Se stai pensando di rassegnare le dimissioni, uno degli aspetti più delicati è senza dubbio la corretta individuazione della data di decorrenza. Un errore in questa fase può avere conseguenze inaspettate. In questo articolo troverai una guida chiara per capire come calcolare correttamente la data di decorrenza ed evitare complicazioni.
Per affrontare la situazione con la massima certezza, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina e parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nel calcolo dei termini di preavviso e nelle procedure di dimissioni.
Che cos'è la data di decorrenza delle dimissioni?
La data di decorrenza delle dimissioni non è l'ultimo giorno di lavoro, ma il primo giorno in cui il rapporto di lavoro cessa ufficialmente.
In parole semplici, è il primo giorno da "non dipendente" dell'azienda. Questa data è fondamentale perché da essa dipendono gli adempimenti burocratici, il calcolo delle spettanze finali e l'eventuale accesso a prestazioni come la NASpI.
Come si calcola la data di decorrenza delle dimissioni?
Il calcolo della data di decorrenza dipende da un elemento essenziale: il periodo di preavviso.
Per calcolarla, devi partire dall'ultimo giorno effettivo di lavoro e aggiungere il numero di giorni di preavviso previsti dal tuo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL. La data che otterrai sarà il primo giorno di non lavoro, ovvero la data di decorrenza.
La durata del preavviso varia in base a diversi fattori, tra cui:
- Il tuo livello di inquadramento.
- La tua qualifica - impiegato o operaio.
- La tua anzianità di servizio presso l'azienda.
È quindi indispensabile consultare il proprio CCNL di riferimento per conoscere l'esatta durata del preavviso da rispettare.
Che data va indicata nel modulo di dimissioni online?
Nel modulo telematico per le dimissioni volontarie, da compilare obbligatoriamente sul portale del Ministero del Lavoro o tramite soggetti abilitati, la data da inserire è proprio la data di decorrenza.
È un errore comune inserire la data dell'ultimo giorno di lavoro. Devi invece indicare la data del primo giorno in cui il contratto sarà cessato.
Da quando iniziano a decorrere i giorni di preavviso?
I giorni di preavviso iniziano a decorrere dal giorno successivo a quello in cui le dimissioni vengono comunicate al datore di lavoro.
Se, ad esempio, comunichi la tua volontà di dimetterti un lunedì, il primo giorno di preavviso sarà il martedì. Il conteggio prosegue per tutti i giorni di calendario previsti dal CCNL, includendo sabati, domeniche e festività, a meno che il contratto stesso non specifichi diversamente.
Cosa succede se si sbaglia la data di decorrenza delle dimissioni?
Indicare una data di decorrenza errata può portare a diverse conseguenze.
Se la data inserita è antecedente a quella che risulterebbe dal corretto calcolo del preavviso, potresti essere tenuto a versare al datore di lavoro un'indennità di mancato preavviso. Questa somma viene solitamente trattenuta dall'ultima busta paga.
Se la data è successiva, potresti essere costretto a lavorare più a lungo del previsto.
È comunque importante sapere che le dimissioni telematiche possono essere revocate entro 7 giorni dalla loro presentazione, permettendo di correggere eventuali errori.
La data di decorrenza corrisponde all’ultimo giorno di lavoro?
No, e questo è il punto più importante da ricordare. La data di decorrenza non corrisponde mai all'ultimo giorno di lavoro.
La data di decorrenza è sempre il giorno successivo all'ultimo giorno lavorato, tenendo conto del completamento del periodo di preavviso. L'ultimo giorno di lavoro è quello che precede la data di decorrenza.
Hai ancora dubbi sulla data di decorrenza delle tue dimissioni?
Se desideri valutare la tua situazione specifica per essere sicuro di ogni passaggio, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni e calcolo dell'ultimo giorno di lavoro.



