzione ordinaria.
Ai dirigenti licenziati spetta la NASpI?
Sì, anche i dirigenti, in caso di perdita involontaria del lavoro, hanno diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge.
L'importo della NASpI è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni, ma è soggetto a un massimale mensile stabilito annualmente dall'INPS, che non può essere superato indipendentemente dall'ammontare della precedente retribuzione.
E se è il dirigente a licenziarsi, spetta un'indennità?
No. Le indennità sostitutiva del preavviso e supplementare sono tutele previste esclusivamente in caso di licenziamento, ovvero di recesso da parte del datore di lavoro.
In caso di dimissioni volontarie, è il dirigente a dover rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto. Se non lo facesse, sarebbe tenuto a versare all'azienda un'indennità corrispondente.
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