Il mondo dei contratti di lavoro in Italia è stato profondamente riformato da una serie di interventi normativi noti complessivamente come Jobs Act. Se stai cercando di capire come orientarti tra le nuove regole, in questo articolo vedremo insieme cosa prevede il testo aggiornato del Decreto Legislativo 81/2015, uno dei pilastri di questa riforma.
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Che cos'è il decreto legislativo 81/2015?
Il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 è uno dei decreti attuativi della legge delega n. 183/2014, meglio conosciuta come Jobs Act.
Questo decreto non deve essere confuso con il D.lgs. 81/2008, che riguarda invece la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il D.lgs. 81/2015 si occupa esclusivamente della "disciplina organica dei contratti di lavoro e della revisione della normativa in tema di mansioni".
In parole semplici, è il testo di legge che ha riordinato e in parte riscritto le regole per le principali forme contrattuali esistenti nel nostro ordinamento.
Qual è l'obiettivo principale del d.lgs. 81/2015?
L'obiettivo dichiarato dal legislatore era quello di semplificare e razionalizzare le diverse tipologie di contratto di lavoro, cercando di ridurre la precarietà e di rendere il contratto a tempo indeterminato la forma comune di rapporto di lavoro.
Per fare questo, il decreto ha da un lato abrogato alcune forme contrattuali ritenute problematiche, come il contratto a progetto, e dall'altro ha modificato la disciplina di quelle esistenti, introducendo novità significative come il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Quali tipologie di contratto di lavoro disciplina?
Il D.lgs. 81/2015 interviene su un'ampia gamma di forme contrattuali. Le principali aree di intervento riguardano:
- Il contratto di lavoro a tempo indeterminato, con l'introduzione del regime a tutele crescenti per i nuovi assunti.
- Il contratto di lavoro a tempo determinato, con la modifica delle regole sulle causali, la durata massima e il numero di proroghe.
- Il contratto di lavoro part-time, con nuove disposizioni su clausole elastiche e flessibili.
- Il contratto di somministrazione di lavoro.
- Il contratto di apprendistato, semplificandone alcuni aspetti.
- Il lavoro accessorio, che ha subito diverse modifiche negli anni successivi.
- Il lavoro a chiamata o intermittente.
Quali sono le principali novità e aggiornamenti introdotti?
La novità più discussa al momento della sua introduzione è stata senza dubbio il contratto a tutele crescenti, che prevedeva un nuovo regime sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi basato su un'indennità economica crescente con l'anzianità di servizio.
Altre innovazioni importanti sono state il superamento definitivo dei contratti di collaborazione a progetto e la liberalizzazione del contratto a tempo determinato, inizialmente privo di causali obbligatorie.
È importante notare che il testo del D.lgs. 81/2015 ha subito successive modifiche e integrazioni. Un esempio significativo è il cosiddetto "Decreto Dignità" - D.L. 87/2018 - che ha reintrodotto l'obbligo delle causali per i contratti a termine di durata superiore ai 12 mesi e ne ha ridotto la durata massima.
Qual è la differenza con il d.lgs. 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro?
Questa è una fonte di confusione molto comune. Sebbene abbiano un numero identico, i due decreti legislativi trattano materie completamente diverse.
Per essere chiari:
- Il D.lgs. 81/2008 è il "Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro". Riguarda quindi prevenzione, infortuni, dpi e tutto ciò che attiene alla sicurezza.
- Il D.lgs. 81/2015, invece, fa parte del Jobs Act e disciplina le tipologie di contratto di lavoro.
Si tratta di due normative distinte, che non vanno mai sovrapposte.
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