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    Dimissioni anno bambino 2025: la guida alla naspi

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    Se sei un neo-genitore e stai valutando di lasciare il tuo lavoro, è fondamentale conoscere i tuoi diritti, in particolare la possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI. Presentare le dimissioni durante il primo anno di vita di un figlio è una situazione tutelata dalla legge, ma che richiede di seguire passaggi precisi. In questa guida completa troverai le informazioni necessarie per capire come muoverti nel 2025.

    Per affrontare questa scelta con la massima sicurezza e senza commettere errori, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni protette e accesso alla NASpI per i neo-genitori.

    Cosa succede se mi dimetto entro l'anno del bambino?

    Le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice madre o dal lavoratore padre durante il primo anno di vita del bambino non sono considerate volontarie nel senso comune del termine. La legge le equipara, ai fini dell'accesso all'indennità di disoccupazione, a un licenziamento.

    Questo significa che, a differenza della maggior parte dei casi di dimissioni volontarie, hai pieno diritto a percepire la NASpI.

    Inoltre, questa tutela garantisce al lavoratore o alla lavoratrice altri importanti diritti, tra cui:

    • L'esonero dal periodo di preavviso. Non solo non dovrai rispettare il preavviso, ma avrai diritto a ricevere dal datore di lavoro la relativa indennità sostitutiva.
    • L'accesso all'indennità di disoccupazione NASpI, a patto di possedere i requisiti contributivi e lavorativi previsti.

    Come funziona la NASpI in caso di dimissioni entro l'anno del bambino?

    Per ottenere la NASpI dopo essersi dimessi nel primo anno di vita del figlio, non è sufficiente interrompere il rapporto di lavoro. La procedura è specifica e va seguita con attenzione.

    Innanzitutto, le dimissioni devono essere convalidate. Questo passaggio obbligatorio serve a verificare che la tua scelta sia genuina e non forzata dal datore di lavoro. La convalida deve essere richiesta al servizio ispettivo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL - competente.

    Una volta ottenuto il provvedimento di convalida, potrai presentare la domanda di NASpI all'INPS, rigorosamente in via telematica, entro il termine di 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Per accedere all'indennità dovrai comunque soddisfare i requisiti generali, ovvero lo stato di disoccupazione involontario e il requisito contributivo di almeno tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.

    Quanto dura la NASpI se mi dimetto durante il primo anno di vita del figlio?

    La durata della NASpI non cambia in questa specifica situazione. Le regole di calcolo sono le stesse applicate in tutti gli altri casi di accesso all'indennità.

    La NASpI viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione che hai accumulato negli ultimi quattro anni.

    La durata massima, in ogni caso, non può superare i 24 mesi. Ad esempio, se hai lavorato in modo continuativo per tutti i quattro anni precedenti le dimissioni, avrai diritto a 24 mesi di indennità.

    Anche il padre lavoratore ha diritto alla NASpI in questo caso?

    Sì, la tutela è estesa anche al padre lavoratore.

    Il lavoratore padre che si dimette durante il primo anno di vita del bambino ha diritto alla NASpI e all'indennità sostitutiva del preavviso, proprio come la madre.

    Questo diritto è riconosciuto al padre che abbia fruito del congedo di paternità obbligatorio oppure del congedo di paternità alternativo, quest'ultimo previsto nei casi di morte, grave infermità o abbandono della madre.

    Quali sono le novità per la NASpI dopo le dimissioni volontarie nel 2025?

    La regola generale, valida anche per il 2025, è che le dimissioni volontarie non danno diritto all'indennità di disoccupazione NASpI.

    Tuttavia, esistono importanti eccezioni a questo principio. La più rilevante, come abbiamo visto, riguarda proprio le dimissioni della lavoratrice madre o del lavoratore padre entro il primo anno di vita del bambino.

    Altre situazioni in cui le dimissioni volontarie permettono l'accesso alla NASpI includono:

    • Le dimissioni per giusta causa, come il mancato pagamento dello stipendio.
    • Le dimissioni avvenute durante il periodo tutelato per matrimonio, ovvero dal giorno delle pubblicazioni fino a un anno dopo le nozze.
    • La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avvenuta nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria.

    Hai ancora dubbi sulle dimissioni nell'anno del bambino e la NASpI?

    Qualora desiderassi un parere sulla tua situazione specifica o avessi bisogno di supporto per gestire la procedura di convalida e la successiva domanda all'INPS, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni durante il periodo di tutela della genitorialità.

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