Se stai percependo l'indennità di disoccupazione NASpI e stai valutando di avviare una nuova attività lavorativa, è naturale avere dubbi sulla compatibilità dei redditi o sulla possibilità di richiedere l'importo in un'unica soluzione. In questo articolo troverai i chiarimenti essenziali forniti dalla Circolare INPS numero 174 del 2017, proprio su questi aspetti.
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Cos'è e cosa chiarisce la circolare INPS 174 del 2017?
La circolare INPS numero 174, pubblicata il 23 novembre 2017, non introduce nuove leggi, ma fornisce precisazioni importanti per una corretta applicazione delle norme già esistenti relative all'indennità di disoccupazione NASpI.
L'obiettivo principale del documento è fare chiarezza su due questioni fondamentali per i percettori dell'indennità:
- La compatibilità della NASpI con diverse tipologie di attività lavorativa.
- Le condizioni per ottenere l'anticipo dell'intera indennità per avviare un'impresa.
Questi chiarimenti sono nati per risolvere incertezze interpretative e garantire un'applicazione uniforme delle regole su tutto il territorio nazionale.
In quali casi la NASpI è compatibile con un'attività lavorativa?
Uno dei punti più importanti affrontati dalla circolare è la possibilità di continuare a percepire la NASpI, seppur in forma ridotta, anche quando si inizia una nuova attività lavorativa. La compatibilità è legata al rispetto di determinati limiti di reddito.
La circolare chiarisce che l'indennità è compatibile con:
- Lo svolgimento di lavoro autonomo, a condizione che il reddito annuo presunto non superi una specifica soglia definita dalla normativa fiscale.
- Lo svolgimento di lavoro subordinato o parasubordinato, purché il reddito annuo non superi il limite previsto per mantenere lo stato di disoccupazione.
- Lo svolgimento di prestazioni di lavoro intermittente, con regole specifiche sul calcolo dei giorni lavorati.
- Le prestazioni di lavoro accessorio, nei limiti economici stabiliti dalla legge.
In questi casi, il beneficiario è tenuto a comunicare all'INPS il reddito annuo presunto per permettere all'istituto di ricalcolare e ridurre l'importo della NASpI.
Quando è possibile richiedere l'anticipo della NASpI?
La normativa prevede la possibilità di richiedere la liquidazione anticipata e in un'unica soluzione dell'importo totale della NASpI non ancora percepito. La circolare 174 del 2017 interviene per specificare meglio le attività che danno diritto a questa agevolazione.
L'anticipo, noto anche come incentivo all'autoimprenditorialità, può essere richiesto per:
- Avviare un'attività lavorativa autonoma.
- Avviare un'impresa individuale.
- Sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico preveda la prestazione di attività lavorativa da parte del socio.
- Sviluppare a tempo pieno un'attività autonoma già esistente durante il precedente rapporto di lavoro dipendente che ha dato diritto alla NASpI.
La domanda deve essere presentata all'INPS entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma o d'impresa.
L'anticipo NASpI è valido anche per diventare socio lavoratore di una cooperativa?
Sì, questo è uno dei chiarimenti più rilevanti della circolare. Il documento specifica in modo esplicito che l'anticipo della NASpI è pienamente ammissibile per chi intende diventare socio lavoratore di una cooperativa.
Viene sottolineato che il requisito fondamentale è che la sottoscrizione della quota di capitale sociale sia direttamente legata all'instaurazione di un rapporto di lavoro. L'agevolazione è quindi concessa quando il socio non si limita a un puro investimento di capitale, ma svolge attivamente un'attività lavorativa all'interno della cooperativa stessa.
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