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    Corte costituzionale e gmo: cosa cambia col jobs act?

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    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - o gmo - è una situazione complessa, che ha subito importanti modifiche con l'introduzione del Jobs Act e le successive sentenze della Corte costituzionale. Comprendere come queste normative interagiscono è fondamentale per conoscere i propri diritti e le tutele previste. In questo articolo faremo chiarezza sui punti principali.

    Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare subito il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e nelle tutele previste dalla legge.

    Quali sono i casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo - gmo - non dipende da una colpa o da un comportamento del lavoratore, ma da ragioni che riguardano l'attività produttiva, l'organizzazione del lavoro e il suo regolare funzionamento.

    Si tratta di una decisione legata a esigenze aziendali oggettive. I casi più comuni includono:

    • Una crisi aziendale che impone una riduzione del personale.
    • La cessazione completa dell'attività o di un ramo d'azienda.
    • La soppressione del posto di lavoro a seguito di una riorganizzazione, senza possibilità di ricollocare il lavoratore in altre mansioni - il cosiddetto obbligo di repechage.
    • L'automazione di determinate mansioni o l'esternalizzazione di alcuni servizi.

    Cosa ha cambiato il jobs act in materia di licenziamento per gmo?

    Il Jobs Act, con il decreto legislativo 23/2015, ha modificato profondamente il regime sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi, introducendo il cosiddetto contratto a tutele crescenti per i lavoratori assunti a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015.

    La principale novità riguarda la tutela in caso di licenziamento per gmo illegittimo. Se prima la regola principale era la reintegrazione nel posto di lavoro, con il Jobs Act questa è diventata un'eccezione, prevista solo in casi di manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento.

    Nella maggior parte dei casi di illegittimità, la tutela è diventata prevalentemente economica, prevedendo il versamento di un'indennità risarcitoria commisurata all'anzianità di servizio del lavoratore.

    Quali sono state le principali sentenze della corte costituzionale sul tema?

    Dopo l'introduzione del Jobs Act, la Corte costituzionale è intervenuta a più riprese per correggere alcuni aspetti della normativa, ritenuti in contrasto con i principi costituzionali.

    Una delle sentenze più importanti in materia è la n. 59 del 2021. Con questa pronuncia, la Corte ha dichiarato parzialmente incostituzionale il meccanismo di calcolo dell'indennità basato unicamente sull'anzianità di servizio, poiché non garantiva un risarcimento adeguato e dissuasivo.

    A seguito di questa sentenza, il giudice non è più vincolato al solo criterio dell'anzianità, ma deve valutare anche altri elementi per determinare l'importo dell'indennità, come:

    • Le dimensioni dell'azienda.
    • Il comportamento e le condizioni delle parti.
    • La natura del licenziamento e le sue conseguenze per il lavoratore.

    Questo intervento ha reintrodotto un margine di discrezionalità per il giudice, rendendo la valutazione di ogni singolo caso ancora più cruciale.

    Chi viene licenziato per gmo ha diritto alla NASpI?

    Sì, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo dà diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI, erogata dall'INPS.

    La NASpI spetta a tutti i lavoratori che perdono involontariamente il proprio posto di lavoro. Il licenziamento per gmo rientra pienamente in questa casistica, poiché la decisione di interrompere il rapporto di lavoro è presa dal datore di lavoro per motivi aziendali.

    Per accedere alla prestazione è necessario presentare domanda all'INPS e possedere i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge.

    Hai ancora dubbi sul licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire quali tutele ti spettano alla luce delle normative vigenti e degli interventi della Corte costituzionale, compila il modulo che trovi qui sotto.

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