Il sistema pensionistico italiano è in continua evoluzione e restare aggiornati sulle ultime circolari INPS è fondamentale per pianificare con serenità il proprio futuro. Se ti stai informando sulla Circolare INPS numero 153 del 2025, in questo articolo troverai una guida chiara sulle novità introdotte e sugli effetti che avrà sugli importi delle pensioni a partire dal 2026.
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Quali sono le ultime novità sulle pensioni INPS?
La novità principale legata all'uscita della Circolare INPS 153 del 2025 è la definizione della rivalutazione annuale delle pensioni - tecnicamente chiamata perequazione automatica - per l'anno 2026.
Questo meccanismo adegua gli importi dei trattamenti pensionistici all'aumento del costo della vita, basandosi sugli indici di inflazione registrati dall'ISTAT.
La circolare, quindi, non introduce nuove riforme strutturali, ma stabilisce in modo ufficiale gli adeguamenti economici che verranno applicati a partire da gennaio 2026.
Quali sono le pensioni che avranno un aumento?
L'aumento legato alla rivalutazione interesserà la maggior parte delle pensioni, incluse quelle di vecchiaia, anticipate, di reversibilità e le prestazioni assistenziali come l'assegno sociale e le pensioni di invalidità civile.
Tuttavia, l'adeguamento non è uguale per tutti. Viene applicato in misura piena solo sulle pensioni di importo più basso e si riduce progressivamente per i trattamenti più elevati. Il sistema di applicazione della rivalutazione avviene per fasce:
- Pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo INPS: ricevono una rivalutazione del 100% rispetto all'indice di inflazione.
- Pensioni di importo superiore a 4 volte il trattamento minimo: la percentuale di rivalutazione si riduce secondo scaglioni stabiliti dalla legge di bilancio in vigore.
Quali sono le nuove tabelle pensioni INPS per il 2026?
La Circolare 153/2025 contiene e ufficializza le nuove tabelle con tutti gli importi aggiornati per il 2026.
Queste tabelle sono uno strumento tecnico fondamentale perché definiscono con precisione:
- L'importo del trattamento minimo di pensione per il 2026.
- I nuovi limiti di reddito da non superare per avere diritto a determinate prestazioni assistenziali o a integrazioni.
- Le fasce di reddito su cui si applicano le diverse percentuali di rivalutazione.
Consultare queste tabelle è essenziale per calcolare con precisione quale sarà l'importo della propria pensione a partire dal nuovo anno.
Cosa cambia nel 2025 per andare in pensione?
La circolare 153, essendo focalizzata sulla rivalutazione economica, non modifica i requisiti per l'accesso alla pensione.
Per il 2025, le principali vie per il pensionamento rimangono confermate, salvo interventi normativi successivi. Le opzioni principali sono:
- Pensione di vecchiaia: con il requisito anagrafico stabilito e un minimo di 20 anni di contributi.
- Pensione anticipata ordinaria: basata sul solo requisito contributivo, senza limiti di età.
- Quota 103: che permette l'uscita con una combinazione di età anagrafica e anni di contribuzione.
- Opzione Donna e Ape Sociale: misure di flessibilità rivolte a specifiche categorie di lavoratori.
Quali sono le nuove regole INPS per la pensione?
Le "nuove regole" per il biennio 2025-2026, quindi, si concentrano su due fronti.
Da un lato, l'adeguamento economico degli assegni, come appena descritto dalla circolare sulla rivalutazione.
Dall'altro, la conferma delle attuali modalità di pensionamento flessibile, che potrebbero essere oggetto di proroga o di lievi modifiche da parte della prossima legge di bilancio.
Che differenza c'è tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità?
È importante chiarire una distinzione fondamentale.
La pensione di vecchiaia si ottiene al raggiungimento di una determinata età anagrafica fissata per legge, a condizione di aver versato un numero minimo di anni di contributi.
La pensione di anzianità - oggi sostituita dalla pensione anticipata - permette invece di ritirarsi dal lavoro basandosi unicamente sul numero di anni di contributi versati, indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente.
Quali sono le finestre per andare in pensione nel 2025?
Anche per il 2025 è previsto il meccanismo delle cosiddette "finestre mobili". Si tratta di un periodo di attesa che intercorre tra la data di maturazione dei requisiti per la pensione e la data di effettiva decorrenza del primo assegno.
La durata di queste finestre varia a seconda della gestione previdenziale e della tipologia di lavoratore:
- Lavoratori dipendenti del settore privato.
- Lavoratori autonomi.
- Dipendenti del settore pubblico.
- Lavoratori che accedono a forme di pensionamento anticipato come Quota 103, per i quali sono previste finestre specifiche.
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