Se senti che la pressione sul lavoro è diventata insostenibile e sta compromettendo il tuo benessere psicofisico, potresti aver bisogno di un periodo di riposo. In questo articolo troverai informazioni chiare su come ottenere un certificato medico per stress da lavoro e per quanti giorni è possibile assentarsi.
Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e senza commettere errori, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di stress lavoro-correlato e tutela del lavoratore.
Lo stress è considerato una malattia?
Sì, quando lo stress ha conseguenze sulla salute di una persona, è a tutti gli effetti una condizione che può giustificare l'assenza dal lavoro.
Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro - decreto legislativo 81/2008 - riconosce lo stress lavoro-correlato come uno dei rischi che il datore di lavoro è tenuto a valutare e prevenire.
Di conseguenza, una patologia derivante da stress, come un forte stato d'ansia, depressione o esaurimento, è considerata un'infermità che dà diritto al lavoratore di assentarsi, esattamente come accadrebbe per un'influenza o un infortunio.
Come farsi diagnosticare lo stress da lavoro?
Il primo passo per ottenere un riconoscimento formale della propria condizione è rivolgersi al proprio medico di base.
Sarà il medico curante a valutare i sintomi e a collegarli, se opportuno, all'ambiente lavorativo. Dopo un'attenta anamnesi, potrà formulare una diagnosi di malattia causata da stress. In alcuni casi, potrebbe suggerire anche il consulto con uno specialista, come uno psicologo o uno psichiatra, per un quadro più completo.
I sintomi più comuni che vengono presi in considerazione includono:
- Stati d'ansia e attacchi di panico
- Insonnia o disturbi del sonno
- Irritabilità e sbalzi d'umore
- Difficoltà di concentrazione
- Mal di testa frequenti
- Disturbi gastrointestinali
- Stanchezza cronica ed esaurimento
Come si ottiene il certificato medico per stress da lavoro?
Una volta che il medico ha diagnosticato una patologia legata allo stress lavorativo, è lui stesso a emettere il certificato di malattia.
La procedura è telematica. Il medico invia direttamente il certificato all'INPS, indicando la diagnosi e i giorni di prognosi - cioè il periodo di riposo ritenuto necessario.
Al lavoratore viene rilasciato un numero di protocollo. Questo numero è l'unica informazione che il dipendente è tenuto a comunicare tempestivamente al proprio datore di lavoro per giustificare l'assenza.
Quanti giorni di malattia si possono ottenere per stress lavorativo?
Non esiste un numero di giorni fisso o predeterminato. La durata della malattia per stress, ansia o burnout dipende esclusivamente dalla valutazione del medico.
È il medico curante a stabilire la prognosi iniziale e a decidere, tramite visite successive, se prolungarla in base all'evoluzione dello stato di salute del paziente.
È importante però ricordare il "periodo di comporto", ovvero il limite massimo di giorni di assenza per malattia che un lavoratore può accumulare in un determinato arco temporale - solitamente un anno - senza rischiare il licenziamento. Questo limite è stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - di riferimento.
Come si dimostra lo stress da lavoro?
Il certificato medico è la prima e fondamentale prova per giustificare l'assenza dal lavoro.
Tuttavia, se la situazione dovesse sfociare in una controversia legale - per esempio per dimostrare un caso di mobbing o per richiedere un risarcimento del danno biologico - potrebbero essere necessari ulteriori elementi.
Per dimostrare in modo più solido che lo stress è causato dall'ambiente di lavoro, possono essere utili:
- Testimonianze di colleghi o ex colleghi
- Email, messaggi o comunicazioni scritte che provano pressioni indebite
- Perizie medico-legali redatte da specialisti
- Eventuali provvedimenti disciplinari palesemente ingiustificati
Quali sono le fasi dello stress e del burnout?
Comprendere le fasi di queste condizioni può aiutare a riconoscerle in tempo. Sebbene esistano diversi modelli, quelli più comuni identificano alcuni passaggi chiave.
Le tre fasi principali dello stress sono:
- Fase di allarme: il corpo reagisce a uno stimolo percepito come una minaccia, rilasciando ormoni come adrenalina e cortisolo.
- Fase di resistenza: se lo stimolo stressante persiste, l'organismo cerca di adattarsi e resistere, consumando però molte energie.
- Fase di esaurimento: quando lo stress diventa cronico, le risorse si esauriscono, portando a un crollo psicofisico e all'insorgere di patologie.
Il burnout, una forma specifica di esaurimento legata al lavoro, viene spesso descritto in queste fasi:
- Entusiasmo idealistico: forte impegno e grandi aspettative verso il proprio lavoro.
- Stagnazione: l'entusiasmo iniziale svanisce e il lavoro inizia a essere percepito come meno gratificante.
- Frustrazione: emergono sentimenti di inutilità, inefficacia e delusione.
- Apatia: distacco emotivo totale dal proprio lavoro e dall'ambiente circostante.
Hai bisogno di supporto per una situazione di stress lavorativo?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere legale per capire come tutelarti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in questioni di stress da lavoro e tutela dei diritti dei lavoratori.