Comprendere a fondo la normativa che regola l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità può non essere semplice. Se stai cercando informazioni chiare sui requisiti per rientrare nelle categorie protette, in questo articolo troverai una guida precisa basata sull'articolo 1 della Legge 68/99, la normativa di riferimento per il collocamento mirato.
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Quali sono le categorie protette previste dall'articolo 1 della legge 68/99?
L'articolo 1 della Legge 68/1999 individua le persone con disabilità che hanno diritto all'accesso al lavoro tramite il sistema del collocamento mirato, che prevede quote di riserva obbligatorie per le aziende.
I soggetti tutelati da questo articolo, purché in età lavorativa, sono:
- Invalidi civili, con una percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 45 per cento.
- Invalidi del lavoro, con una percentuale di invalidità accertata dall'INAIL superiore al 33 per cento.
- Invalidi per servizio, invalidi di guerra e invalidi civili di guerra.
- Non vedenti, ovvero persone colpite da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi.
- Sordomuti, cioè persone colpite da sordità dalla nascita o prima dell'apprendimento della lingua parlata.
Qual è la percentuale di invalidità minima per essere una categoria protetta?
La percentuale di invalidità minima, spesso definita punteggio, è uno dei requisiti fondamentali per accedere alle tutele della Legge 68/99, ma varia a seconda della natura dell'invalidità.
Come specificato, per gli invalidi civili la soglia minima è una percentuale superiore al 45 per cento.
Per gli invalidi del lavoro, invece, la soglia di accesso è fissata a una percentuale di invalidità superiore al 33 per cento.
Cosa spetta con un'invalidità del 67 per cento?
Una persona a cui sia stata riconosciuta un'invalidità civile del 67 per cento rientra a pieno titolo tra i beneficiari della Legge 68/99, superando ampiamente la soglia minima del 45 per cento.
Questo significa che ha diritto all'iscrizione nelle liste speciali del Collocamento Mirato presso il Centro per l'Impiego del proprio territorio, un passo necessario per accedere alle opportunità lavorative riservate.
Che differenza c'è tra la legge 68 e la legge 104?
Sebbene entrambe le leggi riguardino la tutela delle persone con disabilità, hanno finalità molto diverse.
La Legge 68/99, come abbiamo visto, ha lo scopo specifico di promuovere l'inserimento e l'integrazione lavorativa attraverso il collocamento mirato.
La Legge 104/92, invece, si occupa dell'assistenza, dell'integrazione sociale e dei diritti delle persone con handicap, riconoscendo tutele come i permessi lavorativi retribuiti - per il lavoratore disabile o per il familiare che lo assiste - e altre agevolazioni non strettamente legate al solo inserimento nel mondo del lavoro.
C'è differenza tra invalidità civile e categoria protetta?
Sì, i due concetti sono collegati ma distinti.
L'invalidità civile è un riconoscimento medico-legale che attesta una riduzione della capacità lavorativa, accertata da un'apposita commissione medica.
L'appartenenza a una "categoria protetta" è invece una definizione giuridica che deriva da tale riconoscimento. In altre parole, essere un invalido civile con una percentuale superiore al 45 per cento è il requisito che permette di essere considerato una categoria protetta ai fini della Legge 68/99 e del collocamento lavorativo.
Quante ore di lavoro può fare un appartenente a una categoria protetta?
L'orario di lavoro di un lavoratore assunto tramite collocamento mirato non è definito a priori dalla legge, ma dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato e dagli accordi individuali presi con il datore di lavoro.
Può essere un normale orario full-time o un part-time. La definizione dell'orario e delle mansioni deve comunque essere compatibile con lo stato di salute del lavoratore, come risulta dalla relazione conclusiva rilasciata dalla commissione medica per il collocamento mirato.
Chi appartiene a una categoria protetta ha l'obbligo di trovare lavoro?
No, non esiste alcun obbligo. La Legge 68/99 stabilisce un diritto e un'opportunità per la persona con disabilità e, al contempo, un obbligo per i datori di lavoro di assumere una quota di lavoratori appartenenti a queste categorie.
L'iscrizione alle liste del Collocamento Mirato è una scelta volontaria del singolo, finalizzata a usufruire delle tutele previste per favorire il suo inserimento professionale.
Qual è lo stipendio medio per le categorie protette?
Non esiste uno "stipendio per categorie protette". La retribuzione di un lavoratore assunto tramite le liste del collocamento mirato è esattamente la stessa di qualsiasi altro lavoratore a parità di inquadramento, livello e mansioni.
Lo stipendio è determinato dal CCNL di riferimento del settore in cui opera l'azienda e non subisce alcuna decurtazione o modifica legata alla modalità di assunzione.
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