Decidere di lasciare il proprio posto di lavoro è un passo importante, ma a volte le circostanze cambiano e si può considerare l'idea di tornare sui propri passi. Se ti stai chiedendo se sia possibile essere riassunto dalla stessa azienda dopo aver dato le dimissioni, in questo articolo troverai le risposte ai dubbi più comuni.
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È possibile tornare a lavorare nella stessa azienda dopo le dimissioni?
Sì, in linea di principio è assolutamente possibile. La legge italiana non pone alcun divieto esplicito alla riassunzione di un ex dipendente che si era dimesso volontariamente.
La decisione spetta unicamente al datore di lavoro, che valuterà la richiesta in base a diversi fattori, come le necessità aziendali del momento, il rapporto intercorso con il dipendente prima delle dimissioni e le motivazioni che avevano portato alla sua uscita.
Quanto tempo deve passare tra le dimissioni e la nuova assunzione?
Non esiste un intervallo di tempo minimo o massimo stabilito per legge tra la data di fine del vecchio rapporto di lavoro e l'inizio del nuovo.
Tuttavia, è bene prestare attenzione. Una riassunzione a brevissima distanza dalle dimissioni potrebbe destare sospetti, ad esempio da parte dell'INPS, qualora il lavoratore avesse nel frattempo richiesto e ottenuto l'indennità di disoccupazione NASpI.
Inoltre, se la riassunzione avviene con un contratto diverso o a condizioni peggiorative, un intervallo di tempo troppo breve potrebbe essere interpretato come un tentativo di eludere norme di legge.
Come funziona il processo di riassunzione dopo le dimissioni volontarie?
La riassunzione di un ex dipendente equivale a tutti gli effetti a una nuova assunzione. Questo significa che il precedente rapporto di lavoro si è concluso definitivamente e se ne instaura uno completamente nuovo.
Il processo, quindi, non è un reintegro, ma segue l'iter di una normale assunzione:
- Il lavoratore può ricontattare l'azienda, magari attraverso l'ufficio del personale o il suo precedente responsabile.
- L'azienda deciderà se avviare un nuovo processo di selezione, che potrebbe includere uno o più colloqui.
- Se l'esito è positivo, le parti stipuleranno un nuovo contratto di lavoro.
- Il nuovo contratto azzera ogni elemento precedente, come l'anzianità di servizio, i livelli retributivi e le ferie maturate.
È possibile revocare le dimissioni già presentate?
Sì, ma solo entro un limite di tempo molto preciso. La legge prevede che il lavoratore possa revocare le proprie dimissioni telematiche entro 7 giorni dalla data di invio della comunicazione.
Superato questo termine, la revoca non è più possibile e le dimissioni diventano definitive ed efficaci. A quel punto, l'unica strada per tornare a lavorare per la stessa azienda è quella di un nuovo e distinto processo di assunzione.
E se invece fosse l'azienda a licenziare e poi riassumere?
Anche in questo caso, la riassunzione è possibile. Anzi, è una pratica relativamente comune, soprattutto nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, legato a crisi aziendali o a riorganizzazioni.
Se le condizioni economiche dell'azienda migliorano, il datore di lavoro può decidere di riassumere i dipendenti che era stato costretto a licenziare, spesso riconoscendo loro un diritto di precedenza.
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