La gestione delle assunzioni obbligatorie e il corretto calcolo della quota di riserva possono rappresentare una sfida per molte aziende, specialmente quando si tratta di lavoratori che acquisiscono una disabilità durante il rapporto di lavoro. Se ti stai interfacciando con queste normative, in questo articolo troverai una guida chiara su come funziona il computo, quali sono le quote d'obbligo e chi è escluso dal calcolo.
Per affrontare la situazione con la dovuta chiarezza e avere certezze sulla corretta applicazione delle norme, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in normative sul collocamento obbligatorio e sul computo dei lavoratori disabili.
Come si calcola il computo dei disabili?
Il calcolo della quota di riserva per l'assunzione di lavoratori disabili si basa sul numero totale di dipendenti dell'azienda. Questo numero è definito "base di computo".
Da questa base di calcolo vengono esclusi alcuni lavoratori, come vedremo in seguito, e sul numero rimanente si applicano le percentuali previste dalla legge per determinare quanti lavoratori appartenenti alle categorie protette l'azienda è tenuta ad assumere.
Qual è la quota d’obbligo per le assunzioni di disabili?
La quota d'obbligo, ovvero il numero di lavoratori disabili che un'azienda deve assumere, varia in base alla sua dimensione. La legge 68/99 stabilisce le seguenti soglie:
- Da 15 a 35 dipendenti: obbligo di assumere 1 lavoratore disabile.
- Da 36 a 50 dipendenti: obbligo di assumere 2 lavoratori disabili.
- Oltre i 50 dipendenti: obbligo di riservare il 7% dei posti a lavoratori disabili.
A queste si aggiunge l'obbligo, per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, di assumere anche lavoratori appartenenti ad altre categorie protette - come orfani e vedove di guerra o per servizio - nella misura dell'1%.
Quali lavoratori sono esclusi dalla base di computo?
Non tutti i dipendenti di un'azienda rientrano nel calcolo della base di computo su cui si applica la quota d'obbligo. Le principali categorie escluse sono:
- I lavoratori disabili già assunti.
- I dirigenti.
- I lavoratori con contratto di apprendistato.
- I lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi.
- I soci di cooperative di produzione e lavoro.
- I lavoratori assunti con contratto di inserimento.
- I lavoratori a domicilio.
L'esclusione di queste figure riduce il numero totale di dipendenti su cui calcolare la percentuale di assunzioni obbligatorie.
Chi non rientra nel computo dei disabili da assumere?
Un lavoratore, pur essendo disabile, potrebbe non essere conteggiato nella quota di riserva. Questo avviene, per esempio, per i lavoratori che sono diventati disabili a causa di un infortunio sul lavoro o una malattia professionale presso lo stesso datore di lavoro.
Se l'invalidità è inferiore al 60%, il lavoratore non può essere computato nella quota d'obbligo, a meno che non si tratti di invalidità acquisita per infortunio sul lavoro o malattia professionale, per cui la soglia è diversa.
È possibile per un lavoratore già assunto essere computato nella quota d’obbligo?
Sì, questa è una possibilità concreta e rappresenta il cuore della questione del "computo disabile già assunto". Un datore di lavoro può richiedere che un dipendente, già in forza prima che gli venisse riconosciuta un'invalidità, sia conteggiato nella quota di riserva.
Questa procedura, nota come "computo", è possibile se al lavoratore viene riconosciuta:
- Un'invalidità civile superiore al 60%.
- Un'invalidità derivante da infortunio sul lavoro o malattia professionale superiore al 33%.
La richiesta di computo deve essere presentata al centro per l'impiego competente.
Qual è la percentuale minima di invalidità per il computo?
Per poter procedere con la richiesta di computo di un lavoratore già in servizio, è necessario che la sua invalidità rientri in determinate soglie minime, che variano a seconda della causa:
- Invalidità civile: la percentuale minima richiesta è del 60%.
- Invalidità del lavoro: la percentuale minima è del 33%, attestata dall'INAIL.
- Invalidità di servizio: la percentuale è definita in base alle tabelle specifiche del pubblico impiego.
Sotto queste soglie, il lavoratore non può essere conteggiato ai fini della copertura della quota d'obbligo.
Come vengono considerati i lavoratori part-time nel calcolo?
I lavoratori con contratto part-time sono inclusi nella base di computo in proporzione all'orario di lavoro svolto. La loro presenza viene calcolata "pro-quota".
Per esempio, due lavoratori part-time al 50% vengono conteggiati come una singola unità a tempo pieno. Questa regola si applica sia al calcolo della base di computo totale, sia al conteggio dei lavoratori disabili già assunti con orario ridotto.
I lavoratori somministrati rientrano nel computo?
I lavoratori assunti con contratto di somministrazione non rientrano nella base di computo dell'azienda utilizzatrice - cioè l'azienda dove fisicamente prestano servizio.
Essi sono invece computati nell'organico dell'agenzia per il lavoro che li ha assunti e che rimane il loro datore di lavoro formale.
Cosa cambia nel 2026 per i disabili?
La riforma della disabilità, avviata con la legge delega 227/2021, porterà a importanti cambiamenti previsti a partire dal 2026. L'obiettivo è superare un approccio basato esclusivamente sulle percentuali di invalidità.
Si passerà a una valutazione multidimensionale della persona, basata sul cosiddetto "progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato". Questo nuovo approccio terrà conto non solo degli aspetti sanitari, ma anche delle capacità, dei bisogni e delle aspirazioni della persona, con l'obiettivo di favorire una reale inclusione sociale e lavorativa.
Hai ancora dubbi sul computo del disabile già assunto?
Se desideri un parere sulla tua specifica situazione aziendale o personale e vuoi capire come applicare correttamente la normativa, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di assunzione obbligatoria e di computo dei lavoratori disabili.



