Affrontare un periodo di depressione è già complesso e delicato. Se a questo si aggiungono i dubbi legati al rapporto di lavoro, come la gestione del certificato di malattia e della visita fiscale, la situazione può diventare ancora più difficile da gestire. In questo articolo troverai risposte chiare e ordinate su come funziona la malattia per depressione, quali sono i tuoi diritti e doveri riguardo la visita fiscale, gli orari da rispettare e i possibili casi di esenzione.
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Chi soffre di depressione è soggetto alla visita fiscale?
Sì, in linea generale, anche il lavoratore che si assenta dal lavoro a causa di una sindrome depressiva è soggetto all'obbligo di reperibilità e può ricevere la visita fiscale, nota anche come visita medica di controllo.
La depressione, dal punto di vista dell'INPS e della normativa sul lavoro, è equiparata a qualsiasi altra patologia che causi un'incapacità temporanea al lavoro.
La visita di controllo può essere richiesta sia dal datore di lavoro sia disposta d'ufficio dall'INPS stesso.
Quali sono gli orari della visita fiscale per depressione?
Gli orari di reperibilità per la visita fiscale sono fissi e non cambiano in base alla patologia. Il lavoratore in malattia deve quindi farsi trovare presso il domicilio indicato nel certificato medico durante le seguenti fasce orarie, 7 giorni su 7, inclusi sabati, domeniche e giorni festivi:
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Dipendenti del settore privato:
- dalle ore 10:00 alle ore 12:00
- dalle ore 17:00 alle ore 19:00
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Dipendenti del settore pubblico:
- dalle ore 09:00 alle ore 13:00
- dalle ore 15:00 alle ore 18:00
L'obbligo di rispettare queste fasce orarie serve a consentire al medico inviato dall'INPS di verificare l'effettivo stato di malattia del lavoratore.
Come si può essere esonerati dalla visita fiscale?
L'esonero dalla visita fiscale non è automatico e spetta solo in circostanze specifiche e debitamente certificate. Non è la patologia in sé - in questo caso la depressione - a determinare l'esenzione, ma la sua gravità e le condizioni correlate.
I principali casi di esonero dall'obbligo di reperibilità sono legati a:
- Patologie gravi che richiedono terapie salvavita, certificate come tali.
- Stati patologici connessi a una situazione di invalidità civile riconosciuta in misura pari o superiore al 67%.
- Malattia per causa di servizio, riconosciuta per i dipendenti pubblici.
È fondamentale che sia il medico curante, al momento della compilazione del certificato di malattia telematico, a indicare la sussistenza di una di queste condizioni, apponendo l'apposito codice che giustifica l'esonero.
Chi è in malattia per depressione può uscire di casa?
Sì, il lavoratore in malattia per depressione può uscire di casa, ma con delle importanti precisazioni.
L'uscita è permessa al di fuori delle fasce di reperibilità obbligatoria per la visita fiscale.
Tuttavia, è cruciale che le attività svolte all'esterno non pregiudichino o rallentino il percorso di guarigione. Ad esempio, una passeggiata all'aria aperta può essere considerata terapeutica, mentre attività faticose o ludiche potrebbero essere contestate dal datore di lavoro, in quanto incompatibili con lo stato di malattia dichiarato.
Come si ottiene il certificato di malattia per depressione?
Per assentarsi dal lavoro a causa della depressione, è necessario seguire la procedura standard per qualsiasi malattia.
Il primo passo è rivolgersi al proprio medico curante. Sarà lui, dopo aver valutato lo stato di salute, a emettere il certificato di malattia telematico, inviandolo direttamente all'INPS.
Il medico fornirà al lavoratore il numero di protocollo del certificato, che dovrà essere comunicato tempestivamente al proprio datore di lavoro, secondo le modalità previste dal contratto collettivo di riferimento.
Quanti giorni di malattia si possono chiedere per depressione?
Non esiste un numero massimo o minimo di giorni di malattia prestabilito per la depressione. La durata dell'assenza è decisa esclusivamente dal medico curante in base alla gravità del disturbo e alle necessità terapeutiche del paziente.
Il certificato può avere una durata variabile e, se necessario, può essere prolungato con successive visite mediche che confermino il perdurare dello stato di incapacità lavorativa.
La depressione è considerata una patologia grave ai fini legali?
Sì, la depressione è riconosciuta a tutti gli effetti come una malattia e, nelle sue forme più severe, può essere considerata una patologia grave e invalidante.
Questo riconoscimento è importante perché, come visto in precedenza, può dare accesso - qualora sia connessa a un'invalidità civile di grado elevato - all'esonero dalle visite fiscali. Inoltre, in casi specifici, può essere la base per la richiesta di benefici previdenziali legati all'invalidità.
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