La recente sentenza 118/2025 della Corte costituzionale ha introdotto cambiamenti significativi in materia di licenziamenti, in particolare per i lavoratori assunti con il contratto a tutele crescenti nelle piccole imprese. Questa decisione ha un impatto diretto sul calcolo dell'indennità dovuta in caso di licenziamento illegittimo. In questo articolo vedremo insieme, in modo chiaro, cosa stabilisce la sentenza e quali sono le conseguenze pratiche per dipendenti e datori di lavoro. Per affrontare la situazione con maggiore sicurezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti nelle piccole imprese.
Cos'è la sentenza 118/2025 della corte costituzionale?
La sentenza numero 118 del 2025 è una decisione della Corte costituzionale che interviene sulla disciplina dei licenziamenti illegittimi per i lavoratori delle imprese con meno di 16 dipendenti, assunti dopo il 7 marzo 2015 - data di entrata in vigore del cosiddetto Jobs Act.
In sintesi, la Corte si è espressa sulla misura dell'indennità risarcitoria prevista per questi lavoratori in caso di licenziamento giudicato privo di una giustificazione valida.
Cosa ha dichiarato incostituzionale la corte?
La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del meccanismo che fissava un limite massimo di sei mensilità per l'indennità risarcitoria in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese.
Secondo la Corte, un tetto massimo così rigido e basso non garantiva un risarcimento adeguato e proporzionato al danno subito dal lavoratore, violando i principi di ragionevolezza e di tutela del lavoro.
Cosa cambia quindi per i licenziamenti nelle piccole imprese?
Il cambiamento principale è che il giudice, nel decidere l'importo dell'indennità per un licenziamento illegittimo, non è più vincolato al tetto massimo di sei mensilità.
Questo significa che il giudice ha ora una maggiore discrezionalità nel determinare un risarcimento che sia realmente "congruo", tenendo conto delle specificità di ogni singolo caso. La tutela del lavoratore risulta così rafforzata, poiché l'indennità può essere superiore a quella precedentemente prevista per legge.
Come viene calcolata l'indennità dopo questa sentenza?
A seguito della sentenza, il giudice deve calcolare l'importo dell'indennità basandosi su una valutazione complessiva di diversi elementi. Pur mantenendo un minimo di tre e un massimo di sei mensilità come riferimento, la sua decisione sarà guidata da criteri specifici per personalizzare il risarcimento, come:
- l'anzianità di servizio del lavoratore;
- il numero dei dipendenti occupati dall'azienda;
- le dimensioni dell'attività economica;
- il comportamento e le condizioni delle parti coinvolte.
In questo modo, l'indennità non è più un mero calcolo automatico, ma il risultato di un'analisi ponderata della situazione concreta.
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