Affrontare problemi di salute che impattano sulla propria capacità di lavorare è una situazione delicata e complessa. Se stai pensando di lasciare il tuo impiego perché le tue condizioni di salute non ti permettono più di proseguire, è fondamentale conoscere i tuoi diritti e le procedure corrette. In questa guida vedremo insieme quando la malattia può costituire una giusta causa per le dimissioni, come procedere correttamente e quali sono i tuoi diritti, inclusa la possibilità di accedere all'indennità di disoccupazione NASpI.
Per affrontare la situazione con la massima sicurezza e senza commettere errori, ti invitiamo a compilare il modulo presente in cima a questa pagina per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza in materia di dimissioni per motivi di salute.
La malattia è considerata una giusta causa per le dimissioni?
Sì, ma a determinate condizioni. Non è la malattia in sé a costituire automaticamente una giusta causa, ma piuttosto il comportamento del datore di lavoro che, in relazione al tuo stato di salute, rende impossibile la prosecuzione del rapporto lavorativo.
La giusta causa si configura quando l'azienda ha compiuto azioni o omissioni gravi che hanno leso la tua salute o non ti hanno tutelato. Alcuni esempi includono:
- Comportamenti di mobbing o straining che hanno causato un danno psicofisico.
- L'assegnazione a mansioni dequalificanti che hanno inciso negativamente sul tuo benessere.
- La mancata adozione delle misure di sicurezza necessarie a proteggere la tua salute sul luogo di lavoro.
- Il rifiuto di ricollocarti a mansioni diverse e compatibili con il tuo stato di salute, una volta accertata la tua inidoneità a quelle precedenti.
In queste circostanze, il legame di fiducia viene meno e la prosecuzione del rapporto diventa intollerabile.
Come dare le dimissioni per motivi di salute?
Le dimissioni, anche per giusta causa, devono essere formalizzate attraverso una procedura telematica obbligatoria. Puoi farlo in autonomia dal sito dell'INPS, se sei in possesso delle credenziali di accesso, oppure rivolgendoti a un soggetto abilitato come un patronato, un sindacato o un consulente del lavoro.
Durante la compilazione online, è essenziale selezionare l'opzione "dimissioni per giusta causa".
Sebbene non sia obbligatorio, è fortemente consigliato inviare anche una comunicazione scritta al datore di lavoro, tramite PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno, in cui spieghi nel dettaglio i motivi che ti hanno portato a questa decisione. Questo documento sarà molto utile in caso di future contestazioni.
Chi si licenzia per motivi di salute ha diritto alla disoccupazione?
Sì, il lavoratore che rassegna le dimissioni per giusta causa ha diritto a percepire l'indennità di disoccupazione NASpI.
Questo perché le dimissioni per giusta causa sono equiparate a una perdita involontaria del lavoro. La decisione di interrompere il rapporto non è una libera scelta, ma una conseguenza diretta di un grave inadempimento del datore di lavoro.
Per accedere alla NASpI, dovrai comunque soddisfare i requisiti contributivi e lavorativi previsti dalla legge.
Cosa deve pagare il datore di lavoro in caso di dimissioni per giusta causa?
In caso di dimissioni per giusta causa, hai diritto a ricevere tutte le competenze di fine rapporto, proprio come se fossi stato licenziato. Il datore di lavoro dovrà quindi corrisponderti:
- Il Trattamento di Fine Rapporto - TFR.
- Le ferie e i permessi maturati e non goduti.
- Le mensilità aggiuntive, come la tredicesima e l'eventuale quattordicesima.
- L'indennità sostitutiva del preavviso, che non saresti tenuto a lavorare.
Quest'ultimo punto è fondamentale: non solo non devi dare il preavviso, ma hai diritto a ricevere un'indennità economica pari alla retribuzione che avresti percepito durante quel periodo.
Posso dare le dimissioni immediate se sono in malattia?
Sì, puoi rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento, anche durante un periodo di assenza per malattia.
Se le dimissioni sono per giusta causa, l'interruzione del rapporto di lavoro ha effetto immediato. Questo significa che non sei tenuto a rispettare alcun periodo di preavviso e il rapporto cessa dal momento in cui il datore di lavoro riceve la comunicazione.
Quali possono essere i motivi per dimissioni per giusta causa?
Oltre alle motivazioni legate alla salute, esistono altre gravi inadempienze del datore di lavoro che possono giustificare le dimissioni con effetto immediato. Tra le più comuni troviamo:
- Il mancato o ritardato pagamento della retribuzione.
- Le molestie sessuali o il mobbing sul luogo di lavoro.
- Un peggioramento ingiustificato delle mansioni.
- Il trasferimento del lavoratore in un'altra sede senza che vi siano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
- La richiesta di compiere atti illeciti.
Il datore di lavoro può rifiutare dimissioni per giusta causa?
Il datore di lavoro non può "rifiutare" le tue dimissioni, poiché sono un atto unilaterale. Tuttavia, può contestare l'esistenza della "giusta causa".
Se l'azienda ritiene che i motivi da te addotti non siano validi, potrebbe non riconoscerti l'indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, sarai tu a dover dimostrare, eventualmente anche in sede legale, la fondatezza delle tue ragioni per ottenere quanto ti spetta e per non perdere il diritto alla NASpI.
Come dare le dimissioni senza perdere la disoccupazione?
L'unico modo per rassegnare le dimissioni volontarie e mantenere il diritto all'indennità di disoccupazione è che queste siano motivate da una giusta causa.
Come abbiamo visto, è la condizione di "involontarietà" della perdita del lavoro a garantire l'accesso alla NASpI. L'alternativa principale è la risoluzione consensuale del rapporto, ma solo se inserita in specifici accordi che prevedono l'accesso agli ammortizzatori sociali.
Quali sono i motivi di salute per il licenziamento?
È importante non confondere le dimissioni per motivi di salute, che sono una scelta del lavoratore, con il licenziamento per motivi di salute, che è una decisione del datore di lavoro.
Un datore di lavoro può licenziare un dipendente per ragioni legate alla sua salute principalmente in due casi:
- Per superamento del periodo di comporto, cioè il numero massimo di giorni di assenza per malattia consentito dal contratto collettivo.
- Per inidoneità sopravvenuta alla mansione, ma solo dopo aver verificato l'impossibilità di ricollocare il lavoratore in altre attività compatibili con il suo stato di salute.
Quanta malattia devo fare per essere licenziata?
Non esiste un numero di giorni di malattia uguale per tutti che porti al licenziamento. La soglia massima di assenze tollerate è definita dal "periodo di comporto" ed è stabilita dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro - CCNL - applicato al tuo settore.
Per sapere quanti giorni di malattia puoi fare prima di rischiare il licenziamento, devi consultare il tuo CCNL di riferimento.
Hai ancora dubbi sulle dimissioni per motivi di salute?
Se desideri valutare la tua situazione specifica e capire come procedere nel modo più corretto, puoi compilare il modulo che trovi qui sotto per parlare gratis e senza impegno con un avvocato con esperienza nelle procedure di dimissioni per giusta causa legate a motivi di salute.