La perdita del lavoro è un momento complesso, spesso accompagnato da dubbi sulle tutele economiche a cui si ha diritto. La Circolare INPS numero 94 del 2015 è il documento fondamentale che disciplina la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, meglio nota come NASpI. In questa guida completa troverai le risposte chiare e ordinate alle domande più frequenti.
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Quale tipo di licenziamento dà diritto alla NASpI?
La NASpI spetta ai lavoratori che hanno perso involontariamente il proprio posto di lavoro. Questo significa che l'accesso all'indennità è garantito in diverse situazioni, non solo in caso di licenziamento deciso dall'azienda.
I principali casi che danno diritto alla NASpI includono:
- Licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo, sia soggettivo che oggettivo.
- Dimissioni per giusta causa, ad esempio a seguito di mancato pagamento dello stipendio o mobbing.
- Dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità.
- Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avvenuta in una sede protetta o a seguito della procedura di conciliazione obbligatoria.
Chi viene licenziato per motivi disciplinari ha diritto alla NASpI?
Sì, anche chi viene licenziato per motivi disciplinari ha diritto a percepire la NASpI.
La legge considera il licenziamento disciplinare - incluso quello per giusta causa - come una forma di disoccupazione involontaria. L'eventuale colpa del lavoratore che ha portato alla fine del rapporto non incide sul diritto a ricevere il sostegno economico previsto dalla normativa.
Cosa comporta il licenziamento per motivi disciplinari?
Un licenziamento per motivi disciplinari comporta una serie di conseguenze dirette per il lavoratore.
La prima e più evidente è la cessazione immediata del rapporto di lavoro. A seconda della gravità della contestazione, il licenziamento può avvenire senza preavviso - nel caso della giusta causa - o con il rispetto del periodo di preavviso - nel caso del giustificato motivo soggettivo.
Come già chiarito, non pregiudica il diritto a richiedere e ottenere la NASpI, ma può rendere più difficile la ricerca di un nuovo impiego. È sempre possibile impugnare il licenziamento se lo si ritiene ingiusto o sproporzionato.
Che valore hanno i contributi figurativi ai fini della NASpI?
Durante il periodo in cui si percepisce la NASpI, l'INPS accredita i cosiddetti contributi figurativi.
Questi contributi, pur non essendo versati né dal lavoratore né da un datore di lavoro, sono pienamente validi per maturare il diritto alla pensione. In altre parole, il tempo trascorso in disoccupazione indennizzata conta ai fini del raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia o anticipata.
Quanto incide 2 anni di NASpI sulla pensione?
Un periodo di due anni trascorso percependo la NASpI incide sulla futura pensione in due modi diversi.
Da un lato, aiuta a raggiungere il numero di anni di contribuzione necessari per andare in pensione.
Dall'altro, l'importo della pensione potrebbe risultare leggermente inferiore. Questo accade perché i contributi figurativi sono calcolati su una retribuzione di riferimento che è inferiore all'ultimo stipendio percepito, entro specifici massimali di legge.
Qual è la circolare INPS per l'anticipo della NASpI?
La circolare di riferimento per l'anticipo della NASpI è la numero 174 del 2017.
Questo documento fornisce le istruzioni operative per richiedere l'erogazione dell'indennità in un'unica soluzione. Questa possibilità è riservata a chi intende avviare un'attività di lavoro autonomo, un'impresa individuale o sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa.
Cosa succede se si superano i limiti di reddito con la NASpI?
È possibile svolgere un'attività lavorativa mentre si percepisce la NASpI, ma è fondamentale rispettare determinati limiti di reddito per non perdere il diritto all'indennità.
Se si svolge un lavoro dipendente, il reddito annuo non deve superare gli 8.174 euro. In caso di lavoro autonomo, il limite di reddito è fissato a 5.500 euro annui.
Superare queste soglie comporta la decadenza dalla prestazione. È obbligatorio comunicare tempestivamente all'INPS qualsiasi variazione della propria situazione lavorativa e reddituale.
Quante volte si può rifiutare un'offerta di lavoro in NASpI?
Chi percepisce la NASpI è tenuto ad accettare le offerte di lavoro definite "congrue" che vengono proposte dai Centri per l'Impiego.
Il rifiuto ingiustificato di un'offerta di lavoro congrua comporta delle sanzioni progressive. Al primo rifiuto, si subisce una decurtazione di un mese di indennità. Al secondo rifiuto, si perde completamente il diritto alla NASpI e allo stato di disoccupazione.
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