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    Contributo licenziamento naspi 2026: guida e importi

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    Affrontare l'interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato è un processo che richiede molta attenzione, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Le normative sono complesse e in continua evoluzione. Se stai cercando di capire come funziona il contributo di licenziamento e la NASpI nel 2026, in questa guida troverai informazioni chiare sugli importi e le regole di applicazione. Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e avere certezze sui tuoi obblighi o diritti, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di contributi di licenziamento e procedure NASpI.

    Quanto costa licenziare un dipendente nel 2026?

    Il costo principale legato all'interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, al di là di eventuali indennità o spettanze finali, è rappresentato dal cosiddetto "ticket di licenziamento" o contributo NASpI.

    Questo contributo è una tassa che il datore di lavoro è tenuto a versare all'INPS per ogni dipendente licenziato, e serve a finanziare l'indennità di disoccupazione - la NASpI appunto - che spetterà al lavoratore.

    Il costo non è fisso, ma varia in base all'anzianità di servizio del dipendente e viene aggiornato annualmente dall'INPS.

    Qual è l'importo del ticket di licenziamento per il 2026?

    L'importo del ticket di licenziamento per il 2026, come per gli anni precedenti, sarà calcolato sulla base del massimale mensile NASpI stabilito dall'INPS per quell'anno.

    La regola generale prevede che il contributo sia pari al 41% del massimale mensile di NASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale del lavoratore, negli ultimi tre anni.

    Per i rapporti di lavoro di durata inferiore, il calcolo viene riproporzionato in base ai mesi di effettivo lavoro. È importante notare che per i licenziamenti collettivi o per quelli effettuati da aziende soggette a CIGS, l'importo del contributo può aumentare significativamente.

    Il contributo di licenziamento 2026 quando è dovuto?

    Il contributo, o ticket di licenziamento, è dovuto in quasi tutte le casistiche di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che darebbero teoricamente diritto alla NASpI per il lavoratore.

    I casi più comuni includono:

    • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
    • Licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa.
    • Dimissioni per giusta causa da parte del lavoratore.
    • Dimissioni durante il periodo tutelato di maternità.
    • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.

    Non è dovuto, invece, in caso di dimissioni volontarie del lavoratore - al di fuori dei casi di giusta causa - o in caso di licenziamenti di specifiche categorie come i lavoratori domestici o gli operai agricoli.

    La NASpI 2026 come funziona?

    La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, o NASpI, è un'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente l'occupazione.

    Per accedervi, il lavoratore deve presentare apposita domanda telematica all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. La durata dell'indennità è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni.

    Quanto spetta con la NASpI nel 2026?

    L'importo dell'indennità NASpI è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

    L'importo mensile è pari al 75% della retribuzione media, qualora questa sia pari o inferiore a un importo di riferimento stabilito annualmente dall'INPS. Se la retribuzione media è superiore a tale soglia, l'importo viene calcolato diversamente, aggiungendo al 75% della soglia il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia stessa.

    L'importo massimo mensile non può comunque superare un tetto, anch'esso aggiornato ogni anno.

    Quali sono le nuove regole e i cambiamenti previsti per il 2026?

    Al momento non sono state formalizzate modifiche strutturali alla disciplina del contributo di licenziamento o della NASpI per il 2026.

    Tuttavia, come ogni anno, è previsto l'aggiornamento degli importi da parte dell'INPS sulla base dell'indice dei prezzi al consumo. Questo significa che il massimale NASpI, e di conseguenza l'importo del ticket di licenziamento, verranno adeguati all'inflazione.

    È sempre consigliabile monitorare le circolari INPS e le eventuali novità normative che potrebbero essere introdotte nel corso dell'anno.

    Ci sono novità per la NASpI ridotta nel 2026?

    La NASpI subisce una riduzione del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione. Per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni di età alla data della domanda, la riduzione - o décalage - scatta a partire dall'ottavo mese.

    Anche per il 2026, salvo nuove disposizioni di legge, questo meccanismo di riduzione progressiva dell'importo dovrebbe rimanere invariato.

    Hai ancora dubbi sul contributo di licenziamento NASpI per il 2026?

    Le normative che regolano l'interruzione dei rapporti di lavoro sono dettagliate e possono presentare delle complessità. Se desideri valutare la tua situazione specifica o hai bisogno di un parere legale per gestire correttamente la procedura, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di interruzione dei rapporti di lavoro e indennità NASpI.

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