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    Dimissioni lavoratrice madre entro 3 anni: guida e diritti

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    Se sei una lavoratrice madre e stai considerando di presentare le dimissioni dal tuo impiego, è fondamentale conoscere le tutele specifiche previste dalla legge. Il periodo che va fino al compimento del terzo anno di vita del bambino è infatti considerato un "periodo protetto", durante il quale hai diritti particolari. In questa guida completa troverai le risposte necessarie per comprendere la procedura corretta e i benefici a cui hai diritto.

    Per affrontare la situazione con la massima sicurezza ed evitare errori, puoi compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni della lavoratrice madre e dei relativi diritti.

    Come si presentano le dimissioni con un figlio di età inferiore a 3 anni?

    A differenza della procedura telematica standard, le dimissioni rassegnate durante il periodo protetto richiedono un passaggio fondamentale per essere valide: la convalida da parte dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro - ITL.

    La procedura corretta prevede questi passaggi:

    • Comunicare la propria volontà di dimettersi al datore di lavoro, preferibilmente tramite una comunicazione scritta.
    • Richiedere la convalida delle dimissioni all'ITL competente per territorio.

    Questa procedura speciale è stata pensata per garantire che la decisione della lavoratrice sia genuina e non viziata da eventuali pressioni da parte del datore di lavoro.

    Entro quando va fatta la convalida delle dimissioni?

    La richiesta di convalida all'Ispettorato del Lavoro deve essere presentata il prima possibile dopo aver comunicato la decisione all'azienda.

    L'ITL, una volta ricevuta la richiesta, ha 45 giorni di tempo per effettuare la convalida. Se entro questo termine non si riceve alcuna comunicazione, le dimissioni diventano comunque efficaci secondo il meccanismo del silenzio-assenso.

    Solo al termine di questo processo le dimissioni sono considerate valide a tutti gli effetti.

    La lavoratrice madre deve rispettare il periodo di preavviso?

    No, la lavoratrice che si dimette durante il periodo protetto non è tenuta a rispettare il periodo di preavviso previsto dal suo contratto collettivo nazionale.

    Anzi, è il datore di lavoro a dover corrispondere alla lavoratrice la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso.

    Questo significa che riceverai in busta paga un importo pari alla retribuzione che avresti percepito se avessi lavorato durante il periodo di preavviso, come se fossi stata licenziata.

    Si ha diritto alla NASpI se ci si dimette entro il primo anno del bambino?

    Sì, la legge riconosce il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI alla lavoratrice che presenta le dimissioni volontarie durante il periodo che va fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

    Questa rappresenta un'importante eccezione alla regola generale, secondo cui la NASpI spetta solo in caso di perdita involontaria del lavoro, come il licenziamento.

    Per ottenere l'indennità, è necessario presentare la domanda all'INPS dopo che le dimissioni sono state convalidate e sono diventate efficaci.

    Hai ancora dubbi sulle dimissioni da lavoratrice madre?

    Se desideri valutare la tua situazione specifica e assicurarti di procedere nel modo corretto per tutelare tutti i tuoi diritti, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni protette per le lavoratrici madri.

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