Giusto.

    Calcolo ticket naspi 2026: come si calcola e importi

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo

    L'interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato comporta una serie di adempimenti, tra cui il versamento del cosiddetto ticket di licenziamento. Se ti trovi a gestire questa situazione, è fondamentale conoscere le regole per il suo corretto calcolo.

    In questo articolo troverai una guida chiara e aggiornata per comprendere come si determina questo contributo per il 2026, basata sui dati ufficiali dell'INPS.

    Per affrontare questa materia con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in contributi lavorativi e previdenziali.

    Come si calcola il ticket NASpI per il 2026?

    Per il 2026, il calcolo del ticket di licenziamento, noto anche come contributo NASpI, si basa su una formula precisa.

    Si applica un'aliquota del 41% sul massimale mensile dell'indennità NASpI, un valore che viene aggiornato annualmente dall'INPS.

    L'importo ottenuto va poi rapportato all'anzianità aziendale del lavoratore, considerando i periodi di lavoro maturati negli ultimi tre anni.

    Quali sono gli importi di riferimento per il 2026?

    Secondo la Circolare INPS numero 4 del 28 gennaio 2026, i valori su cui basare il calcolo sono i seguenti:

    • Massimale mensile NASpI 2026: 1.584,70 euro
    • Importo annuo del ticket: 649,73 euro - corrispondente al 41% di 1.584,70 euro
    • Importo mensile del ticket: 54,14 euro - ottenuto dividendo l'importo annuo per 12
    • Importo massimo del ticket: 1.949,19 euro - dovuto per anzianità pari o superiori a 36 mesi

    Come si applica il calcolo con esempi pratici?

    Per chiarire meglio il meccanismo, vediamo alcuni esempi concreti basati sull'anzianità di servizio del dipendente:

    • Lavoratore con meno di 1 anno di anzianità: se un dipendente ha lavorato per 4 mesi, il calcolo sarà 54,14 euro × 4 mesi, per un totale di 216,56 euro.
    • Lavoratore con anzianità tra 1 e 3 anni: l'importo annuo di 649,73 euro si moltiplica per il numero di anni di lavoro. Per due anni di anzianità, ad esempio, il contributo sarà di 1.299,46 euro.
    • Lavoratore con 3 o più anni di anzianità: il contributo non può superare il tetto massimo. Raggiunti i 36 mesi di anzianità aziendale, l'importo da versare è fissato a 1.949,19 euro.

    In quali casi è dovuto il ticket e chi deve pagarlo?

    Il contributo è interamente a carico del datore di lavoro e non incide sulla retribuzione del lavoratore.

    È dovuto per ogni interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che dia al lavoratore il diritto di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Le casistiche più comuni includono:

    • Licenziamenti individuali
    • Licenziamenti collettivi
    • Dimissioni per giusta causa
    • Dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità

    Un aspetto importante è che il ticket è slegato dalla retribuzione effettiva del dipendente e si applica nella stessa misura anche ai contratti part-time.

    Per i dettagli operativi e le modalità di versamento tramite modello F24, il riferimento ufficiale è la Circolare numero 4 del 28-01-2026, consultabile sul portale INPS.

    Hai ancora dubbi sul calcolo del ticket NASpI?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un supporto per gestire correttamente questi adempimenti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di contributi e obblighi del datore di lavoro.

    Parla con un avvocato

    Richiedi una chiamata di confronto gratuita sul tema o leggi l'articolo