Se gestisci un'associazione sportiva o sei un collaboratore, e stai cercando un fac simile del contratto co co co sportivo aggiornato al 2025, è probabile che tu voglia comprendere a fondo le nuove normative per evitare errori. Con la Riforma dello Sport, le regole su tassazione e contributi sono cambiate e orientarsi può non essere semplice. In questo articolo troverai una guida chiara sulle regole e sugli aspetti fiscali legati a questa tipologia di rapporto.
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Quali sono le regole per i contratti sportivi in regime cococo?
Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa - co co co - in ambito sportivo è regolato dal Decreto Legislativo 36/2021, noto come Riforma dello Sport.
Questo tipo di contratto è ammesso se la prestazione lavorativa rispetta tre requisiti fondamentali:
- Autonomia: il collaboratore svolge l'attività senza vincoli di subordinazione.
- Coordinamento: l'attività è funzionalmente collegata a quella del committente, cioè l'associazione o la società sportiva.
- Continuità: la prestazione non è occasionale ma si protrae nel tempo.
La riforma ha introdotto una presunzione di lavoro autonomo per le collaborazioni sportive, a patto che non superino un certo limite orario settimanale e siano conformi ai regolamenti tecnici delle Federazioni Sportive Nazionali o Discipline Sportive Associate.
Cosa prevede il contratto di collaborazione sportiva?
Un contratto co co co sportivo ben redatto dovrebbe includere una serie di elementi essenziali per definire chiaramente il rapporto tra le parti ed evitare future controversie.
Anche se un fac simile può essere un buon punto di partenza, il contratto dovrebbe sempre essere adattato alla situazione specifica. Gli elementi che non possono mancare sono:
- I dati anagrafici completi del collaboratore e del committente - ASD/SSD.
- L'oggetto della collaborazione, descrivendo in modo dettagliato le mansioni richieste.
- La durata del rapporto, che può essere a tempo determinato o indeterminato.
- Il compenso pattuito e le modalità di pagamento.
- L'indicazione delle modalità di coordinamento con l'attività del committente.
- Eventuali clausole su rimborsi spese, coperture assicurative e obblighi di riservatezza.
Come vengono tassati i compensi sportivi nel 2025?
La tassazione dei compensi sportivi per i co co co ha subito modifiche significative con la riforma. Per il 2025, il regime fiscale prevede una soglia di esenzione molto importante.
I compensi derivanti da collaborazioni sportive non sono soggetti a imposte - IRPEF - fino a un importo annuo di 15.000 euro.
Questo significa che sulla parte di reddito che non supera questa cifra, il collaboratore non paga tasse. Solo l'eventuale eccedenza sarà soggetta a tassazione ordinaria.
È fondamentale distinguere questa soglia da quella prevista per i contributi previdenziali, che è differente.
Quali sono i contributi per i cococo sportivi nel 2025?
Anche dal punto di vista previdenziale ci sono delle novità. I collaboratori sportivi sono obbligati all'iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Tuttavia, è prevista una franchigia contributiva:
- I contributi previdenziali non sono dovuti sui compensi fino a 5.000 euro annui.
Sulla parte di compenso che supera i 5.000 euro, si applica l'aliquota contributiva della Gestione Separata, che è generalmente del 25% per chi non ha altre forme di previdenza obbligatoria. Per i titolari di pensione o già assicurati presso altre forme previdenziali, l'aliquota è ridotta al 24%.
La spesa è ripartita per due terzi a carico del committente e per un terzo a carico del collaboratore.
Il contratto di collaborazione sportiva fa reddito?
Sì, i compensi percepiti attraverso un contratto di collaborazione sportiva costituiscono reddito per il lavoratore.
Nello specifico, sono inquadrati come "redditi diversi", come definito dall'articolo 53 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi - TUIR.
Come già accennato, pur facendo reddito, beneficiano di un'area di non imponibilità fiscale fino a 15.000 euro all'anno.
Qual è il limite orario per un cococo sportivo?
La Riforma dello Sport ha introdotto una presunzione relativa di lavoro autonomo per le collaborazioni che non superano le 24 ore settimanali, escluso il tempo dedicato alla partecipazione a manifestazioni sportive.
Questo non è un limite invalicabile, ma un'indicazione. Se il numero di ore supera questa soglia, spetterà al committente dimostrare che il rapporto è genuinamente autonomo e non nasconde un lavoro subordinato.
Superare le 24 ore settimanali non trasforma automaticamente il contratto, ma aumenta il rischio di contestazioni in caso di ispezione.
Il cococo ha diritto a un rimborso spese?
Sì, il collaboratore sportivo può avere diritto al rimborso delle spese sostenute per svolgere l'incarico, ma solo se ciò è previsto esplicitamente nel contratto individuale.
Le spese, per essere rimborsate senza che il rimborso costituisca reddito, devono essere documentate e strettamente connesse all'attività svolta - ad esempio, costi di trasferta per una gara. È buona prassi definire nel contratto le tipologie di spese rimborsabili e le modalità di richiesta del rimborso.
Come devo dichiarare i redditi dei collaboratori sportivi?
La dichiarazione dei redditi percepiti come collaboratore sportivo segue un iter preciso. Il committente - l'associazione o società sportiva - è tenuto a rilasciare al collaboratore la Certificazione Unica - CU - entro i termini di legge.
Questo documento riepiloga tutti i compensi erogati nell'anno.
Il collaboratore dovrà poi utilizzare i dati presenti nella CU per compilare la propria dichiarazione dei redditi, che sia il Modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche, riportando i compensi nell'apposita sezione dedicata ai "redditi diversi".
Quali sono i redditi sportivi esenti da INPS?
Come anticipato, non tutti i compensi sportivi sono soggetti a contribuzione INPS. La normativa prevede una soglia di esenzione totale.
I redditi da collaborazione sportiva sono esenti dal versamento dei contributi previdenziali fino a un importo complessivo annuo di 5.000 euro.
È importante sottolineare che questa franchigia si applica alla totalità dei compensi sportivi percepiti dal lavoratore nell'anno solare, anche se provenienti da diversi committenti.
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