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    Art. 19 d.lgs 81/2015: cosa dice sul contratto a termine

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    Se hai a che fare con un contratto a termine e vuoi capire le regole stabilite dalla legge, potresti esserti imbattuto nel decreto legislativo 81 del 2015. Questo testo normativo è fondamentale per comprendere i diritti e i doveri di lavoratori e datori di lavoro.

    In questo articolo facciamo chiarezza sull'articolo 19 di questo decreto, spiegando in modo semplice cosa prevede per i contratti a tempo determinato e come non confonderlo con altre normative molto simili.

    Per affrontare la tua situazione con la giusta preparazione e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in contratti di lavoro a tempo determinato.

    Cosa stabilisce l'articolo 19 del d.lgs 81/2015 sui contratti a termine?

    L'articolo 19 del decreto legislativo 81/2015 è la norma di riferimento che disciplina l'apposizione di un termine a un contratto di lavoro subordinato. In parole semplici, stabilisce le condizioni base per cui un contratto di lavoro può avere una scadenza prefissata.

    Il principio cardine introdotto da questo articolo è che il contratto a tempo determinato deve essere stipulato in forma scritta. L'atto scritto deve specificare la durata del rapporto, ovvero la data di scadenza.

    L'unica eccezione a questa regola riguarda i rapporti di lavoro di durata molto breve, non superiori a dodici giorni.

    Perché l'articolo 19 del d.lgs 81/2015 viene spesso confuso con altre leggi?

    La confusione nasce dal fatto che esistono altre normative importanti che contengono un "articolo 19", ma che trattano argomenti completamente diversi. È fondamentale saperle distinguere per evitare fraintendimenti.

    La principale fonte di errore è la somiglianza con il decreto legislativo 81/2008, noto come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro. L'articolo 19 di quella legge non riguarda i contratti, ma definisce gli obblighi del "preposto", cioè la figura incaricata di sorvegliare l'attività lavorativa garantendo l'attuazione delle direttive sulla sicurezza.

    Un'altra norma che può generare dubbi è lo Statuto dei Lavoratori - legge 300/1970 - il cui articolo 19 disciplina la costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali.

    Per fare chiarezza, ecco le differenze:

    • D.lgs. 81/2015, art. 19: Regola il contratto di lavoro a tempo determinato.
    • D.lgs. 81/2008, art. 19: Elenca gli obblighi del preposto per la sicurezza sul lavoro.
    • Legge 300/1970, art. 19: Tratta delle rappresentanze sindacali in azienda.

    Cosa prevede in generale il decreto legislativo 81/2015?

    Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 è uno dei pilastri del cosiddetto Jobs Act. Il suo obiettivo è riordinare e semplificare le diverse tipologie di contratti di lavoro esistenti, con l'intento di creare un sistema più organico.

    Oltre al contratto a termine, questo decreto disciplina altre forme contrattuali, tra cui:

    • Il contratto di apprendistato
    • Il contratto di somministrazione di lavoro
    • Il lavoro a tempo parziale
    • Il lavoro intermittente

    La normativa interviene anche sulle mansioni del lavoratore, modificando il precedente articolo 2103 del codice civile.

    Quali sono le regole principali del contratto a termine secondo l'articolo 19?

    Oltre alla forma scritta, l'articolo 19 e le disposizioni successive del d.lgs. 81/2015 definiscono le regole fondamentali per la gestione di un contratto a tempo determinato.

    I punti chiave sono i seguenti:

    • Durata massima: La durata complessiva dei rapporti a termine tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore non può superare i 24 mesi, fatte salve diverse disposizioni dei contratti collettivi.
    • Causali: Superati i primi 12 mesi di contratto, per poter proseguire il rapporto o per stipularne uno nuovo è necessario indicare una delle "causali" previste dalla legge o dalla contrattazione collettiva, come esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività.
    • Proroghe: Il contratto può essere prorogato liberamente nei primi 12 mesi. Successivamente, la proroga è possibile solo in presenza di una delle causali. In ogni caso, il numero massimo di proroghe è quattro nell'arco dei 24 mesi.
    • Rinnovi: È possibile stipulare un nuovo contratto a termine con lo stesso lavoratore dopo un periodo di interruzione - il cosiddetto "stop and go" - la cui durata è fissata dalla legge.
    • Divieti: La legge vieta di assumere a termine in specifiche situazioni, per esempio per sostituire lavoratori in sciopero o in aziende che hanno effettuato licenziamenti collettivi nei mesi precedenti.

    Hai ancora dubbi sul contratto a termine disciplinato dall'art. 19 d.lgs 81/2015?

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