Giusto.

    Trasferimento oltre 50 km: circolare INPS 2025 e NASpI

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    Ricevere una comunicazione di trasferimento a una sede di lavoro distante può generare dubbi e incertezze, soprattutto riguardo al proprio futuro e al diritto all'indennità di disoccupazione. In questo articolo, faremo chiarezza sulle regole previste dalla normativa e dalle circolari INPS per il 2025, in particolare sul legame tra il trasferimento oltre 50 km e l'accesso alla NASpI.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e fare le scelte giuste, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di trasferimenti lavorativi e diritto alla NASpI.

    Il lavoratore può rifiutare un trasferimento oltre 50 km?

    Sì, un lavoratore ha il diritto di rifiutare un trasferimento, ma questa decisione deve essere attentamente ponderata. Il trasferimento imposto dal datore di lavoro è legittimo solo se motivato da "comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive".

    La legge considera la distanza un fattore cruciale. Un trasferimento a una sede lavorativa situata a più di 50 km dalla precedente, o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi di trasporto pubblico, rappresenta un cambiamento significativo delle condizioni di lavoro.

    In questi casi, il rifiuto del lavoratore è generalmente considerato più giustificato. Tuttavia, un rifiuto immotivato potrebbe esporre al rischio di un procedimento disciplinare.

    Cosa succede in caso di dimissioni per trasferimento?

    Di norma, le dimissioni volontarie non danno diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, poiché lo stato di disoccupazione non è considerato involontario.

    Esiste però un'eccezione fondamentale: le dimissioni per giusta causa.

    Il trasferimento del lavoratore a un'altra sede, distante oltre 50 km dalla residenza o dalla sede precedente, può configurare una giusta causa di dimissioni. Se il lavoratore decide di interrompere il rapporto di lavoro per questo motivo, le sue dimissioni sono equiparate a quelle per giusta causa, garantendo così il diritto a presentare la domanda per la NASpI.

    Cosa dice la circolare INPS del 2025 sul diritto alla NASpI?

    Le disposizioni più recenti dell'INPS, come quelle attese e delineate nel corso del 2025, continuano a confermare questo orientamento.

    Le circolari, come la n. 98 del 2025, ribadiscono che per accedere alla NASpI a seguito di dimissioni per trasferimento, devono essere soddisfatti precisi requisiti di distanza.

    Nello specifico, la nuova sede di lavoro deve trovarsi:

    • A una distanza superiore a 50 km dalla residenza del lavoratore.
    • In un luogo raggiungibile in un tempo superiore a 80 minuti utilizzando i mezzi di trasporto pubblico.

    Il rispetto di almeno una di queste due condizioni è essenziale per qualificare le dimissioni come giusta causa e, di conseguenza, per ottenere l'indennità.

    Quali erano le regole precedenti secondo la circolare INPS 154 del 2002?

    La circolare INPS n. 154 del 2002 ha rappresentato un punto di riferimento storico in materia. Anche se superata da normative successive, ha contribuito a stabilire il principio secondo cui la perdita del lavoro non è sempre una scelta libera del dipendente.

    Questa circolare ha iniziato a delineare i casi in cui le dimissioni, pur essendo un atto del lavoratore, potevano essere considerate una conseguenza di comportamenti altrui - come un trasferimento non giustificato - aprendo la strada al riconoscimento dello stato di disoccupazione involontaria.

    Ci sono novità per i disoccupati over 50 con la NASpI 2025?

    Le regole di accesso alla NASpI, inclusi i requisiti contributivi e lavorativi, rimangono uniformi per tutti i lavoratori, indipendentemente dall'età. Pertanto, anche per un lavoratore over 50 che si dimette per un trasferimento oltre i 50 km, valgono le stesse condizioni generali.

    Le principali differenze per i lavoratori più anziani riguardano la durata dell'indennità - che è commisurata alla storia contributiva degli ultimi quattro anni - e le modalità di riduzione dell'importo nel tempo, il cosiddetto decalage.

    Come funziona il decalage della NASpI per gli over 50?

    Il meccanismo del decalage prevede una riduzione progressiva dell'importo dell'indennità di disoccupazione. Per il 2025, le regole generali prevedono che l'importo della NASpI si riduca del 3% ogni mese.

    Il momento in cui inizia questa riduzione, però, varia in base all'età del beneficiario:

    • Per i lavoratori che hanno fino a 55 anni di età, la riduzione scatta a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione.
    • Per i lavoratori che hanno compiuto 55 anni, la riduzione inizia dal primo giorno dell'ottavo mese di fruizione.

    Questa differenza è pensata per offrire un sostegno economico più prolungato ai lavoratori più avanti con l'età, spesso soggetti a maggiori difficoltà nel ricollocarsi professionalmente.

    Hai ancora dubbi sul trasferimento oltre 50 km e la NASpI?

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