Se stai attraversando un periodo di incertezza lavorativa e stai valutando di interrompere il tuo rapporto di lavoro, è fondamentale conoscere tutte le opzioni a tua disposizione. Tra queste, le dimissioni per fatti concludenti rappresentano una modalità particolare, la cui procedura è stata oggetto di recenti chiarimenti. In questo articolo vedremo insieme cosa sono, come funzionano e quali sono le novità per il 2025.
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Cosa significa esattamente "per fatti concludenti"?
L'espressione "per fatti concludenti" si riferisce a un comportamento del lavoratore che, pur in assenza di una comunicazione scritta formale, manifesta in modo inequivocabile la sua volontà di porre fine al rapporto di lavoro.
In pratica, non si tratta di una lettera di dimissioni, ma di un'azione - o più spesso un'omissione - talmente chiara da non lasciare dubbi sulle intenzioni del dipendente. L'esempio più comune è l'assenza ingiustificata e prolungata dal posto di lavoro, senza fornire alcuna spiegazione al datore di lavoro.
Come funziona la procedura di dimissioni per fatti concludenti?
La procedura non è lasciata all'interpretazione del datore di lavoro, ma segue dei passaggi precisi, come chiarito anche da recenti note dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro - INL. L'obiettivo è tutelare entrambe le parti e accertare la reale volontà del lavoratore.
Generalmente, l'iter prevede questi passaggi:
- Il lavoratore si assenta dal lavoro senza alcuna giustificazione.
- Il datore di lavoro invia una comunicazione formale - di solito una raccomandata o una PEC - invitando il dipendente a riprendere servizio entro un termine specifico e a fornire le motivazioni della sua assenza.
- Se il lavoratore non risponde all'invito e non si presenta al lavoro, la sua assenza viene interpretata come una chiara volontà di dimettersi.
- A questo punto, il datore di lavoro può procedere con la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro al Centro per l'Impiego, indicando come causa le "dimissioni per fatti concludenti".
Qual è il modello da utilizzare per le dimissioni per fatti concludenti?
È importante chiarire un punto fondamentale: non esiste un modello che il lavoratore deve compilare. Essendo una manifestazione di volontà non espressa formalmente, l'onere della procedura ricade sul datore di lavoro.
Sarà quest'ultimo, una volta accertata l'intenzione del dipendente attraverso la sua assenza prolungata e la mancata risposta, a dover utilizzare gli strumenti telematici per comunicare la cessazione del rapporto. La comunicazione avviene tramite il modello UniLav, dove verrà specificata la causale corretta. L'INL ha fornito aggiornamenti e note operative per guidare i datori di lavoro in questa procedura.
Come si calcola il periodo di assenza rilevante?
La legge non stabilisce un numero esatto di giorni di assenza superati i quali scattano automaticamente le dimissioni per fatti concludenti. La valutazione viene fatta caso per caso.
L'assenza deve essere sufficientemente lunga da essere considerata "significativa" e indicativa di un totale disinteresse a proseguire il rapporto lavorativo. In genere, pochi giorni non sono considerati sufficienti. La giurisprudenza e le note dell'INL tendono a considerare rilevante un'assenza che si protrae per un periodo tale da compromettere l'organizzazione aziendale e superare ampiamente i termini previsti dal contratto collettivo per la giustificazione.
Quali sono le novità principali per il 2025?
Le novità per il 2025, sulla scia di sentenze della Cassazione e chiarimenti dell'INL, riguardano principalmente il consolidamento della procedura e le sue conseguenze.
L'orientamento è quello di considerare le dimissioni per fatti concludenti a tutti gli effetti come dimissioni volontarie. Questo ha una conseguenza molto importante:
- Il lavoratore il cui rapporto cessa in questo modo non ha diritto all'indennità di disoccupazione NASpI, in quanto la cessazione è ricondotta a una sua scelta volontaria.
Le normative e le procedure attuali per il 2025 rappresentano lo standard di riferimento e, salvo future modifiche legislative, resteranno valide anche per il prossimo futuro.
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