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    Legge 68/99: chi è esonerato, obblighi e casi pratici

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    La legge 68/99 rappresenta un pilastro del diritto del lavoro italiano, ma orientarsi tra i suoi obblighi, le quote di riserva e i casi di esonero può risultare complesso per molti datori di lavoro. Se la tua azienda si sta interrogando sulla corretta applicazione di questa normativa, in questo articolo troverai una guida chiara per comprendere chi è effettivamente tenuto a rispettarla e chi, invece, può beneficiarne.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nell'applicazione della legge 68/99 e nelle relative procedure di assunzione.

    Chi non è tenuto alla disciplina della legge 68/1999?

    Non tutti i datori di lavoro sono soggetti agli obblighi di assunzione previsti dalla legge 68/99. L'obbligo, infatti, scatta solo al superamento di determinate soglie dimensionali.

    Sono esonerati dall'obbligo di assunzione di lavoratori appartenenti alle categorie protette:

    • I datori di lavoro, sia pubblici che privati, che occupano meno di 15 dipendenti.
    • I datori di lavoro privati che operano nel settore del trasporto pubblico aereo, marittimo e terrestre, per quanto riguarda il personale viaggiante e navigante.
    • Le imprese che operano nel settore degli impianti a fune, in relazione al personale direttamente adibito all'esercizio e alla manutenzione degli impianti.
    • I partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell'assistenza e della riabilitazione.

    È importante sottolineare che il calcolo dei dipendenti per determinare la soglia dimensionale segue regole precise, escludendo alcune categorie come gli apprendisti o i lavoratori con contratto di inserimento.

    Qual è la disciplina della legge 68 del 1999?

    La legge 68 del 1999, nota come "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", ha introdotto in Italia il concetto di "collocamento mirato".

    Il suo scopo non è semplicemente imporre un'assunzione, ma favorire l'inserimento lavorativo di persone con disabilità attraverso una serie di strumenti tecnici e di supporto che permettano di valutare adeguatamente le capacità lavorative della persona e di collocarla nel posto più adatto.

    L'obiettivo finale è una vera integrazione, valorizzando le competenze del lavoratore in un ruolo che sia compatibile con il suo stato di salute e proficuo per l'azienda.

    Chi rientra nelle categorie protette e ha diritto all'iscrizione nelle liste speciali?

    Per beneficiare delle tutele della legge 68/99, è necessario essere iscritti in appositi elenchi tenuti dai Centri per l'Impiego. Le persone che hanno diritto a questa iscrizione, e che rientrano nelle cosiddette "categorie protette", sono:

    • Persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%.
    • Invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%.
    • Persone non vedenti o sordomute.
    • Invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio.

    Chi sono i riservisti della legge 68/99?

    Oltre alle categorie di invalidi, la legge tutela anche altri soggetti, spesso definiti "riservisti", per i quali è prevista una specifica quota di riserva. Rientrano in questa categoria:

    • Orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio.
    • Coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro.
    • Profughi italiani rimpatriati.
    • Vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, nonché i loro coniugi e figli superstiti.

    Quali sono gli obblighi di assunzione per i datori di lavoro?

    I datori di lavoro che superano le soglie dimensionali viste in precedenza sono tenuti ad assumere un numero di lavoratori appartenenti alle categorie protette proporzionale alla loro forza lavoro. La quota d'obbligo è così stabilita:

    • Un lavoratore, per le aziende che occupano da 15 a 35 dipendenti.
    • Due lavoratori, per le aziende che occupano da 36 a 50 dipendenti.
    • Il 7% dei lavoratori occupati, per le aziende che occupano più di 50 dipendenti.

    A queste si aggiunge una quota di riserva per le categorie dei "riservisti", come orfani e coniugi superstiti.

    Cosa significa "esonero parziale 60%"?

    In determinate circostanze, i datori di lavoro possono richiedere un esonero parziale dall'obbligo di assunzione. Questo è possibile per le aziende che, a causa delle particolari condizioni dell'attività svolta, non sono in grado di occupare l'intera quota di riserva.

    L'esonero parziale può essere concesso, previa autorizzazione, fino a un massimo del 60% della quota di riserva. Per poter beneficiare di questo esonero, il datore di lavoro è tenuto a versare al Fondo Regionale per l'occupazione dei disabili un contributo esonerativo per ogni giorno lavorativo e per ogni lavoratore disabile non assunto.

    Che differenza c'è tra legge 68 e 104?

    Sebbene entrambe le leggi riguardino la tutela delle persone con disabilità, hanno finalità diverse.

    La legge 68/1999 è specificamente focalizzata sul diritto al lavoro e sull'inserimento professionale attraverso il collocamento mirato.

    La legge 104/1992, invece, è la legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. Riguarda un ambito molto più ampio, che include permessi lavorativi per il disabile e per i familiari che lo assistono, agevolazioni fiscali, supporti educativi e sanitari. Le due leggi possono coesistere e spesso le tutele si sommano.

    Come capire se si rientra nelle categorie protette?

    Per capire se si ha diritto a rientrare nelle categorie protette ai sensi della legge 68/99, è necessario seguire alcuni passaggi:

    • Ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile, del lavoro o di servizio da parte delle commissioni mediche competenti.
    • Verificare che la percentuale di invalidità riconosciuta sia superiore alla soglia minima richiesta dalla legge - 45% per l'invalidità civile, 33% per l'invalidità del lavoro.
    • Recarsi presso il Centro per l'Impiego del proprio territorio di residenza per richiedere l'iscrizione nell'elenco del collocamento mirato.

    Chi ha il 67% di invalidità cosa gli spetta?

    Una persona a cui sia stata riconosciuta un'invalidità civile pari o superiore al 67% ha diritto a specifiche tutele, che vanno oltre il solo ambito lavorativo.

    Innanzitutto, questa percentuale dà pieno diritto all'iscrizione nelle liste di collocamento mirato previste dalla legge 68/99. Inoltre, può dare accesso all'assegno ordinario di invalidità, se si possiedono anche i requisiti contributivi, e all'esenzione totale dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le altre prestazioni specialistiche.

    Hai ancora dubbi sulla legge 68/99?

    Qualora ti servisse supporto per orientarti tra gli obblighi, le quote di riserva e le procedure di esonero previste dalla normativa, una guida esperta può fare la differenza. Se desideri valutare la tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di diritto del lavoro e applicazione della legge 68/99.

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