Se la complessa normativa del Jobs Act e i suoi decreti attuativi, come il D.lgs. 81/2015, ti creano confusione, non sei il solo. Capire come queste riforme hanno modificato i contratti di lavoro è fondamentale sia per i datori di lavoro che per i lavoratori. In questa guida troverai una spiegazione chiara dei punti principali di questa importante riforma.
Per affrontare la gestione di un rapporto di lavoro con maggiore sicurezza e comprendere appieno i tuoi diritti e doveri, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nella disciplina dei contratti di lavoro introdotta dal Jobs Act.
Cos'è il jobs act in parole semplici?
Il Jobs Act non è una singola legge, ma un insieme di decreti legislativi emanati tra il 2014 e il 2015 con l'obiettivo di riformare il mercato del lavoro in Italia.
Lo scopo principale era quello di semplificare le tipologie contrattuali, creare un nuovo sistema di ammortizzatori sociali - come la NASpI - e modificare la disciplina dei licenziamenti individuali per i neoassunti, introducendo il contratto a tutele crescenti.
In sintesi, ha rappresentato un tentativo di rendere il mercato del lavoro più flessibile e dinamico.
Cosa prevede il decreto legislativo 81/2015?
Il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, è uno dei pilastri del Jobs Act, conosciuto anche come "Codice dei contratti".
Il suo obiettivo non riguarda la sicurezza sul lavoro - che è invece disciplinata dal D.lgs. 81/2008 - ma è quello di riordinare e razionalizzare le diverse forme contrattuali esistenti, abrogandone alcune e modificandone altre.
Questo decreto ha introdotto una disciplina organica per quasi tutte le tipologie di contratti di lavoro, cercando di ridurre la precarietà e di favorire, almeno nelle intenzioni, le forme di lavoro più stabili.
Quali sono le principali tipologie di contratto modificate?
Il D.lgs. 81/2015 ha avuto un impatto significativo su diverse forme contrattuali. Le modifiche più importanti hanno riguardato:
- Contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: Introdotto per le assunzioni a partire dal 7 marzo 2015, prevedeva un'indennità economica crescente con l'anzianità di servizio in caso di licenziamento illegittimo, limitando la reintegrazione nel posto di lavoro a casi specifici.
- Contratto a tempo determinato: È stata eliminata la necessità di indicare una causale - una ragione tecnica, produttiva o organizzativa - per la stipula del primo contratto, fino a una durata massima di 36 mesi, comprensiva di eventuali proroghe.
- Collaborazioni coordinate e continuative: È stato superato il contratto a progetto, stabilendo che alle collaborazioni prevalentemente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente, si applica la disciplina del lavoro subordinato.
- Apprendistato: La normativa è stata semplificata per promuoverlo come canale privilegiato di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
- Lavoro a chiamata o intermittente: Sono state ridefinite le condizioni e i limiti per il ricorso a questa tipologia contrattuale flessibile.
- Lavoro accessorio: La disciplina dei cosiddetti "voucher" è stata riordinata, anche se successivamente ha subito ulteriori e profonde modifiche.
Hai ancora dubbi sul d.lgs. 81/2015 e i contratti di lavoro?
Qualora desiderassi un parere sulla tua specifica situazione contrattuale o avessi bisogno di capire meglio le implicazioni di questa normativa, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle normative sui contratti di lavoro del Jobs Act.



