Giusto.

    Come farsi licenziare e avere la naspi: guida legale 2026

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    Molti lavoratori, in momenti di difficoltà o insoddisfazione, si domandano se esista un modo per interrompere il rapporto di lavoro e accedere comunque all'indennità di disoccupazione. In questa guida legale al 2026, esploreremo le strade percorribili secondo la legge per ottenere la NASpI, concentrandoci sulle soluzioni sicure che non ti espongono a rischi. Per affrontare la situazione con la massima certezza e capire subito quali passi compiere, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di cessazione del rapporto di lavoro e accesso alla NASpI.

    È possibile farsi licenziare per avere diritto alla NASpI?

    La regola fondamentale per accedere alla NASpI - Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego - è che la perdita del lavoro sia involontaria.

    Questo significa che tentare di "farsi licenziare" intenzionalmente, ad esempio attraverso assenze strategiche, è una pratica molto rischiosa.

    Se il datore di lavoro riesce a dimostrare che il comportamento del dipendente era finalizzato unicamente a ottenere il licenziamento, configurando un "abbandono del posto di lavoro", l'INPS ha la facoltà di negare l'erogazione dell'indennità.

    Esistono però delle vie legali e sicure che portano all'interruzione del rapporto di lavoro e che danno pieno diritto a percepire la disoccupazione.

    Quali sono i motivi per dimettersi per giusta causa e ottenere la NASpI?

    Le dimissioni per giusta causa sono considerate una perdita involontaria del lavoro, perché avvengono a seguito di un comportamento talmente grave del datore di lavoro da non permettere la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto.

    In questi casi, il lavoratore ha diritto alla NASpI come se fosse stato licenziato. I motivi più comuni includono:

    • Il mancato pagamento dello stipendio.
    • Episodi di mobbing.
    • Molestie sul luogo di lavoro.
    • Un trasferimento illegittimo o senza comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

    Come funziona la risoluzione consensuale per accedere alla disoccupazione?

    La risoluzione consensuale è un accordo con cui lavoratore e datore di lavoro decidono insieme di porre fine al rapporto.

    Normalmente non darebbe diritto alla NASpI, ma ci sono delle eccezioni. Si può ottenere l'indennità se la risoluzione avviene in una sede protetta, come l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, a seguito di una conciliazione obbligatoria.

    Un caso tutelato è, ad esempio, quello del lavoratore che rifiuta un trasferimento a una sede distante più di 50 km dalla propria residenza o raggiungibile in più di 80 minuti con i mezzi pubblici.

    Se vengo licenziato per motivi disciplinari ho comunque diritto alla NASpI?

    Sì, il licenziamento disciplinare dà diritto alla NASpI. Questo vale sia per il licenziamento per giustificato motivo soggettivo - ad esempio per uno scarso rendimento - sia per il licenziamento per giusta causa, che segue un grave inadempimento del lavoratore.

    L'elemento chiave, ancora una volta, è che l'evento che ha portato al licenziamento non sia una manovra del dipendente finalizzata esclusivamente a perdere il lavoro.

    L'Ispettorato del Lavoro e l'INPS sanzionano i comportamenti elusivi, come l'assenza ingiustificata e prolungata, bloccando l'accesso all'indennità.

    Quali sono i requisiti contributivi per richiedere la NASpI nel 2026?

    Oltre alla perdita involontaria del lavoro, per avere diritto alla NASpI è necessario soddisfare due requisiti legati ai contributi versati:

    • Aver accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione.
    • Aver maturato almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono la cessazione del rapporto.

    Come e quando si deve presentare la domanda per la NASpI?

    La domanda per ottenere l'indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata in modo esclusivo per via telematica, attraverso il portale dell'INPS.

    È fondamentale rispettare le tempistiche: la richiesta va inoltrata entro il termine di 68 giorni, che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Vuoi capire quale strada è più sicura per la tua situazione lavorativa?

    Se desideri valutare il tuo caso specifico e comprendere quali opzioni tutelano al meglio i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di interruzione del rapporto di lavoro e nelle richieste di indennità NASpI.

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