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    Circolare 142 2015: guida ai chiarimenti sulla NASpI

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    Se ti trovi a dover gestire la fine di un rapporto di lavoro e hai bisogno di capire meglio come funziona l'indennità di disoccupazione NASpI, questa guida ti aiuterà a fare luce sui punti più importanti chiariti dalla Circolare INPS n. 142 del 2015. Per affrontare la situazione con la giusta preparazione e avere certezze sui tuoi diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e ammortizzatori sociali.

    Quali sono i principali chiarimenti introdotti dalla circolare 142 del 2015?

    La circolare INPS n. 142 del 29 luglio 2015 è un documento fondamentale perché ha fornito precisazioni operative essenziali sulla Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, o NASpI, introdotta con il Jobs Act.

    Non ha creato nuove regole, ma ha chiarito l'applicazione di quelle esistenti, risolvendo dubbi interpretativi che erano emersi nei primi mesi di applicazione della normativa.

    I suoi chiarimenti principali riguardano aspetti cruciali per i lavoratori, tra cui:

    • Il requisito lavorativo delle trenta giornate di lavoro effettivo.
    • Il calcolo della durata della prestazione.
    • La gestione di casi particolari, come le dimissioni a seguito di trasferimento.

    Cosa specifica la circolare sul requisito lavorativo per la NASpI?

    Uno dei requisiti per accedere alla NASpI è aver accumulato almeno trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.

    La circolare 142/2015 ha chiarito cosa si intende per "giornata di lavoro effettivo", specificando che non contano solo le giornate di effettiva presenza, ma anche quelle non lavorate ma retribuite, come ad esempio:

    • Ferie e festività.
    • Congedo matrimoniale.
    • Periodi di maternità obbligatoria e congedo parentale.
    • Infortuni sul lavoro e malattie indennizzate.

    Questo chiarimento è stato determinante per estendere la platea dei beneficiari, includendo lavoratori che altrimenti sarebbero stati esclusi dal diritto all'indennità.

    Quali precisazioni fornisce sulla durata dell'indennità NASpI?

    La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

    La circolare ha precisato che, nel calcolo, non si devono considerare i periodi contributivi che hanno già dato luogo a una precedente erogazione di prestazioni di disoccupazione.

    In altre parole, se un lavoratore ha già usufruito di un'indennità di disoccupazione in passato, i contributi utilizzati per quella prestazione non possono essere contati una seconda volta per una nuova richiesta di NASpI.

    Come viene gestito il caso del trasferimento del lavoratore?

    Un punto molto importante affrontato dalla circolare è quello relativo alle dimissioni del lavoratore a seguito di un trasferimento disposto dal datore di lavoro.

    Normalmente, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI.

    Tuttavia, la circolare ha confermato che le dimissioni presentate per giusta causa danno diritto all'indennità. In questo contesto, viene considerata giusta causa la dimissione del lavoratore che rifiuta un trasferimento presso un'altra sede della stessa azienda, a condizione che questa si trovi a più di 50 km dalla residenza del lavoratore o non sia raggiungibile in 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblico.

    Hai ancora dubbi sulla circolare 142 del 2015 e la NASpI?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di capire meglio come queste normative si applicano al tuo caso, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di richiesta della NASpI e nelle normative del diritto del lavoro.

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