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    Circolare inps 98 2025: cosa cambia per la naspi

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    La perdita involontaria del lavoro è un momento delicato, e comprendere le normative che regolano l'indennità di disoccupazione è il primo passo per affrontarlo con maggiore serenità. Con la recente pubblicazione della Circolare INPS numero 98 del 2025, sono state introdotte e chiarite alcune disposizioni importanti relative alla Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, meglio conosciuta come NASpI. In questo articolo, faremo chiarezza su cosa cambia e risponderemo alle domande più comuni emerse in seguito a queste novità.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di indennità di disoccupazione e normative INPS.

    Quali sono le regole per l'anticipazione della NASpI?

    L'anticipazione della NASpI è una misura che consente di ricevere in un'unica soluzione l'importo residuo dell'indennità. Questa opzione è pensata per chi intende avviare un'attività di lavoro autonomo o un'impresa individuale.

    La circolare 98 2025 ribadisce e precisa i requisiti necessari, che includono:

    • Presentare la domanda all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività autonoma o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.
    • Non aver instaurato un rapporto di lavoro subordinato nel periodo in cui si percepisce la NASpI.
    • Avviare un'attività che sia effettiva e documentabile.

    L'obiettivo è sostenere l'autoimprenditorialità, fornendo un capitale iniziale a chi ha perso il lavoro e decide di mettersi in proprio.

    Quali sono i casi in cui non si ha diritto alla NASpI?

    Non tutti coloro che perdono il lavoro hanno automaticamente diritto alla NASpI. L'indennità è legata allo stato di disoccupazione involontaria. I principali casi di esclusione sono:

    • Dimissioni volontarie, a meno che non siano presentate per giusta causa - come il mancato pagamento dello stipendio - o durante il periodo tutelato di maternità.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge, come quelle che avvengono in sedi protette o nell'ambito di procedure di licenziamento collettivo.
    • Mancato raggiungimento dei requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla normativa vigente.
    • Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

    Chi viene licenziato per motivi disciplinari ha diritto alla NASpI?

    Sì, il licenziamento per motivi disciplinari, incluso quello per giusta causa, dà diritto a percepire la NASpI.

    Questo perché, ai fini dell'indennità di disoccupazione, anche questa tipologia di licenziamento è considerata una perdita involontaria del posto di lavoro. La condotta del lavoratore che ha portato al licenziamento non incide sul suo diritto a ricevere il sostegno al reddito, a patto che siano soddisfatti tutti gli altri requisiti di legge.

    Cosa comporta il licenziamento per motivi disciplinari?

    Un licenziamento disciplinare è la conseguenza di una violazione da parte del lavoratore dei suoi doveri contrattuali. Le conseguenze possono variare a seconda della gravità della mancanza.

    Le principali implicazioni includono:

    • L'immediata cessazione del rapporto di lavoro, senza periodo di preavviso in caso di licenziamento per giusta causa.
    • La perdita del diritto all'indennità sostitutiva del preavviso.
    • La possibilità per il lavoratore di impugnare il licenziamento in sede giudiziale se lo ritiene illegittimo o sproporzionato.

    Quali sono le condizioni di disoccupazione involontaria per accedere alla NASpI?

    Lo stato di disoccupazione deve essere, come detto, "involontario". La circolare INPS 98 2025 non modifica questo principio fondamentale.

    Le situazioni che rientrano in questa categoria sono principalmente:

    • Licenziamento da parte del datore di lavoro, per qualsiasi motivo - economico, disciplinare, ecc.
    • Dimissioni per giusta causa, dovute a un grave inadempimento del datore di lavoro.
    • Dimissioni presentate durante il periodo tutelato di maternità o paternità.
    • Risoluzione consensuale avvenuta nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.
    • Scadenza di un contratto a tempo determinato.

    Cosa dobbiamo aspettarci per la NASpI nel 2026?

    Le normative in materia di lavoro sono in continua evoluzione per adattarsi ai cambiamenti del mercato. Sebbene la circolare 98 del 2025 fornisca i chiarimenti per il periodo attuale, è possibile che in futuro vengano introdotte ulteriori modifiche.

    Le discussioni su possibili riforme degli ammortizzatori sociali sono costanti. Per il 2026, si potrebbe assistere a un'ulteriore revisione dei requisiti di accesso o della durata dell'indennità. Al momento, tuttavia, è fondamentale fare riferimento alle disposizioni attuali, come quelle chiarite dalla circolare 98 2025.

    Hai ancora dubbi sulla circolare inps 98 2025 e sulla naspi?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica alla luce delle nuove disposizioni o capire meglio come tutelare i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure INPS e nella gestione delle indennità di disoccupazione.

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