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    Clausola risolutiva espressa a scuola: cos'è e come si usa

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    La stipula di un contratto, sia esso con un istituto scolastico per un servizio di fornitura o con un ente di formazione, rappresenta un momento cruciale che definisce diritti e doveri di tutte le parti coinvolte. In questo contesto, comprendere a fondo ogni singola clausola è fondamentale per prevenire futuri malintesi o controversie. Una delle clausole più importanti e delicate è la clausola risolutiva espressa.

    Se stai per firmare un contratto che la contiene o ti trovi a doverla gestire, in questo articolo troverai una spiegazione chiara di cosa sia, come funzioni e quali siano le sue implicazioni pratiche, con un focus specifico sull'ambito scolastico.

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    Che cos’è la clausola risolutiva espressa?

    La clausola risolutiva espressa è una pattuizione specifica che le parti possono inserire all'interno di un contratto. È regolata dall'articolo 1456 del Codice Civile.

    In parole semplici, questa clausola stabilisce che il contratto si risolverà automaticamente - cioè si scioglierà - nel caso in cui una determinata e specifica obbligazione non venga adempiuta secondo le modalità stabilite.

    Lo scopo è quello di tutelare una delle parti, dandole la possibilità di porre fine al rapporto contrattuale in modo rapido e senza la necessità di un lungo procedimento giudiziario per accertare la gravità dell'inadempimento.

    Qual è la differenza tra clausola risolutiva e clausola risolutiva espressa?

    Spesso si genera confusione tra la risoluzione generica per inadempimento e la risoluzione che scatta tramite la clausola risolutiva espressa. La differenza è sostanziale.

    In assenza di una clausola risolutiva espressa, se una parte non adempie ai suoi obblighi, l'altra parte può chiedere la risoluzione del contratto, ma dovrà rivolgersi a un giudice. Sarà il tribunale a dover valutare se l'inadempimento sia "di non scarsa importanza", e quindi abbastanza grave da giustificare lo scioglimento del contratto.

    Con la clausola risolutiva espressa, invece, le parti hanno già deciso in anticipo quali inadempimenti sono così gravi da causare la fine del contratto. La valutazione del giudice sulla gravità dell'inadempimento non è più necessaria.

    Come scrivere una clausola risolutiva espressa in un contratto scolastico?

    Per essere valida ed efficace, la clausola deve essere formulata in modo chiaro e specifico. Non può riferirsi in modo generico a tutte le obbligazioni del contratto. Deve, al contrario, individuare con precisione una o più obbligazioni determinate il cui mancato rispetto provocherà la risoluzione.

    Ecco un esempio pratico applicato a un contratto tra un istituto scolastico e una ditta di pulizie. La clausola potrebbe essere formulata così:

    • "Il presente contratto si intenderà risolto di diritto, ai sensi e per gli effetti dell’art. 1456 del Codice Civile, qualora la ditta appaltatrice non utilizzi i prodotti igienizzanti ecologici e anallergici indicati nell'allegato tecnico B, entro 5 giorni dalla richiesta scritta della scuola."

    Come si può notare, l'obbligazione è descritta in modo inequivocabile.

    Come si dichiara di volersi avvalere della clausola?

    È importante sottolineare che la risoluzione del contratto non è un effetto completamente automatico. L'inadempimento fa solo nascere il diritto di risolvere il contratto.

    Perché la risoluzione avvenga, la parte a cui favore è prevista la clausola deve dichiarare all'altra parte di volersene avvalere. Questa comunicazione - che di solito avviene tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata, PEC - è l'atto che produce l'effettivo scioglimento del contratto.

    Fino a quando questa dichiarazione non viene comunicata, il contratto rimane in vigore.

    Perché la clausola risolutiva abbia effetto quali requisiti servono?

    Affinché la clausola sia valida ed efficace, devono essere rispettati alcuni requisiti fondamentali:

    • Deve essere inserita nel contratto al momento della sua stipula o con un accordo successivo scritto.
    • Deve individuare in modo specifico una o più obbligazioni precise.
    • Deve esserci l'effettivo inadempimento dell'obbligazione indicata.
    • La parte che subisce l'inadempimento deve comunicare all'altra la sua volontà di avvalersi della clausola.

    Senza questi elementi, la clausola potrebbe non produrre l'effetto desiderato.

    Quando la clausola risolutiva espressa è considerata nulla?

    Una clausola risolutiva espressa può essere considerata nulla principalmente quando è formulata in modo troppo generico.

    Se, ad esempio, la clausola stabilisce che il contratto si risolverà per "qualsiasi inadempimento" o per "la violazione di tutti gli obblighi contrattuali", essa perde la sua specificità. In questi casi, i giudici tendono a ritenerla una mera clausola di stile, priva di efficacia, perché non identifica quali inadempimenti le parti abbiano ritenuto essenziali.

    Esiste un termine per avvalersi della clausola risolutiva espressa?

    Il diritto di avvalersi della clausola risolutiva espressa si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, che decorre dal momento in cui si verifica l'inadempimento.

    Tuttavia, un ritardo eccessivo nel comunicare la volontà di risolvere il contratto potrebbe essere interpretato dalla controparte - o da un giudice - come una rinuncia a far valere la clausola, specialmente se nel frattempo si è continuato a eseguire il contratto come se nulla fosse accaduto.

    Hai dubbi sulla clausola risolutiva espressa a scuola?

    Se desideri valutare un contratto che include questo tipo di clausola o hai bisogno di supporto per la sua applicazione, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto.

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