Quando il rapporto di lavoro domestico finisce, il datore di lavoro deve comunicarlo all'INPS entro cinque giorni e pagarti tutte le somme che ti spettano: l'ultima retribuzione, il TFR, le ferie non godute e la tredicesima maturata.
Per avere la certezza che tutto si svolga correttamente e che i calcoli siano giusti, può essere utile farsi guidare da un esperto. Se vuoi, puoi cliccare il bottone che trovi qui sopra per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in cessazione del rapporto di lavoro domestico.
Come funziona la comunicazione di cessazione all'INPS?
È il datore di lavoro che deve comunicare la fine del rapporto all'INPS. Deve farlo entro cinque giorni dalla data di cessazione, esclusivamente online.
Questa comunicazione è unica e ha valore per tutti gli enti coinvolti: l'INPS, l'INAIL e il Ministero del Lavoro. Una volta inviata, il rapporto di lavoro risulta ufficialmente concluso e da quel momento cessano anche gli obblighi di versamento dei contributi. Per te, questa comunicazione è importante perché ti permette, se ne hai i requisiti, di fare domanda per l'indennità di disoccupazione NASpI.
Cosa mi spetta alla fine del rapporto di lavoro?
Alla cessazione del rapporto di lavoro hai sempre diritto a ricevere le tue spettanze di fine rapporto. Queste somme devono essere pagate indipendentemente dal motivo della cessazione, che sia licenziamento o dimissioni.
Le tue spettanze finali comprendono:
- l'ultima retribuzione, per i giorni o le ore che hai lavorato nell'ultimo mese;
- il Trattamento di Fine Rapporto - TFR, maturato per tutta la durata del rapporto;
- l'indennità per le ferie maturate e non godute;
- i ratei della tredicesima mensilità maturati nell'anno in corso.
Se eri convivente, ti spetta anche un'indennità sostitutiva di vitto e alloggio per il periodo di preavviso, se non viene lavorato.
Devo ricevere un preavviso di licenziamento?
Sì, il datore di lavoro deve darti un preavviso prima di interrompere il rapporto di lavoro. La durata del preavviso dipende da quante ore lavori a settimana e da quanti anni lavori per lo stesso datore di lavoro.
| Orario di lavoro settimanale | Anzianità di servizio | Giorni di preavviso |
|---|---|---|
| Più di 24 ore | Fino a 5 anni | 15 giorni di calendario |
| Più di 24 ore | Oltre 5 anni | 30 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore | Fino a 2 anni | 8 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore | Oltre 2 anni | 15 giorni di calendario |
Se alloggi presso la famiglia del datore di lavoro, il preavviso è di 30 giorni fino a un anno di anzianità e di 60 giorni oltre l'anno. Il preavviso non è dovuto solo in caso di licenziamento per giusta causa, cioè per una tua mancanza molto grave.
Cosa succede se non mi viene dato il preavviso?
Se il datore di lavoro ti licenzia senza rispettare i termini di preavviso, deve pagarti un'indennità sostitutiva. Questa indennità è pari alla retribuzione che avresti percepito durante il periodo di preavviso che non ti è stato concesso.
E se sono io a dare le dimissioni?
Anche tu, se decidi di lasciare il lavoro, devi dare un preavviso al datore di lavoro. I termini sono gli stessi previsti per il licenziamento, ma ridotti del 50%.
| Orario di lavoro settimanale | Anzianità di servizio | Giorni di preavviso |
|---|---|---|
| Più di 24 ore | Fino a 5 anni | 8 giorni di calendario |
| Più di 24 ore | Oltre 5 anni | 15 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore | Fino a 2 anni | 4 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore | Oltre 2 anni | 8 giorni di calendario |
Se non rispetti il preavviso, il datore di lavoro può trattenere dalle tue spettanze finali un importo corrispondente alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. A differenza degli altri lavoratori dipendenti, per dare le dimissioni non devi usare la procedura telematica del Ministero del Lavoro, ma basta una comunicazione scritta.
Come si calcola il TFR?
Il Trattamento di Fine Rapporto corrisponde circa a una mensilità per ogni anno di lavoro. Per calcolarlo, ogni anno si accantona una somma pari alla tua retribuzione annua complessiva- incluse tredicesima e indennità di vitto e alloggio se convivente - divisa per 13,5.
Ogni anno, l'importo accantonato l'anno precedente viene rivalutato. Se il rapporto di lavoro si interrompe durante il mese, il TFR matura per intero se hai lavorato per almeno 15 giorni in quel mese.
Cosa deve contenere la lettera di cessazione che ricevo?
La comunicazione che interrompe il rapporto di lavoro, sia in caso di licenziamento sia di dimissioni, deve essere sempre in forma scritta.
La lettera deve indicare in modo chiaro la volontà di terminare il rapporto e la data da cui decorre il preavviso. È importante che sia datata e firmata. Non è necessario che il datore di lavoro specifichi il motivo del licenziamento, a meno che non si tratti di un licenziamento per giusta causa.
Cosa succede se il datore di lavoro muore?
Se il tuo datore di lavoro o la persona che assisti viene a mancare, il rapporto di lavoro si interrompe. In questo caso, il licenziamento è legittimo perché viene meno la necessità della prestazione lavorativa.
Gli eredi del datore di lavoro sono tenuti a pagarti tutte le spettanze maturate fino alla data del decesso, compresi il TFR, le ferie residue, la tredicesima e l'eventuale indennità di mancato preavviso.
Posso essere licenziata se sono incinta?
Se la gravidanza è iniziata durante il rapporto di lavoro, non puoi essere licenziata dal momento in cui comincia fino al termine del congedo di maternità.
Questo divieto non si applica, e quindi il licenziamento è possibile, in alcuni casi specifici:
- per giusta causa, a seguito di una tua grave mancanza;
- se il contratto è a tempo determinato e arriva alla sua scadenza;
- se il licenziamento avviene al termine del periodo di prova con esito negativo;
- in caso di decesso del datore di lavoro o della persona che assisti;
- se cessa l'attività dell'azienda che ti ha assunto.
Cosa succede in pratica
Immaginiamo il caso di Anna, una colf che ha lavorato per 7 anni presso la stessa famiglia, con un orario di 30 ore settimanali e una retribuzione mensile di 1.200 euro. Un giorno il datore di lavoro le comunica che il rapporto finirà il giorno stesso, senza preavviso.
Ecco cosa spetta ad Anna:
- Indennità di mancato preavviso: dato che ha più di 5 anni di anzianità, le spettava un preavviso di 30 giorni. Riceverà quindi un'indennità pari a una mensilità di 1.200 euro, più il rateo di tredicesima.
- Ultima busta paga: la retribuzione per i giorni lavorati nell'ultimo mese.
- Ferie non godute: il pagamento dei giorni di ferie che ha maturato e non ha utilizzato.
- Tredicesima: i ratei maturati da gennaio fino alla data di cessazione del rapporto.
- TFR: il Trattamento di Fine Rapporto accumulato nei 7 anni di lavoro, rivalutato.
Il datore di lavoro dovrà comunicare la cessazione all'INPS entro 5 giorni e versare i contributi per l'ultimo periodo di lavoro.
Hai ancora dubbi sulla cessazione del lavoro domestico?
Se desideri valutare la tua situazione specifica o verificare che il calcolo delle tue spettanze sia corretto, puoi chiedere il parere di un esperto. Qualora ti servisse supporto, cliccando il bottone che trovi qui sotto puoi parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di lavoro domestico.
Fonti: INPS