Se stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro a causa di gravi inadempienze da parte del datore di lavoro, potresti avere diritto all'indennità di disoccupazione. Generalmente, chi si dimette volontariamente non può accedere alla NASpI, ma esistono eccezioni importanti come le dimissioni per giusta causa.
In questa guida completa troverai le informazioni necessarie sui requisiti e la procedura per rassegnare le dimissioni per giusta causa e accedere alla NASpI nel 2026. Per affrontare la situazione con la massima certezza e senza commettere errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni per giusta causa e accesso all'indennità di disoccupazione.
Come è possibile dimettersi per giusta causa e accedere alla NASpI?
La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego, o NASpI, è un sostegno economico destinato ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro. Le dimissioni volontarie, di norma, non rientrano in questa categoria.
Tuttavia, le dimissioni per giusta causa sono considerate dalla legge come una perdita involontaria del lavoro. Questo accade perché la decisione del lavoratore non è realmente libera, ma è una conseguenza diretta di un comportamento del datore di lavoro talmente grave da non permettere la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto.
Per accedere alla NASpI dopo essersi dimessi per giusta causa, è necessario soddisfare tre requisiti fondamentali:
- Lo stato di disoccupazione, ottenuto a seguito delle dimissioni per giusta causa.
- Il requisito contributivo, ovvero aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione.
- La presentazione della domanda di NASpI all'INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Quali sono i motivi considerati una giusta causa per le dimissioni?
Non ogni comportamento scorretto del datore di lavoro costituisce una giusta causa. La legge richiede un inadempimento grave che leda i diritti fondamentali del lavoratore.
Tra i motivi più comuni riconosciuti dalla giurisprudenza rientrano:
- Mancato o ritardato pagamento della retribuzione in modo continuativo.
- Comportamenti di mobbing da parte del datore di lavoro o dei superiori gerarchici.
- Subire molestie sessuali sul luogo di lavoro.
- Un demansionamento professionale, ovvero l'assegnazione a mansioni inferiori rispetto alla propria qualifica.
- Il peggioramento delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell'azienda.
- La richiesta di compiere atti o comportamenti illeciti.
- La mancata adozione delle misure di sicurezza necessarie a proteggere l'integrità fisica e la salute del lavoratore.
Qual è la procedura corretta per presentare le dimissioni telematiche nel 2026?
Anche in caso di giusta causa, le dimissioni devono essere formalizzate attraverso una procedura telematica, pena la loro inefficacia.
La procedura è interamente online e può essere svolta autonomamente o con l'aiuto di un patronato o di un intermediario abilitato. I passaggi da seguire sono:
- Accedere al portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite SPID o Carta d'Identità Elettronica - CIE.
- Compilare il modello online, inserendo i dati del rapporto di lavoro dal quale si intende recedere.
- Selezionare l'opzione "Dimissioni per giusta causa" come motivazione della cessazione.
- Inviare il modulo compilato.
Una volta inviate, le dimissioni vengono trasmesse automaticamente all'Ispettorato del Lavoro e al datore di lavoro tramite posta elettronica certificata - PEC.
Cosa cambia per la NASpI nel 2026?
Allo stato attuale, non sono state annunciate riforme strutturali che modificheranno in modo sostanziale il funzionamento della NASpI nel 2026. Le normative in materia di lavoro sono soggette a possibili aggiornamenti, spesso introdotti con la Legge di Bilancio, ma i principi cardine dell'indennità di disoccupazione dovrebbero rimanere invariati.
I requisiti di accesso, come quello contributivo delle 13 settimane nei quattro anni precedenti, e le modalità di calcolo sono consolidati e rappresentano il fondamento dell'istituto. Pertanto, anche per il 2026, si prevede che l'accesso alla NASpI per chi si dimette per giusta causa seguirà le regole attualmente in vigore.
Come funziona l'indennità di disoccupazione NASpI?
Una volta che la domanda viene accettata dall'INPS, l'indennità viene erogata mensilmente. Il suo importo e la sua durata dipendono dalla storia contributiva del lavoratore.
La durata della NASpI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni, per un massimo di 24 mesi.
L'importo mensile è pari al 75% della retribuzione media imponibile degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore a un importo soglia stabilito annualmente dall'INPS. Se la retribuzione media è superiore, si aggiunge il 25% della differenza, entro un massimale previsto dalla legge. L'importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di fruizione.
In quali altri casi di dimissioni si può percepire la NASpI?
Oltre alla giusta causa, esistono altre situazioni specifiche in cui le dimissioni volontarie danno comunque diritto alla NASpI.
Questi casi includono:
- Le dimissioni presentate dalla lavoratrice madre durante il periodo di tutela del rapporto di lavoro, che va da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del bambino.
- Le dimissioni incentivate, ovvero quando il lavoratore accetta un'offerta economica dall'azienda per risolvere consensualmente il rapporto.
- Le dimissioni a seguito di un trasferimento della sede di lavoro a una distanza superiore a 50 km dalla residenza del lavoratore o non raggiungibile in 80 minuti con i mezzi pubblici.
Hai bisogno di aiuto con le dimissioni per giusta causa e la richiesta di NASpI?
Qualora desiderassi valutare la tua specifica situazione per capire se sussistono i presupposti per una giusta causa, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto. Questo ti permetterà di parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni che danno diritto alla NASpI.



