La scomparsa del proprio datore di lavoro domestico è un evento che unisce al dolore personale una serie di incertezze professionali. Se ti trovi in questa delicata situazione, è normale sentirsi disorientati riguardo alle procedure burocratiche da seguire. In questa guida troverai una spiegazione chiara dei passaggi necessari per gestire la cessazione del rapporto di lavoro e la relativa comunicazione all'INPS.
Per affrontare la situazione con sicurezza e avere certezze, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di rapporti di lavoro domestico e relative comunicazioni all'INPS.
Comunicazione INPS decesso datore: cosa fare e preavviso
Cosa devo fare se il mio datore di lavoro muore?
La prima cosa da sapere è che il rapporto di lavoro domestico non si estingue automaticamente con il decesso del datore di lavoro.
Sono gli eredi a dover prendere una decisione. Essi hanno due possibilità:
- subentrare nel contratto di lavoro, diventando di fatto i nuovi datori di lavoro, se la prestazione lavorativa è ancora necessaria, per esempio per l'assistenza a un altro familiare convivente;
- procedere con la cessazione del rapporto di lavoro per decesso del datore.
In entrambi i casi, è un adempimento che spetta agli eredi.
Qual è il periodo di preavviso in caso di decesso del datore di lavoro?
Anche in caso di decesso del datore di lavoro, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - per il lavoro domestico prevede un periodo di preavviso che gli eredi sono tenuti a rispettare.
La durata del preavviso varia in base all’orario di lavoro settimanale e all’anzianità di servizio del lavoratore presso lo stesso datore:
- Per rapporti di lavoro superiori alle 24 ore settimanali: 15 giorni di calendario per anzianità fino a 5 anni; 30 giorni di calendario per anzianità superiore ai 5 anni.
- Per rapporti di lavoro fino alle 24 ore settimanali: 8 giorni di calendario per anzianità fino a 2 anni; 15 giorni di calendario per anzianità superiore ai 2 anni.
Questi termini sono ridotti del 50% in caso di dimissioni del lavoratore.
Chi deve comunicare all'INPS il decesso?
La comunicazione all'INPS dell'avvenuto decesso e della conseguente cessazione del rapporto di lavoro è una responsabilità che ricade sugli eredi del datore di lavoro.
Non è il lavoratore - colf, badante o altro collaboratore domestico - a doversi occupare di questa procedura.
Come si effettua la comunicazione di decesso all'INPS?
Gli eredi devono comunicare la cessazione del rapporto di lavoro entro 5 giorni dalla data del decesso.
La comunicazione deve essere effettuata esclusivamente in via telematica, attraverso il portale web dell'INPS, accedendo alla sezione dedicata ai lavoratori domestici. In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato o a un intermediario abilitato.
Quali documenti servono per la comunicazione?
Per completare la procedura online, gli eredi avranno bisogno di poche ma fondamentali informazioni, tra cui:
- il codice fiscale del datore di lavoro deceduto;
- il codice fiscale del lavoratore domestico;
- la data di cessazione del rapporto di lavoro, che coincide con la data del decesso.
È importante che gli eredi siano in possesso delle credenziali per accedere al portale INPS del defunto o che utilizzino le proprie.
Cosa succede se non si comunica il decesso all'INPS?
La mancata o tardiva comunicazione del decesso del datore di lavoro comporta l'applicazione di sanzioni amministrative a carico degli eredi.
Inoltre, il rapporto di lavoro risulterebbe ancora attivo agli occhi dell'INPS, con la conseguenza che continuerebbero a maturare gli obblighi contributivi, generando una situazione debitoria che gli eredi sarebbero poi chiamati a sanare.
Cosa succede al contratto di lavoro domestico con il decesso dell'assistito?
Con la comunicazione di cessazione, il contratto di lavoro si estingue definitivamente.
A questo punto, gli eredi hanno l'obbligo di corrispondere al lavoratore tutte le competenze di fine rapporto, ovvero:
- l'ultima retribuzione maturata;
- la tredicesima mensilità maturata;
- le ferie maturate e non godute;
- il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
Cosa spetta al lavoratore in caso di mancato preavviso?
Se gli eredi decidono di interrompere il rapporto di lavoro senza concedere il periodo di preavviso previsto dal CCNL, sono tenuti a versare al lavoratore un'indennità sostitutiva del preavviso.
Questa indennità è pari alla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore se avesse lavorato durante tutto il periodo di preavviso. Una volta cessato il rapporto, il lavoratore potrà inoltre presentare la domanda di disoccupazione NASpI, se in possesso dei requisiti richiesti dalla legge.
Hai ancora dubbi sulla comunicazione INPS per decesso del datore di lavoro?
Qualora ti servisse un supporto per comprendere ogni dettaglio della tua situazione specifica, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di cessazione del rapporto di lavoro domestico.



